Come ti hackero il calcio: la FIGC abbraccia la tecnologia

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16 giugno 2017

Si parla sempre del ritardo dell’Italia sull’agenda digitale, eppure segni neanche tanto piccoli mostrano che qualcosa si muove rapidamente.

E rotola come un pallone felice.

Un hackathon è una maratona degli hacker: il paradiso degli smanettoni che, per 24-48 ore, si sfidano a colpi di codice e tecnologia per trovare soluzioni catchy e soprattutto efficienti a problemi spesso annosi. Di hackathon se ne fanno assai, ma ce n’è uno che merita particolare attenzione perché rappresenta una prima volta in Italia.

Solitamente, infatti, questi eventi sono commissionati da grandi industrie, gruppi o brand per ottenere rapidamente risultati tangibili e entrare in contatto con la community, sempre più influente, di innovatori e di talenti nell’ambito delle nuove tecnologie.

Il prossimo 14-15 ottobre, invece, a Trento, si terrà il primo hackathon del mondo del calcio in Italia, voluto dalla FIGC. C’era stato un evento lo scorso anno, organizzato dal Manchester City, ma per il resto si tratta davvero di un battesimo di grande rilevanza.

Eh, sì, perché quella che è effettivamente un’industria con un giro d’affari di più di una decina di miliardi di euro all’anno, raccoglie la sfida del futuro (per non dire del presente): portare i dati al centro dello sport più seguito del paese.

La sport analytics è ormai elemento determinante per la strategia di una squadra e la FIGC lancia due sfide diverse: una concerne appunto l’utilizzo dei dati per migliorare le tecniche di match analysis, di fatto rispondendo ai bisogni sempre più forti degli allenatori e degli staff tecnici, alla ricerca delle informazioni più utili per far rendere al meglio il motore rombante della propria squadra; l’altra, invece, consiste nell’utilizzare i dati e portare l’innovazione digitale all’interno di una federazione che, con i suoi 1.300.000 iscritti, abbraccia i temi del coinvolgimento, della user experience e del fan engagement.

L’Università di Trento e la provincia autonoma ospiteranno la due giorni di sfide a colpi di hacking in virtù di una tradizione che è testimoniata da un dato: – il Trentino ha conquistato per quattro volte (2007, 2011, 2014 e
2016, arrivando quattro volte seconda ed una terza) il titolo di provincia piú sportiva di Italia secondo l´Indice di Sportivitá de Il Sole 24 Ore .

L’eccellenza dell’ateneo trentino in ambito ICT non fa che rendere la scelta ancora più azzeccata.

L’evento è impreziosito da presenze e partner di tutto rispetto: Michele Uva (DG FIGC), Giuseppe Recchi (Vice-Presidente TIM), Luigi de Siervo (Amministratore Delegato Infront Italy), Iris Cordoba (Director General, Microsoft´s Global Sport Innovation Centre, Madrid), Carlo Alberto Carnevale Maffé (SDA Bocconi e coordinatore scientifico dell´hackathon FIGC) sono tra i fautori dell’iniziativa, sotto la responsabilità istituzionale di Francesco Anesi (Accademia Europa).

Insomma, la manifestazione promette di essere inspiring, thought-provoking e di visibilitá nazionale.

Dopo la mezza delusione per l’asta sui diritti tv in serie A che non ha raccolto le aspettative delle squadre, mentre la vicenda Donnarumma accende il dibattito tra i tifosi romantici pro-bandiere e chi, semplicemente, guarda alle squadre come aziende sempre più in cerca di sostenibilità, la FIGC abbranca in presa il futuro.

E rinvia!

Smanettoni di tutta Italia, cosa aspettate?

TAG: fan engagement, FIGC, Hackathon, innovazione digitale, match analysis, sport analytics
CAT: Big data, calcio

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