IS: 4 rinvii a Düsseldorf; 3 per piano di attentato estorcendo soldi al Vaticano

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8 marzo 2017

La Procura Generale tedesca negli ultimi 6 giorni ha chiesto il rinvio a giudizio di 4 membri del gruppo terroristico del cosiddetto Stato Islamico; ne è data notizia oggi. Si tratta del 31enne tagico Mukhamadsaid S. e di tre siriani tra i 25 ed i 27 anni, Saleh A., Mahood B. ed Hamza C., tutti imputati davanti alla Corte d’appello di Düsseldorf.
Il 31enne Mukhamadsaid S. al più tardi nel 2015 si sarebbe unito all’IS a Raqqa in Siria. Qui sarebbe stato addestrato militarmente all’impiego delle armi e poi impiegato nell’amministrazione e come guardiano in diverse località occupate dalle milizie dello Stato Islamico, dotato di un fucile ed una pistola semiautomatica. Per l’accusa, nella tarda estate 2015 ha caricato almeno 5 video su You Tube in cui invita ad unirsi all’IS ed alla Jihad. È in carcere dal 21 giugno dell’anno scorso.
Gli altri 3 imputati sono invece confrontati con l’accusa di aver concretamente pianificato un attentato che avrebbe dovuto essere finanziato estorcendo denaro al Vaticano. Il piano è emerso per la confessione di Saleh A..
Questi per gli inquirenti si sarebbe impegnato fin dallo scoppio della guerra civile siriana contro il regime di Assad. Dal 2009 al luglio 2011 sarebbe stato infatti in carcere a Damasco per offese a Baschar al-Assad e dopo il rilascio si sarebbe unito al gruppo Liwa Owais Al Qorani che combatteva a fianco della Freie Syrische Armee; entrando poi nell’autunno 2012 in Jabhat al-Nusra. Per quest’ultima avrebbe combattuto all’inizio con una mitragliatrice, poi con un lanciarazzi od un sistema anticarro. Per la Procura prese parte tra l’altro ai combattimenti a Tabka deponendo delle mine nella città. Negli scontri un tiratore dell’esercito siriano ne avrebbe colpito a morte il fratello Mohamed e Saleh A. in seguito avrebbe ucciso il soldato nemico infierendo con diversi colpi. La milizia si sarebbe mossa poi nella regione Latakia e Saleh A. ne sarebbe anche diventato un portavoce. Quando nel 2013 Saleh A. tornò a Tabka -ha ricostruito la Procura- la città era in mano all’IS ed alcuni suoi ex compagni d’armi si erano uniti ad esso. Saleh A. all’inizio avrebbe rifiutato di aderire e prestare giuramento di fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi.  Per questo venne recluso in un campo di ricondizionamento dove incontrò Hamza C.. Finché entrambi nella primavera 2014 non avrebbero finalmente deciso di unirsi all’IS giurando fedeltà al Governatore di Raqqa. Usciti dal lager ricevettero -sempre secondo quanto all’atto di accusa- l’incarico di compiere un attentato nella città vecchia di Düsseldorf. L’incarico sarebbe stato conferito loro a Raqqa da Abu Doujana al-Tunisi, un alto ufficiale dell’IS chiamato anche Emiro degli stranieri, che potrebbe essere addirittura stato un cognato di Saleh A. e che risulterebbe essere stato poi ucciso nei combattimenti presso Ramadi in Iraq.
Nel maggio 2014 Saleh A. ed Hamza C. furono inviati in Turchia, dove avrebbero dovuto trovare delle vie di infiltrazione verso l’Europa per l’organizzazione. Dalla metà alla fine del 2014 si informarono delle possibilità di ingresso illegale, mandando effettivamente diversi rifugiati in Europa. Al cambio dell’anno i due -sempre secondo l’atto di accusa- ripresero l’incarico originario, Saleh A. contattò chi lo aveva incaricato in Siria ed ottenne istruzioni su come costruire una bomba. Saleh A. ed Hamza C. si introdussero quindi in Germania separatamente, rispettivamente in marzo e luglio 2015. Hamza C. risulterebbe essere stato accolto dal 31 luglio 2015 in un centro a Eisenhüttenstadt e quindi registrato dall’11 settembre 2015  in una comunità per rifugiati di Bliesdorf in Brandeburgo, dove peraltro non sarebbe stato sempre presente. Saleh A. sarebbe invece stato registrato in un alloggio per richiedenti asilo a Kaarst vicino a Düsseldorf già dal 26 marzo 2015, dove avrebbe proseguito a preparare i dettagli dell’attentato programmato. Nelle sue intenzioni inizialmente due attentatori sucidi avrebbero dovuto farsi esplodere nella Bolkerstraße oppure nella Andreasstraße innescando giubbotti imbottiti di esplosivo. Quindi altri miliziani avrebbero dovuto sparare al più alto numero possibile di passanti posizionandosi nelle vie di uscita della città vecchia nella zona della Flinger Straße, della Mühlenstraße, della Heinrich-Heine-Allee e della Hunsrückenstraße.
Sempre secondo l’accusa, Saleh A. ed Hamza C. cercarono di guadagnare nuovi aderenti al piano ed al più tardi nel gennaio 2016 avrebbero convinto, reclutandolo direttamente in Germania, Mahood B a partecipare. Inoltre Saleh A. nel gennaio 2016 prese contatto con Abd Arahman A. K. che era già entrato in Germania nell’ottobre 2014 per prendere parte all’attentato su incarico dell’IS ed aveva il concreto compito di confezionare i giubbotti esplosivi. Saleh A. era poi in contatto con un altro simpatizzante in Olanda.
Abd Arahman A. K. è perseguito separatamente perché nel corso delle indagini gli inquirenti hanno verificato che all’inizio del 2013 avrebbe costituito in Siria con Abdulrahman A. A., anch’egli perseguito con lui, un’unità di combattimento di Jabhat al-Nusra che tra l’autunno 2012 fino a quello 2013 sarebbe stata impegnata in molti combattimenti contro il regime di Assad, ai quali però Saleh A., Hamza C. e Mahood B. non avrebbero preso parte.
Per finanziare il piano Saleh A. ed Hamza C. avevano in mente di vendere al Vaticano un video con una prova in vita di un prete sequestrato dall’IS in Siria -ricostruiscono gli inquirenti- e presero contatto per avere le riprese. Per il video pianificavano di ottenere 10.000 euro. Alla fine di gennaio 2016 i due andarono a Parigi dove intendevano ricevere da agenti della Hawala (cioè intermediari in un sistema di trasferimento di somme per passaparola) il denaro per proseguire il viaggio a Roma e trattarvi la cessione del video. Il ritiro di una busta coi soldi avrebbe dovuto aver luogo in un negozio di parrucchiere.
Il 1° febbraio 2016 però -indica la Procura Generale tedesca- Saleh A. si costituì spontaneamente alle autorità francesi, cogliendo di sorpresa Hamza C., e rivelò il piano. Per l’attentato avrebbero dovuto essere in 10, altri 6 membri del commando avrebbero dovuto ancora venire infiltrati dall’IS in Europa; alcuni membri sarebbero stati in Olanda. Disse che confessava perché non voleva che sua figlia avesse un terrorista per padre e di essere stanco dopo due anni di campi profughi alle spalle.
La sua confessione in Francia, di un piano da eseguire in Germania, destò nell’immediato però molte perplessità, ma ha trovato riscontri anche se per gli inquirenti l’attentato non era ancora effettivamente vicino alla sua realizzazione concreta. Hamza C. e Mahood B. sono stati infatti incarcerati il 2 giugno 2016; Saleh A. è stato invece estradato in Germania dalla Francia il 29 settembre successivo.

TAG: Düsseldorf, Hamza C., is, jihad, Mahood B., Mukhamadsaid S., Parigi, Saleh A., vaticano
CAT: Giustizia, Terrorismo

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