Banksy e il giro turistico nel campo profughi palestinese

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4 aprile 2017

Ho dovuto posticipare la mia partenza per l’hotel di Banksy, il Walled Off, ma ho delle notizie interessanti su come è organizzato.

Innanzi tutto mi scuso se non vi ho più aggiornati: è un periodo intenso dal punto di vista del lavoro e sta anche peggiorando, per cui non ho potuto fare altro che rinviare il mio viaggio. Dovevo partire tra pochi giorni e invece lo farò a fine mese.

Proprio a causa del lavoro finora non ho avuto tempo per studiare come avevo promesso a me stessa: se vi ricordate volevo approfittare di questa esperienza per approfondire il conflitto israelo-palestinese e l’arte di Banksy.

Intanto però, come vi ho anticipato, ho delle notizie interessanti su come è organizzato l’hotel: il personale al momento sembra gentile ma non tra i più professionali che io abbia conosciuto. Questo particolare non è irrilevante, perché vi ricordo l’esperienza di Dismaland, il parco divertimenti distopico creato da Banksy, che è rimasto aperto pochi giorni nell’estate 2015 in Inghilterra. Io purtroppo non ho potuto visitarlo ma sembra che il personale del parco fosse molto scortese e pare che questa scortesia fosse parte del progetto artistico di Banksy, che appunto voleva creare un parco divertimenti dove i visitatori provassero, tra le altre cose, un continuo senso del disagio.

In realtà finora i miei contatti con il personale dell’hotel sono stati solo via mail per cui non posso dire di essermi fatta un’idea definitiva su di loro e non so dire quali istruzioni di comportamento hanno ricevuto dall’artista.

Altra notizia: nel prenotare il soggiorno ho incluso l’opzione di un giro turistico ma mi chiedevo cosa fosse, perché sul sito non ho trovato spiegazioni. Ebbene mi è arrivata una mail che mi dà qualche elemento: sono ben due! Il tutto per 80 dollari. Il primo dura 3-4 ore ed è descritto semplicemente come Gerusalemme est ed ovest che è gestita da Israele e il secondo ne dura due ed è presentato come un tour a piedi del muro che divide Israele e Palestina e una visita al campo dei rifugiati organizzato dai Palestinesi. Devo dire che da Banksy non mi immaginavo niente di meno, come dire? Pregnante?

Infine un accenno ai prezzi: non ve ne ho parlato perché sono esposti chiarissimi sul sito alla voce Booking e, come avete intuito, sono alla portata di tutti: ho fatto l’esempio dei due tour per 80 dollari. Ma forse vi può interessare se vi do qualche dritta anche organizzativa. Si può dormire in camerata per 30 o 60 dollari a notte. Se si vuole una camera tutta per sé bisogna spendere di più. Con 100 dollari si paga il trasbordo dall’aeroporto di Tel Aviv all’hotel e viceversa, cosa che vi consiglio. Il posto letto o stanza, il giro turistico e il trasbordo sono tutto quello che potete acquistare sul sito.

Se non potete più partire alla data fissata, come è successo a me, vi raccomando di cancellare la prenotazione almeno tre giorni prima e rifarla da capo: in questo modo vi ridanno tutti i soldi e potete subito scegliere le nuove date più adatte. Se cancellate meno di tre giorni prima il rimborso è solo parziale.

C’è anche la possibilità di spostare la prenotazione ma è un sistema più complicato e meno immediato.

Per ora questo è quanto: restate connessi.

TAG: banksy, Israele, Palestina, the Walled Off Hotel
CAT: Arte, Medio Oriente

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