Cosa faceva Casanova alle donne?

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13 aprile 2017

Cosa faceva Casanova alle donne?
Perchè piaceva tanto?
Avendo letto, con divertimento, devo dire, le 3900 pagine delle sue Memorie, nonché vari altri testi – che però hanno inevitabilmente come fonte principale le pagine scritte dall’avventuriero veneziano- un’idea sul motivo del successo di Casanova con le donne me la sono fatta.
Cominciamo dall’aspetto fisico.
Casanova è alto 6 piedi e tre pollici, il che vuol dire circa un metro e novanta.
Un vero marcantonio.
Capelli e occhi scuri come la pece, viso non bello, ma decisamente gradevole.
Certo, non era uno che passava inosservato, soprattutto in un’epoca in cui la statura media era molto più bassa di quella attuale.

Continuiamo dicendo che è un magnifico parlatore. E’ colto e sa raccontare ( e abbellire) le cose che gli capitano.
Quando si dichiara alle donne utilizza frasi stereotipate, oggi diremmo da fotoromanzo.
Eccone alcune:

“Tu non sei il mio primo amore, ma sarai l’ultimo”
“Se la mia felicità tarda non rispondo della mia vita”

Ma Casanova conosce il segreto di queste frasi: sa che anche frasi banali come queste fanno il loro effetto se chi le dice ha la voce che trema e gli occhi che brillano di devozione.
Ma soprattutto Casanova conosce un segreto importante: sa che le donne bisogna saperle ascoltare.
E anche quando loro gli fanno la più banale delle confidenze lui le ascolta con attenzione come se dalla loro bocca uscisse oro colato.
E poi, e poi diciamola tutta, quando si arriva al dunque, c’è quella che Peter Sellers nel dottor Stranamore chiama l’arma fine di mondo. La vigoria sessuale di Casanova è inesauribile.
Doveroso fare la tara ai suoi racconti. Ma fosse vera la metà della metà di quello che dice di aver fatto…
Per chi non si fosse mai addentrato nella lettura delle Memorie di Casanova, forse può risultare interessante leggerne qui di seguito la sintesi di una delle sue incredibili e intriganti avventure.

Casanova e’ giovanissimo e si innamora di una certa Caterina. I due fanno l’amore e lei resta incinta.
I genitori di lei prima la fanno abortire e poi la spediscono in un convento, a Murano.
Giacomo, però, non demorde. Si trasferisce anche lui a Murano e prende a frequentare la chiesa di quel convento per avere l’opportunità di vedere e contattare la sua bella.
Riceve però un misterioso biglietto, che gli viene recapitato nel piccolo appartamento che ha preso in affitto a Murano.
E’ di una monaca di quel convento, che, avendolo notato in chiesa e avendo capito che è…tutt’altro che un uomo di chiesa, desidera incontrarlo.
Casanova si informa su quella monaca. E scopre cose molto interessanti. Viene a sapere che sotto la tonaca è bella come il sole e che ha ben due amanti e che uno di essi è addirittura Monsieur de Bernis, ambasciatore di Francia a Venezia.
Eccitato da queste notizie, Casanova dimentica Caterina ( sarà così per tutta la vita: amerà sempre in maniera sincera e passionale, ma con un…. timer incorporato).
Accetta l’invito a raggiungere la misteriosa monaca nel suo “casino” ( così venivano denominati all’epoca a Venezia i piccoli appartamenti segreti utilizzati per le proprie avventure amorose dalle persone che se li potevano permettere)
Non appena arrivato, scopre l’identità della seconda persona amata dalla bella monaca: è addirittura Caterina!
Casanova non indietreggia, nè abbassa la guardia.
Ma beve troppo quella sera e la sua prima perfomance è deludente.
Le volte successive si rifarà ampiamente. La monaca e la novizia non avranno di che lamentarsi.
Ad un certo punto al terzetto si associa anche Monsieur de Bernis. Come spettatore però.
La cosa all’inizio disorienta Giacomo.
E’ un giovane peccatore di provincia, non ancora abituato a questo genere di “raffinatezze”.
Ma poi affronta con baldanza la siuazione.
Una sera, deciso a stupire le sue amanti e il suo pubblico, ingoia 6 uova, poi fa l’amore per sei ore consecutive.
Alla fine si accascia stremato.
Monsieur De Bernis è estasiato.
Anni dopo sarà lui a introdurre Giacomo nella Parigi che conta.

TAG: Giacomo Casanova, venezia
CAT: Letteratura

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