Vocabolarietto portatile 08 – Bellezza

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12 febbraio 2017

L’Italia è, credo, il paese dove si parla di più della “Bellezza”.
L’intervistato perenne, il convegnista, il saggista, il professore e il giornalista ne trattano come se sapessero perfettamente cosa sia, perché la “Bellezza” è sempre stata la trombetta elastica degli italiani. Ad ogni festa se la portano dietro e, quando la bisboccia langue, la tirano fuori e rimettono i bagordi in carreggiata.
Se ne fanno, spesso, propugnatori individui di sconsolante mediocrità e bruttura inarrivabile: “la Bellezza ci salverà” dice uno mentre si scaccola, “la Bellezza non muore mai” risponde l’altro e si gratta il culo, il terzo, forforoso e con l’alito che puzza, fonda addirittura “il partito della Bellezza” e ti urla sconcezze nelle orecchie fino a istupidirti.
Thomas Mann scrisse (correva l’anno 1916, credo, e lui pensava a quel ripugnante demagogo di D’Annunzio padre non molto nobile di tutti i cialtroni di prima): “Non mi sono mai dato da fare per “la bellezza”. La “bellezza” per me è sempre stata roba da italiani e spaghettanti dello spirito”.
Vi prego di valutare come si deve questa mia citazione.
Perché trovo il libro da cui è tratta (“Considerazioni di un impolitico”) seccante, a tratti odioso come può riuscire ad esserlo soltanto un libro scritto da un tedesco che possiede, intera e senza sconti, tutta la prosopopea dei tedeschi ma vorrebbe dartela a bere col “distacco” e “l’ironia”; il libro di un filisteo che s’è ingoiato con tutto l’appetito del mondo ma non è riuscito a digerirsi.
Eppure è un libro della cui lettura mi sono fatto carico, non solo perché, casualmente, mi imbattei in quella frase luminosa (che ne vale la fatica) ma piuttosto perché, avendolo ricevuto in regalo (e trattandosi, per di più di un volume abbastanza costoso) mi sarei sentito in colpa nei confronti di chi me l’aveva donato, se non l’avessi fatto.
Ecco, mi chiedo se non ci si comporti allo stesso modo nei confronti della vita, finendo per viverla non perché si sia persuasi della sua “Bellezza” ma così…solo per cortesia verso chi te ne ha fatto dono.

 

TAG: Cultura
CAT: Letteratura

2 Commenti

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  1. beniamino-tiburzio 4 mesi fa
    Finalmente leggo qualcosa di sensato su questa moda della parola " bellezza ". Alleluja.
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  2. silvius 3 mesi fa
    La bellezza... chi davvero la ama non ne parla mai.
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