Sponsorship estreme nel calcio: quando la squadra prende il nome dell’azienda

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10 ottobre 2017

Dare il nome di uno sponsor (o del proprietario) a una squadra sportiva è un’americanata? Forse sì, ma la storia del calcio contiene numerosi esempi del genere anche in Europa e specificatamente in Italia. Nella lista dei 68 casi più eclatanti ci sono anche Juventus, Torino, Vicenza e… qualche sorpresa

 

Che la presenza degli sponsor nel mondo del pallone sia ingombrante (ma fondamentale) non è certo un tratto distintivo del vituperato “calcio moderno”. Fin dall’inizio della sua storia, lo sport più popolare del mondo ha avuto bisogno di interessenze aziendali tali da supportarne le ambizioni di crescita. Pienamente realizzate.

Sono in molti a sostenere che una delle ragioni del suo successo sia nel fatto che, a differenza di altri sport di squadra come il basket, la sua popolarità sia legata anche alla tradizione dei club, i cui nomi rimangono immutabili anche quando fanno capo a imprese commerciali che fanno di tutto per farsi notare.

Se l’OIimpia Milano nel corso degli anni non si fosse chiamata come una carne in scatola, una bibita, un gruppo immobiliare, ecc… avrebbe oggi gli stessi tifosi della Juventus, della quale è una sorta di corrispettivo cestistico? O quantomeno delle sue cugine milanesi Inter e Milan?

Difficile da dire, mentre invece è certo che anche nel calcio ci sono stati diversi esempi di squadre che hanno assunto il nome di un’azienda, che fosse lo sponsor o la proprietaria del club. O entrambe le cose. Persino la Juventus si è dovuta adattare a questa regola. E non con la Fiat, come forse verrebbe logico pensare.

Scandagliando la storia del calcio, abbiamo messo in fila ben 68 casi storici di “squadre-azienda” sparse in tutto in mondo, Italia compresa.

 

Ecco la lista completa, in rigoroso ordine alfabetico:

 

Airbus UK Broughton (Galles)

Fondata nel 1946 come espressione sportiva dell’omonima azienda aerospaziale, ne ha seguito le sorti nel corso degli anni, cambiando nome in base alle variazioni societarie della casa madre. All’inizio del millennio è tornata alla denominazione originale, in concomitanza con la promozione nella massima serie. Nella scorsa stagione, però, è retrocessa nella seconda divisione gallese.

 

Air India F.C. (India)

Nonostante un palmarès decisamente modesto, la squadra fondata nel 1952 è una di quelle con maggiori tradizioni nel calcio indiano. E’ da sempre di proprietà della compagnia aerea di bandiera, che possiede anche un hub all’aeroporto internazionale Chhatrapati Shivaji, dove ha sede la squadra.

 

Arsenal (Inghilterra)

Il nome del popolarissimo club deriva dal Royal Arsenal, l’officina londinese dove lavoravano gli operai che fondarono i “Gunners”. Inizialmente la squadra si chiama “Dial Square”, poi appunto “Royal Arsenal”, “Woolwich Arsenal” e in seguito solo “Arsenal”. Una scelta dettata più da ragioni identitarie che commerciali, ma comunque meritevole di far parte della nostra rassegna, visto anche il blasone del club.

 

Asmara Brewery F.C. (Eritrea)

La squadra porta il nome del birrificio fondato dall’italiano Luigi Melotti, che in origine lo chiamò proprio Birra Melotti. In seguito è stato nazionalizzato dal regime etiope durante la dominazione dell’Eritrea e poi ereditato dal governo locale. La squadra ha vinto la Eritrea Premier League nel 2008.

 

Ashanti Gold (Ghana)

La squadra di Obuasi è stata fondata nel 1978 da un gruppo di lavoratori dell’omonima azienda mineraria, che ancora oggi ne detiene la proprietà. Ha vinto quattro titoli nazionali e nel 1997 è stata finalista della Champions League africana.

 

AZAL Pesaker (Azerbaigian)

Fondata nel 1996 come squadra di calcio a 5, ha debuttato nella Coppa Uefa (di calcio a 11) nel 2008/09. A fine stagione si è trasferita a Şüvelan cambiando nome in Olimpik-Şüvəlan Peşəkar Futbol Klubu. Nel 2010 ha cambiato ancora denominazione, inserendovi quello del nuovo sponsor: la compagnia aerea nazionale AZAL. Tuttavia, nella sua partecipazione all’Europa League della stagione successiva dovette rispolverare la denominazione precedente, per non violare i regolamenti Uefa!

 

Bayer Leverkusen (Germania)

La polisportiva è stata concepita nel 1904 come passatempo per i lavoratori della Bayer, colosso farmaceutico che ha sede proprio a Leverkusen. Solo nel 1999 la squadra di calcio è diventata un club con una personalità giuridica autonoma dagli altri sport, ma la proprietà è ancora saldamente in mano dell’azienda diventata famosa in tutto il mondo per le aspirine e che in tempi più recenti sta giocando un ruolo primario anche nel settore agricolo. Vincitore della Coppa Uefa nel 1988, il Bayer ha sfiorato una storica tripletta nel 2001/02, quando la squadra allora allenata da Klaus Toppmoeller è arrivata seconda sia in Champions League, sia in Bundesliga che in Coppa di Germania! Sportivamente una grande impresa, ma nel contempo un’enorme beffa.

 

Bayer Uerdingen (Germania)

Dal 1953 al 1995 il club della Germania Est è stato sotto l’egida della Bayer e ha di fatto funzionato come società-satellite della ben più nota squadra di Leverkusen. Oggi il sodalizio calcistico si chiama KFC (Krefelder Fußball-Club, dalla città di Krefeld), mentre le altre sezioni della polisportiva continuano a chiamarsi Bayer Uerdingen e a godere del sostegno dell’azienda farmaceutica.

 

Bethlehem Steel F.C. (USA)

Come diverse altre città americane, Bethlehem, in Pennsylvania, ha ereditato il nome da un luogo ben più famoso, nel caso specifico si tratta ovviamente di Betlemme, in Palestina, luogo di nascita di Gesù Cristo. Nella Betlemme made in USA nel 1907 è nato il Bethelem Football Club, in seguito ribattezzato Bethlehem Steel Football Club dopo l’acquisizione da parte della locale acciaieria. Sciolta nel 1930, la società è stata rifondata nel 2015 per prendere parte alla terza serie americana.

 

Bruk-Bet Termalica Nieciecza (Polonia)

E’ decisamente un club che ama battere i record. Il più prestigioso lo ha stabilito nel 2015, ottenendo la promozione nella Serie A polacca: con soli 750 abitanti, Nieciecza è diventata la più piccola città ad avere una squadra in una prima divisione europea. Notevole anche il primato stabilito con il nome, cambiato più volte dalla sua fondazione nel 1922: quello attuale contiene ben due brand commerciali, ovvero Bruk-Bet e Termalica, che fanno parte dello stesso gruppo, operante nel settore edile.

 

Brymbo Steelworks (Galles)

Quattordici volte campione nazionale, la squadra oggi si chiama semplicemente Brymbo Football Club, dal nome del paesino nelle vicinanze di Wrexham dove ha sede. Alla sua fondazione, nel 1943, si chiamava invece Brymbo Steelworks, come la locale fabbrica della quale era l’espressione sportiva. Il cambio di nome si è reso necessario perché l’impresa nel 1990 ha chiuso i battenti. La squadra, per fortuna, no.

 

Çaykur Rizespor (Turchia)

Nelle sue origini, la squadra della città di Rize aveva scelto colori sociali basati sulle coltivazioni locali: giallo come il limone e verde come le foglie del thè. In seguito è passata al verde-blu, ma a partire dagli anni ’90 ha vissuto un “ritorno al passato” per ragioni commerciali: con la sponsorizzazione da parte di Çaykur (azienda produttrice di thè), la foglia verde è stata inserita persino nello stemma ufficiale e la squadra ha assunto la denominazione con la quale è conosciuta ancora oggi.

 

Cashpoint SCR Altach (Austria)

Fondata il 26 dicembre 1929 come sezione della polisportiva Turnerbund Altach, nel corso della sua storia ha conosciuto periodi di inattività e cambi di nome. Quello attuale è dovuto all’omonima agenzia di scommesse, che ha dato il proprio brand anche allo stadio locale.

 

Chio Waldhof Mannheim (Germania)

La società fondata nel 1907 ha vissuto un momento di forte difficoltà negli anni Sessanta, che l’hanno vista scivolare nei bassifondi del calcio minore tedesco. A risollevarla è stata la partnership con la Chio, azienda produttrice di patatine, che si è fatta promotrice del rilancio, abbinando il proprio brand al nome della squadra dal 1972 al 1978. Il sostegno ricevuto ha permesso la risalita dalle serie inferiori, ma è stato solo nel 1983, ben dopo la fine della sponsorizzazione, che i nerazzurri hanno raggiunto la Bundesliga. Dopo una serie di vicissitudini, oggi il club frequenta palcoscenici meno prestigiosi come quelli della quarta serie teutonica.

 

Cruz Azul (Messico)

È una delle più blasonate società del Messico, nonché la prima ad aver raggiunto una finale di Coppa Libertadores, peraltro persa contro gli argentini del Boca Juniors. Il suo nome deriva dalla società edilizia Cemento Cruz Azul, i cui lavoratori fondarono la squadra nel 1927 e che ancora oggi ne è lo sponsor. Tra i tanti nomi celebri che ne hanno vestito la maglia, ci sono Altamirano, Santa Cruz e l’ex azzurro Camoranesi.

 

Daewoo F.C. (Corea del Sud)

La squadra di Busan è stata fondata con il nome della famosa azienda automobilistica, che ne è stata proprietaria fin dai primi passi. Dopo il suo fallimento, la società di calcio è passata sotto l’egida della Hyundai e il cambio di nome è stato ovvio: oggi si chiama Busan Ipark.

 

Fastav Zlin (Repubblica Ceca)

Vincitore dell’ultima edizione della coppa nazionale, il club fondato nel 1919 ha cambiato nome un’infinità di volte. Si chiamava “Gottwaldov” quando nel 1970 fece il suo debutto europeo, venendo eliminato dal PSV Eindhoven nel primo turno della Coppa delle Coppe. La denominazione attuale è stata assunta nel 2012, ma lo scorso anno tutti la chiamavano “Zlincester” perché, come il Leicester, sembra in grado di vincere il campionato da neopromossa. E’ finita sesta, qualificandosi per l’Europa League.

 

Finnairin Palloilijat (Finlandia)

All’inizio della sua storia si chiamava Aeron Pallo, perché a fondarla erano stati dei lavoratori della compagnia aerea Aeron. Quando l’azienda ha cambiato il nome in Finnair anche la squadra si è adeguata, diventando Finnairin Palloilijat (comunemente abbreviata in “FinnPa”). Dopo la retrocessione del 1998 la compagnia di bandiera ha deciso di tagliare i fondi al club calcistico, che ha dovuto chiudere i battenti.

 

Ford Motors F.C. (Inghilterra)

La squadra di Cronton sfoggia un marchio altisonante, visto che l’azienda automobilistica è nota in tutto il mondo, ma sul piano meramente sportivo naviga nelle zone basse della piramide del calcio d’Oltremanica. Il suo massimo risultato è stato nel 1985, quando è arrivata fino al quarto turno dell’F.A.Vase, che in sostanza è la versione della F.A. Cup riservata ai club che giocano sotto la quarta serie. Il che è tutto dire.

 

Hanil Bank F.C. (Corea del Sud)

La sua vita è stata molto breve, dal 1970 al 1997, e con soli tre anni nella massima serie, dal 1984 al 1986. Niente di tutto questo, comunque, sarebbe stato possibile senza il sostegno economico della banca Hanil.

 

Gazelec Ajaccio (Francia)

Pur essendo stato fondata nel 1910, la seconda squadra di Ajaccio ha assunto la sua denominazione attuale solamente nel 1960, quando è passata sotto l’egida dell’azienda del Gas e dell’Elettricità. Contemporaneamente, alla presidenza è salito Angel Casanova, sindacalista “duro e puro” scomparso nel 1998 e ancora oggi ricordato sia come bandiera del club (a lui è intitolato lo stadio), sia come simbolo per la politica di sinistra.

 

Honda F.C. (Giappone)

La squadra di Hamamatsu è stata fondata nel 1971 da parte del circolo sportivo del locale stabilimento della Honda. A differenza delle moto, non è mai andata troppo veloce: il suo massimo risultato è stata la vittoria del campionato di seconda divisione (per due volte) e attualmente milita nella quarta serie.

 

Inter CabelTel (Galles)

Non tutti lo sanno, ma c’è un’Inter anche a Cardiff. Fondata nel 1990, dal 1996 al 1999 si è fatta chiamare Inter CabelTel, in quanto la società era di proprietà dell’omonima azienda operante nel settore delle comunicazioni via cavo. Finita la partnership, si è chiusa anche l’avventura della squadra, che per andare avanti ha operato una fusione con un’altra formazione locale, dando vita al Cardiff Metropolitan University F.C.

 

Inverurie Loco Works F.C. (Scozia)

Milita nei campionati semi-professionistici delle Highlands, ma ha alle spalle una lunga storia, cominciata nel lontano 1903. Porta il nome della fabbrica ferroviaria legata alla Great North of Scotland Railway, i cui operai sono stati i fondatori della squadra.

 

Jacobs F.C. (Irlanda)

La squadra di Crumlin, nelle vicinanze di Dublino, portava il nome di una fabbrica locale di biscotti e cracker. Tra i membri fondatori della Lega irlandese, ha cessato ormai da tempo le attività. Nel suo modesto palmarès figurano solo trofei minori, l’ultimo dei quali nel 1968. Tra i suoi motivi di orgoglio, ci sono i tre giocatori dati alla nazionale dell’Isola di Smeraldo.

 

Jeonbuk Hyundai Motors (Corea del Nord)

Fondata nel 1993, ha avuto un primo anno di vita decisamente difficile, con due cambi di denominazione dovuti a problemi economici. A risolverli ci ha pensato la potente Hyundai, che nel dicembre del 1994 ha deciso di ripartire da zero, rilevando il parco giocatori e dando vita ad una nuova società con il suo brand in bella vista.

 

Juventus Cisitalia (Italia)

Decisamente curiosa la vicenda legata alla squadra storicamente legata alla Fiat e che, tra il 1943 e il 1945, assunse il nome di una casa automobilistica concorrente! Con la seconda guerra mondiale in corso, il presidente bianconero Piero Dusio decise di abbinare al nome della squadra quello della sua azienda. Lo scopo non era tanto pubblicitario, quanto salvare i suoi giocatori che, spacciati per operai necessari al fabbisogno nazionale, furono risparmiati dalla deportazione. Nello stesso periodo, la Fiat era invece abbinata al Torino, un cortocircuito storico che Gianni Agnelli ebbe modo di commentare così: “La mia famiglia in quegli anni si distaccò momentaneamente dalla Juve, anche perché io stavo nell’esercito, in guerra, e davvero avevo altri pensieri e problemi, altro da fare, da patire, da superare”.

 

Josko Ried (Austria)

Nato come Sportvereinigung Ried nel 1912, attualmente porta il nome dell’azienda che fabbrica porte e finestre. Siccome lo slogan di Josko è “Keine Sorgen” (nessun problema), con una scelta decisamente originale il piccolo stadio locale è stato chiamato “Keine Sorgen Arena”.

 

KSZO Ostrowiec Świętokrzyski (Polonia)

La sua è stata una storia decisamente ricca di vicissitudini, compresa una fusione per gravi problemi economici e l’espulsione dal campionato per uno scandalo di corruzione che aveva coinvolto il suo presidente. La squadra porta lo stesso nome della locale acciaieria e ha una forte rivalità con Hutnik Nowa Huta e Stal Stalowa Wola, anch’esse tradizionalmente legate all’industria siderurgica.

 

Lanerossi Vicenza (Italia)

Dal 1953 al 1990 il Vicenza ha abbinato il proprio nome al maglificio Lanerossi di Schio. Non una sponsorizzazione, all’epoca vietata dai regolamenti in vigore, ma una vera e propria compenetrazione societaria: con i biancorossi alle prese con un clamoroso buco di bilancio, fu necessaria una fusione con i vicini di casa, che già portavano il nome del famoso lanificio cittadino. La nuova identità del club si espresse con l’iconica “R” che campeggiava sul cuore dei giocatori, nel posto solitamente riservato allo stemma del club. Con quella divisa, la squadra che aveva la sua stella in Paolo Rossi centrò uno storico secondo posto nella stagione 1977/78 e, due anni dopo, cominciò la trafila nel settore giovanile un’altra futura star della nazionale: Roberto Baggio. Nell’estate del 1990, mentre “il Divin Codino” agitava il calciomercato passando dalla Fiorentina alla Juve, i biancorossi rilevati da Pieraldo Dalle Carbonare, cambiarono la propria denominazione in “Vicenza Calcio”.

 

F.C. Lada-Togliatti (Russia)

Il partigiano Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano, nel 1930 prese la cittadinanza dell’Unione Sovietica. Porta il suo nome città nei pressi del fiume Volga, che spesso viene erroneamente definita “Togliattigrad”. Qui nel 1970 è stata creata la squadra dell’azienda automobilistica VAZ. Inizialmente chiamata Torpedo, la compagine è poi stata ribattezzata “Lada”, come il brand più famoso dell’azienda.

 

S.V. Leo Victor (Suriname)

Cinque volte campione nazionale, la squadra è nata nel 1934 come espressione sportiva dei coloni cattolici. Il suo nome deriva dalla fabbrica di sigari di Paramaribo, attorno alla quale si è sviluppato il sodalizio calcistico.

 

Litex Lovech (Bulgaria)

Nato nel 1921 come Hisarya Sports Club, negli anni seguenti ha cambiato il nome prima in Karpachec e poi in Osam. Dopo il 1990, con il crollo del comunismo e il passaggio della Bulgaria all’economia di mercato, la squadra si è chiamata LEX, come l’azienda privata che ne aveva acquisito la proprietà. La denominazione Litex è stata adottata a partire dal 1996, quando il club è finito nelle mani di Grisha Ganchev, imprenditore proprietario dell’omonima azienda automobilistica (e di vari altri business). Nell’estate del 2015 Ganchev ha affidato la società al figlio Danail, per potersi dedicare con maggiore attenzione ai suoi investimenti nel CSKA Sofia, il quale si trovava nei guai per via di una forte esposizione debitoria. Sei mesi dopo, la partita contro il Levski Sofia ha segnato la fine dell’esperienza del Litex nella massima serie bulgara: dopo aver ritirato la squadra per protesta contro due espulsioni decise dell’arbitro della gara, la società quattro volte campione nazionale è stata punita dalla federazione con la retrocessione a tavolino.

 

 

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TAG: sponsor
CAT: calcio, Media

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