Sono tornati, la Democrazia Cristiana vive

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6 febbraio 2018

“Votateci, croce su croce”. Roberto Formigoni è salito sul palco nella sala Bramante del Palazzo delle Stelline a Milano. Si capisce da lontano che il vero leader di “Noi con l’Italia”, i reduci della diaspora Ncd quotata attorno ad Angelino Alfano, è indiscutibilmente lui. Si presentano i candidati per le elezioni. Si presenta anche lui. Per il Senato.

Croce su croce, dice, ed il simbolo che campeggia sopra la sua testa è quello scudo crociato che fu paradigma, simbolo e feticcio della mai morta Democrazia Cristiana.

Formigoni non si scompone neppure davanti a coloro che gli ricordano la condanna ricevuta in primo grado dalla Tribunale di Milano. “Ho perso solo il primo tempo”. Sulla sicurezza conferma il bisogno di molti cittadini di sentirsi più  protetti, ma prende nettamente le distanze da Salvini e dalla sua cultura. Ad un certo punto sembra di ascoltare più Gori che Fontana, più uno di centrosinistra che non uno di centro destra.

“Su di me Gori ha detto il vero, Fontana è comunque bravo”. Un colpo di qua e uno di là. Formigoni è l’incarnazione del democristiano 2.0, dell’uomo elastico: ora a sinistra ora a destra ma coerente con la posizione dei moderati. L’uomo per cui il centro si sposta in asse con chi gli ruota intorno. È il numero uno di un movimento che mentre parla ai moderati va a braccetto con chi vuole deportare 600 mila immigrati, spendere 100 miliardi per fare la flat tax, e dare 1000 euro a tutti i pensionati. La politica come sogno. Il sogno della politica. Che a volte genera mostri, come a Macerata. Eppure dentro questa complessità si cela la grandezza di chi usa l’alchimia delle parole per arrivare alla pietra filosofale, alla conciliazione degli opposti. Si richiama Gesù come paradigma, si ha Salvini come enigma. Sono le elezioni politiche dell’Italia 4.0.

Nell’Italia che vuole cacciare i “balubba” che arrivano dal continente africano:  – “ti hanno fatto qualcosa? – No, non mi hanno fatto nulla ma non li leggi i giornali?”. Sono i commenti che senti al bar sotto casa: ” è chiaro che qualcuno poi sbrocca e spara; non li condanno moralmente, li condanno strategicamente: almeno Traini anziché essere leone da tastiera su Facebook ha avuto il coraggio di prendere personalmente l’iniziativa – è il suffragio compiaciuto di quella parte d’Italia che vuole l’uomo forte al comando”.

Sono tornati. Loro. I ragazzi della Democrazia Cristiana. Come un riflusso fisiologico di fronte allo spontaneismo che degrada nella melma dell’odio razziale. Qualcuno dei ragazzi è rimasto ancorato a sinistra: dove secondo Aldo Moro avrebbe dovuto stare la Dc. “Perché – come replica Formigoni davanti ai microfoni – non c’è politica senza il centro.” Categoria politica, morale, filosofica. Categoria dell’essere.

 

TAG: elezioni 2018, Formigoni, Noi con l'Italia
CAT: Milano

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