I risultati elettorali definitivi in NRW non abbattono Martin Schulz

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15 maggio 2017

La SPD ha perso le elezioni in Nord Reno-Vestfalia, la candidata socialdemocratica Hannelore Kraft governatrice uscente ha riconosciuto la sconfitta assumendosene la responsabilità politica ed ha abbandonato immediatamente tutte le cariche. La rappresentante dei Verdi ed ex ministro dell’istruzione Sylvia Löhrmann ha a sua volta rinunciato a ricandidarsi per altri uffici nel partito.

 
È la terza elezione regionale di fila che perde la SPD e questa tornata è tanto più amara per il candidato socialdemocratico alla cancelleria Martin Schulz perché proviene dal suo stesso Land.

 
La SPD di Hannelore Kraft ha raggiunto il 31,2% delle preferenze mentre la CDU col suo avversario Armin Laschet ne hanno agguantate il 33%. I Verdi hanno conseguito appena il 6,4% delle preferenze, mentre i Liberali di Christian Lindner sono stati catapultati al 12,6%. I populisti della AfD concorrono per la prima volta e raggiungono il 7,4%.

 

Rispetto al 2012 la SPD ha perso il 7,9% dei consensi ed i Verdi il 4,9%; invece la CDU ne incassa il 6,7% in più e la FDP il 4%.

 

Il parlamento, con il sistema che aggiunge ai mandati diretti che una lista ottiene in più in una circoscrizione (Überhangmandate) delle quote compensative per salvaguardare le proporzioni anche agli altri partiti (Ausgleichsmandate), viene a formarsi di 199 seggi. I risultati assegnano 72 seggi alla CDU, mentre la SPD ne avrebbe invece 69. I Verdi, che concorrevano per proseguire l’alleanza con quest’ultima ne hanno appena 14, mentre i Liberali sono premiati con 28. Anche i populisti di destra della AfD entrano nel Landtag e conseguono 16 seggi. I Linke non hanno superato la soglia del 5% così come i Pirati arenatisi all’1%.

 

L’ipotesi più probabile di Governo che si delinea nel Land è una grande coalizione a guida CDU con la SPD come junior partner. Teoricamente credibile anche un tricolore con la FDP, ma il capogruppo dei liberali Christian Lindner -che ha già dichiarato di voler senz’altro concorrere per un mandato al Bundestag- ha escluso che la FDP parteciperà ad una giunta con la CDU senza chiare concessioni programmatiche da parte di quest’ultima. Un tricolore CDU-FDP-Verdi sarebbe parimenti aritmeticamente possibile, ma non pare percorribile, perché i Verdi hanno annunciato prima delle elezioni di non volersi coalizzare con altri che la SPD con la quale avevano formato la giunta uscente. Lo stesso dicasi per una maggioranza SPD-Verdi-FDP. Al contempo non è ipotizzabile che la AfD venga coinvolta nel formare un nuovo governo regionale.

 
Erano chiamati a votare 13 milioni di aventi diritto al voto e la partecipazione al voto è stata più alta rispetto al 2012, passando dal 59.6% al 65,2% . Il Nord Reno-Vestfalia conta da solo un quarto circa degli elettori di tutta la Germania ed il risultato elettorale è considerato come un pronostico per le elezioni del Bundestag del 24 settembre. A livello nazionale potrebbero peraltro cadere i veti incrociati fatti valere dai partiti nel Land, dove la campagna elettorale è stata contrassegnata da molti temi di interesse regionale. Inoltre nessuno dei due principali partiti popolari ha ancora annunciato chiaramente il proprio programma con cui si presenterà agli elettori.

 
Per il liberale Christian Lindner quello conseguito è il risultato storicamente più importante per la FDP, tuttavia non va nascosto che la campagna è stata tagliata sulla sua persona e non può riflettersi specularmente a livello nazionale. Gli si deve però riconoscere di avere saputo sdoganare il suo partito dal mero ruolo di forza di coloro che guadagnano di più ed aver saputo individuare da tempo il tema della modernizzazione del sistema di istruzione e della digitalizzazione, per lo sviluppo economico tra i propri punti di forza.

 
Le ambizioni di Martin Schulz di diventare nuovo Cancelliere in settembre subiscono una seria ipoteca anche se Hannelore Kraft si è detta ottimista che egli dopo la presentazione del programma possa ancora farcela. È però una corsa tutta in salita. Il problema per la SPD ora è di definire più chiaramente cosa distingua la sua proposta da quella della CDU, il mantra della mera “giustizia sociale” deve essere riempito di contenuti ha evidenziato alla ARD la stessa presidentessa dei giovani socialdemocratici Johanna Uekermann.

 
La CDU di Armin Laschet si è focalizzata sui temi dell’istruzione, della sicurezza nazionale e del traffico -ha rivendicato ai microfoni televisivi il giurista e giornalista neo Governatore eletto- senza cambiare i propri temi durante la campagna elettorale. Alcuni commentatori peraltro osservano che la sua forza elettorale sia da ricondurre in effetti nella volontà degli elettori di punire la giunta regionale condotta da Hannelore Kraft che non ha saputo comunicare ai cittadini con efficacia di aver colto anche gli errori commessi in 7 anni di governo e cogliere le ragioni di insoddisfazione, come ad esempio per il ginnasio in 8 anni, così come in tema di sicurezza nel caso del terrorista Anis Amri il cui obbligo di residenza nel Land non fu controllato. La forza della CDU sarebbe stata in effetti nella debolezza della SPD. Nella tradizionale conferenza stampa con consegna di fiori nella Willy-Brandt-Haus di Berlino Schulz e la Kraft sono stati accolti nonostante tutto da applausi scroscianti. Schulz non si è nascosto che la corsa al Cancellierato procede adesso per una “via lunga, sassosa e dura” ma di essere “pronto e deciso a combattere con la squadra del partito il prossimo round”; la Kraft ha invocato che “per quanto amara sia la sconfitta essa sia di sprone al partito per combattere per il cancellierato”.

 
Schulz spronato dalla stampa ad anticipare i punti del programma che la SPD presenterà a giugno ed ha esordito con lo slogan “futuro e giustizia sociale”. Lo ha individuato soprattutto nel campo degli investimenti innovativi non solo nelle infrastrutture, ma anche nell’istruzione e nel sostenere le imprese nella produzione di prodotti che la Germania esporta in tutto il mondo”. Il più grande mercato delle esportazioni tedesche sono però -ha sottolineato- nel mercato comune europeo. L’Europa deve essere rafforzata, ha sottolineato, anche alla luce del Brexit; Schulz ha rivendicato al Nord Reno-Vestfalia il merito di essere stato alla guida della lotta all’evasione fiscale (acquistando 11 dischi con dati di evasori rubati alle banche elvetiche) ed al Regno Unito dev’essere chiaro che l’UE non accetterà un’oasi fiscale alle sue porte. Infine Schulz ha anche rivendicato alla SPD un nuovo ruolo guida nel promuovere iniziative sul disarmo, in contro-tendenza agli impegni di innalzamento delle spese militari sottoscritti in ambito NATO. Schulz se vuole farcela, comunque adesso deve cercare di ritagliarsi maggiore presenza anche nei media per annunciare i punti su cui vuole attaccare e differenziarsi dal Governo guidato da Angela Merkel, in cui pure il suo stesso partito fa parte.

TAG: Armin Laschet, Christian Lindner, Hannelore Kraft, Johanna Uekermann, Martin Schulz, Nord Reno-Vestfalia, Sylvia Löhrmann
CAT: Geopolitica

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