Angela Merkel: discorso sull’Europa al Bundestag

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9 marzo 2017

Chiare parole oggi pronunciate dalla Cancelliera Angela Merkel in un discorso programmatico sull’Europa nel Bundestag. Cinque punti posti al centro della sua visione.

 

Rifugiati

Anche se ci fosse piena collaborazione, come sarebbe auspicabile, sulla divisione dei rifugiati a livello europeo, non si potrebbe prescindere dagli accordi con i Paesi di provenienza od immediatamente confinanti con essi. Solo così l’Europa può ridurre gli afflussi, garantire migliori condizioni ai rifugiati sul posto ed anche i Paesi di transito possono combattere le mafie dei trafficanti di uomini nei loro territori. Per questo la Germania mira a realizzare accordi simili a quello in essere con la Turchia anche con i Paesi africani. Criticare questi accordi non porta a nulla di costruttivo.

 

Turchia

La Turchia è un partner irrinunciabile con cui la Germania ha molto in comune, ma paragoni da parte di politici turchi e dello stesso Presidente turco, tra la Germania odierna e quella nazista, sono inaccettabili. Portano ad una banalizzazione dei crimini dei crimini di Hitler. Il Governo ritiene che per quanto sia criticabile la riforma presidenzialista oggetto del referendum in Turchia, politici di Ankara debbano poter continuare a fare comizi in Germania laddove apertamene preannunciati ed ammessi amministrativamente. La Germania si impegna in ogni sede alla liberazione del giornalista Deniz Yücel e per la libertà di stampa. La Germania non vuole che i cittadini turchi residenti trasportino le liti interne della politica nazionale turca in casa sua.

 

Europa a due velocità

Per effetto della nuova politica americana l’Europa deve prendere maggiori responsabilità e perciò è imprescindibile un’Europa con diverse velocità come c’è già stata nell’introduzione dell’Euro e degli accordi di Schengen. Un’Europa però che resti aperta e non sia esclusiva alla partecipazione successiva di tutti i partner. Angela Merkel ha citato come esempio di maggiore presenza europea l’impegno nel dialogo tra i Paesi dei Balcani proseguiti ora sotto impulso dell’Italia. Ha altresì preannunciato il piano per la nascita di una Procura sovranazionale impegnata contro le truffe in ambito europeo. La conferma di Donald Tusk a Presidente del Consiglio Europeo per Angela Merkel sarà inoltre una garanzia di continuità. Ciò mentre proprio la Polonia, suo Paese natale, invece non lo vorrebbe vedere confermato.

 

Brexit

Le trattative dell’uscita del Regno Unito potranno partire solo quando sarà ufficialmente avviata la procedura dell’art. 50 del trattato UE ma non prima e la Gran Bretagna non potrà scegliere di lasciare l’Unione conservando la partecipazione al mercato interno.

 

Il futuro europeo

L’Europa è una visione imprescindibile ha ricordato infine la Cancelliera citando la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, 50 anni dopo il Trattato di Roma di cui ci saranno le celebrazioni il 25 marzo con tutti i 27 Paesi dell’UE: “Wir Bürgerinnen und Bürger der Europäischen Union sind zu unserem Glück vereint.” (“Noi, Cittadini dell’Unione Europea, siamo stati uniti nella nostra fortuna/felicità”).

 

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Il suo discorso è stato accolto con applausi e poche interlocuzioni dalla platea dei parlamentari. L’approvazione ai 5 punti che ha citato è stata trasversale ed è venuta anche dalle fila dai partiti di opposizione. Dietmar Bartsch presidente dei Die Linke ha però criticato apertamente che il Governo continui a vendere armi alla Turchia e non faccia seguire anche fatti alle parole. La Turchia non permette ancora, ha evidenziato un intervento dalle fila dello stesso partito di sinistra che i Parlamentari tedeschi visitino i propri soldati nella base Nato in Turchia di Incirlik. Altro punto sollevato da Bartsch è che l’Europa deve trovare chiare parole contro Victor Orban che ha aperto dei lager per rifugiati alle frontiere del proprio Paese nel cuore del continente. Bartsch ha duramente censurato che Orban sia stato accolto con tutti gli onori dalla CSU, partner di Governo di Angela Merkel.
Unica nota appena stonata per Angela Merkel che Gavim Dagdelen dei Die Linke l’abbia invitata mentre stava già lasciando il Bundestag dopo il primo turno di interventi al suo discorso, nel quale hanno preso la parola tutti i capo frazione dei partiti, a tornare sui suoi passi e sedersi per ascoltarla prima di andare alla riunione del Consiglio Europeo. Dure parole dalla parlamentare di origini turche per Erdogan, ma anche al Governo tedesco che gli  vende armamenti che poi così finiscono, per la rappresentante dei Die Linke, anche nelle mani delle milizie in Siria.

 

Ancora un cenno di speranza per il futuro dell’UE anche nell’intervento di Thomas Oppermann, capo frazione della SPD, che ha evidenziato come in mezza Europa ci siano cittadini che manifestano per l’Unione Europea: in suo favore e non contro ha sottolineato.

TAG: angela merkel, Dieter Bartsch, Erdogan, Gavim Dagdelen, Germania, Incirlik, rifugiati, Thomas Oppermann, Turchia, Ue
CAT: Geopolitica

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