Italia e Slovenia. Una partnership economica sempre più forte

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22 agosto 2017

Maja Slivnjak è consulente per la Lovely Trips, azienda di promozione di realtà turistiche slovene e mitteleuropee. Il post è sponsorizzato da:

 

L’Italia e la Slovenia. Due paesi che da secoli intrecciano tra loro fortissimi rapporti culturali, sociali, ed economici. Questo legame speciale si incarna in personaggi altrettanto speciali, e giustamente celebri. Come Sigmund Žiga Zois, una delle figure più importanti della storia slovena; figlio di un ricco mercante italiano (bergamasco, per la precisione) e di una nobildonna della Carniola, Zois nacque a Trieste nel 1747, fece i suoi studi superiori in Italia, e a Ljubljana creò uno dei cenacoli culturali e scientifici più importanti della Mitteleuropa: il “circolo Zois”, rinomato in tutto il continente. Oppure pensiamo allo scrittore Boris Pahor, sloveno nato a Trieste nel 1913, che nelle sue opere ha raccontato le tragedie del XX secolo.

Ma oltre alle persone, parlano i numeri. Per esempio, l’Italia è il secondo partner commerciale della Slovenia dopo la Germania; ancora, nel 2015, in base ai dati della Banca della Slovenia, il paese mediterraneo è stato il quarto investitore dopo Austria, Svizzera e Germania. Ancora, i turisti italiani sono assidui frequentatori delle città d’arte, dei centri termali e dei parchi naturali della Slovenia. La relazione però è all’insegna della bilateralità. Pur essendo un paese di appena 2 milioni di abitanti, la Slovenia è il 21° mercato delle esportazioni italiane, dopo la ricca Svezia ma prima di potenze economiche o demografiche come l’Arabia Saudita, la Corea del Sud, il Messico e persino il Canada e il Brasile.

Parlo anche per esperienza personale. Essendo cresciuta a Nova Gorica, città di frontiera dal passato travagliato, so bene quale enorme potenziale abbia la partnership tra il mio paese e l’Italia. E questo lo si vede anche nella quotidianità. Per un novagoriziano è normale andare a fare la spesa o cercare lavoro a Gorizia, proprio come per un goriziano è normale regalarsi una scampagnata nel Brda, o cenare in uno degli eccellenti ristoranti oltreconfine. Qualche anno fa, quando ero capo dell’ufficio stampa dell’Ente sloveno del turismo in Italia, un imprenditore italiano con una succursale in Slovenia mi disse: «Italiani e sloveni sono un bel tandem, forse perché siamo più simili di quanto non si dica: noi siamo molto creativi, ma pure voi non scherzate; voi sul lavoro siete “tedeschi”, però anche noi italiani ci ammazziamo di fatica».

In effetti le imprese italiane in Slovenia trovano un ambiente piuttosto favorevole: una forza lavoro di alta qualità, e che spesso parla italiano; una cultura affine; buone infrastrutture, e un regime fiscale positivo. Ma come ho già detto, la relazione è reciproca. Per esempio il numero delle imprese slovene che esportano in Italia sta crescendo: secondo i dati dell’Associazione degli esportatori sloveni, sono oggi 1735.

foto di Dunja Wedam www.slovenia.info

La cooperazione economica tra i due paesi è ottima. E a luglio è stata ulteriormente rafforzata, con la firma di un memorandum ad hoc. Come mi ha spiegato Matej Skočir,  numero due dell’agenzia pubblica per l’imprenditorialità SPIRIT, «con il memorandum le due parti si vincolano a creare, nell’ambito delle rispettive giurisdizioni, condizioni favorevoli alla continuazione della collaborazione economica tra la Slovenia e l’Italia. Per questo si impegnano a scambiarsi informazioni per l’ampliamento degli scambi economici tra le aziende, a sostenere azioni di networking, a creare contatti imprenditoriali e a scambiarsi le buone pratiche».

Del resto l’attività dello SPIRIT va proprio in questa direzione. Per esempio, ad aprile, in occasione del Salone del Mobile di Milano, ha promosso lo Slovenia Design Showroom, tutto incentrato sul design in legno made in Slovenia. L’evento, che ha riscosso grande successo, ha raccontato agli italiani il saper fare in legno del mio paese, ed è stata una bella opportunità per le aziende e i designer sloveni che vi hanno preso parte.

Solo un mese prima, a marzo, l’agenzia aveva coordinato la partecipazione dei maggiori player del settore a MADE Expo, manifestazione milanese dedicata alle costruzioni e ai materiali, mentre a maggio ha dovuto coordinare la partecipazione slovena a TUTTOFOOD, evento sempre meneghino dedicato all’industria alimentare (uno dei pilastri dell’economia slovena). E a dicembre si andrà a L’artigianato in fiera, con l’obiettivo di far conoscere ancora meglio i prodotti artigianali sloveni.

 

La foto in copertina è stata scattata da Nea Culpa d.o.o., archivio www.slovenia.info. Maja Slivnjak, autrice dell’articolo, è consulente per la Lovely Trips, azienda di promozione di realtà turistiche slovene e mitteleuropee. 

 

TAG: italia, Lovely Trips, Mitteleuropa, Slovenia, SPIRIT
CAT: commercio, commercio internazionale

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