Qualche ottimo motivo per votare Sì, nonostante tutto

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26 novembre 2016

Ci sono tanti modi di dire sì. Ci sono sì convinti ed entusiastici, sì di comodo, sì svogliati e sì a naso turato, sì dubbiosi e sì pieni di rabbia, come quello di Fabrizio Barca. Al pari di Barca – senza avere le sue competenze – sospetto che, nella peggiore delle ipotesi, questa riforma non cambierà nulla in termini di efficienza istituzionale. Del resto, non credo che in un Paese in cui ci sarebbe un gran bisogno di delegiferare, sfrondando l’ordinamento di qualche migliaio di norme, il problema principale sia quello dei tempi di approvazione delle leggi. Forse nemmeno il risparmio sui «costi della casta» – parte di quell’armamentario retorico populista cui anche Renzi per forza di cose attinge nei momenti difficili – non sarà granché, e pazienza.

Sembra che anche il – sacrosanto – (ri)accentramento di vari settori (turismo, infrastrutture, sanità) di fatto non potrà essere così radicale come molti di noi si aspettavano. Fosse dipeso dal sottoscritto, ad essere abolite sarebbero state le Regioni, non le province, enti assai più utili e meglio gestibili, a dispetto dei luoghi comuni diffusi in questi anni. Abolire le regioni, figuriamoci! Ve le immaginate le barricate di certi nostri agguerritissimi Presidenti – dalla riforma del titolo V in poi autodefinitisi “governatori”? Su questo punto c’è poco da dire. La «clausola di supremazia» del governo centrale riporta semplicemente le cose alla situazione originaria del dettato costituzionale.

In effetti non so quanti, tra i Padri Costituenti, avrebbero ritenuto normale che opere di interesse nazionale (ferrovie, elettrodotti, gasdotti, ecc.) potessero essere bloccate dalle paturnie o dai meschini calcoli elettorali di qualche amministratore locale. Dopo aver tanto combattuto le fole della Lega anni Novanta, non ci siamo accorti che la secessione è stata di fatto perseguita – a destra e a sinistra – da tante comunità ed enti locali sotto forma di anarchia campanilista, di chiagniefotti da strapaese, riassumibile nel motto «mandateci i soldi e tenetevi i gasdotti!». Il Senato delle autonomie dovrebbe quindi piacere un po’ a tutti, su e giù per lo Stivale. E invece no. I critici sostengono che gli eletti negli enti locali «non troveranno il tempo» di andare a Roma due volte al mese. Resta da capire come lo trovino oggi tutti quei sindaci e consiglieri regionali in volo da Pechino a Roma a Bruxelles a difendere gli interessi del proprio gonfalone.

Che sia proprio l’equivoco relativo all’accentramento di alcune competenze a far temere a molti un rischio autoritario? Eppure la riforma restituirebbe al Parlamento il suo ruolo di potere legislativo, limitando l’abuso della decretazione da parte del Governo, esattamente una delle accuse mosse – giustamente – a Renzi in questi anni. Non ho ancora trovato un solo costituzionalista in buona fede in grado di dimostrare che la sovranità popolare ne sarebbe in qualche modo intaccata. Di fatto, verrebbero anzi rafforzati gli istituti della democrazia diretta, dalle iniziative di legge popolare al referendum abrogativo. E’ vero, aumenterebbe il numero di firme richieste, ma nel primo caso si garantirebbe la discussione in aula entro tempi certi, nel secondo il quorum verrebbe abbassato al 50%+1 dei votanti alle elezioni politiche precedenti. Inoltre, per la prima volta dal primo voto politico a suffragio universale – un altro referendum, quello sulla scelta tra monarchia e repubblica – verrebbe inserito in costituzione (art.55) il principio della parità di genere.

Certo, la riforma poteva essere fatta meglio, molto meglio. In un mondo ideale, s’intende. Nel mondo dei sogni di Massimo D’Alema e Gaetano Quagliariello (!), i quali, dopo un ventennio di chiacchiere inconcludenti, se ne escono con la proposta di una «mini-riforma alternativa» da approvare in poche settimane. E con quale maggioranza, di grazia? Questo Parlamento è riuscito molto faticosamente a trovare un accordo su questa riforma, ampiamente discussa ed emendata 122 volte, non su quella che frullava in testa al sottoscritto o a D’Alema. Non sapremo mai che riforme avrebbe potuto realizzare la coalizione Italia Bene Comune, perché troppi elettori di sinistra hanno preferito il buffone di S.Ilario e, allo stato attuale, non possiamo avere di meglio.

I tanti pro e gli altrettanti contro giustificano tanti modi di dire sì, escluso quello degli entusiasti. Ma nella comunicazione politica il dubbio e i vabbè sono vietati, ne va della forza del messaggio. Per converso, tra i tanti modi possibili di dire No, il più diffuso, fatto di accuse sanguinose e di chiamate alle armi, è proprio quello meno giustificato. Siamo onesti: al netto di un elevatissimo tasso di analfabetismo funzionale, non si possono tirare in ballo madri e sorelle discutendo di una riforma che nella peggiore delle ipotesi non cambierà nulla. Almeno volendo restare al merito del testo. Ma il merito del testo è puro pretesto, perché, come ognun sa, la maggioranza assoluta di chi vota No esprime la sua ostilità non alla riforma, ma al governo in carica, anzi alla persona di Matteo Renzi. A forza di ripetere la panzana del “Premier non eletto”, in tanti si sono convinti di poter tirar giù questo governo a tavolino, per così dire.

Renzi non mi ha mai convinto del tutto, e non ho mai nascosto la mia insofferenza per certi renzianissimi, dentro e fuori il cosiddetto cerchio magico. Trovo che la loro narrazione fondamentale, il loro storytelling fatto di «gente che ce l’ha fatta» non parli a troppi che, per condizione e per cultura, dovrebbero riconoscersi in una grande partito di centrosinistra. Il punto è che Renzi resta un’anticchia meglio dei suoi avversari e dunque ce lo siamo fatti piacere, con tutte le riserve del caso.

Sarei comunque in difficoltà, dovessi trovare un’alternativa al Partito Democratico. Non credo che gli interessi di Capitale e Lavoro coincidano, ma non credo nemmeno alle grandi palingenesi. Penso che l’innovazione venga quasi sempre dallo spirito di impresa, ma non credo affatto alla mano invisibile del mercato. Sono antifascista e sarei rimasto volentieri iscritto all’ANPI, se questo fosse rimasto un’associazione democratica. Credo nell’autodeterminazione dei popoli, per questo sostengo Israele. Credo che uno Stato nel 21esimo secolo per definirsi civile debba essere dotato di un serio welfare, che è cosa ben diversa dal creare uno stipendificio per i clientes dei partiti. L’etichetta di liberal-socialista è quella che mi definisce meglio. Ma non mi straccio le vesti se l’offerta politica reale non corrisponde ai miei confusi ideali. E se Renzi, come ha compreso Fabrizio Barca, è una sorta di «argine […] contro il dilagare della sfiducia nelle pubbliche istituzioni», se l’alternativa è un fronte «parolaio, sfascista e a-democratico», beh, la scelta per il Sì diventa a mio avviso automatica.

E’ persino difficile sostenere la vista d’insieme del fronte del No, il quale include, in ordine sparso: i reazionari che non perdonano al cattolico Renzi le politiche su immigrazione e diritti civili, i miracolati grillini, una parte delle élite economiche e mediatiche di questo paese (perché questo è anche uno scontro tra élite, come lo sono stati Brexit e presidenziali USA), i nazisti di Forza Nuova che senza tema di ridicolo paventano una deriva autoritaria (!!!), i politologi e i costituzionalisti che l’ascesa di Renzi ha privato dei vecchi referenti politici, le tante vittime dei maghi della truffa Grillo & Casaleggio e infine certe seppioline marxiste – sempre convinte di vedere un po’ più lontano degli altri – che questa volta hanno visto in Grillo una possibilità di rottura della nostra malconcia democrazia liberale.

fn

Ancora una volta, è ciò che resta della Sinistra di classe a distinguersi per il proprio sonnambulismo. «La Sinistra torni a fare la Sinistra sennò arriva la Destra vera», dice il refrain. Ma una sinistra che usi l’aggettivo cosmopolita in senso dispregiativo (tra gli altri, anche il Prof. Giulio Sapelli, proprio su queste pagine), che insiste ambiguamente sul tandem sovranità monetaria-sovranità nazionale, che si contrapponga al «Compassionate establishment politicamente corretto» come fa Stefano Fassina, assomiglia davvero troppo alla Destra radicale. Storie simili a quelle viste un secolo fa, sansepolcrismi da terzo millennio. Ma questa, me ne rendo conto, è una mia piccola ossessione (a chi voglia approfondire consiglio i libri di Zeev Sternhell).

Comunque vada, rimane l’amarezza per il clima da guerra civile, per l’aggressività della più brutta campagna politica del dopoguerra. Su quest’aria maledetta che ci sta avvelenando tutti, Vittorio Sermonti, pochi giorni prima di morire, ci ha lasciato una riflessione che dovremmo mandare a memoria:

«La cieca inappellabilità del discorso politico dei più si fonda su una griglia di dati illusori, certificati dalla più faziosa, boriosa, rabbiosa selezione di informazioni («non me la contano giusta: so io come stanno davvero le cose…»). Faziosità, boria e rabbia che hanno radici profonde nel buio di ognuno, non tollerano il dubbio implicito in ogni scambio di idee, sono il funerale della politica. Impariamo a dubitare anche di noi, amici cari».

Il 5 dicembre, qualunque sia l’esito del referendum, dobbiamo cercare di ripartire da qui.

TAG: autonomia regionale, fabrizio barca, governabilità, Matteo Renzi, ni droite ni gauche, reazionari, Riforma costituzionale, Riforma Renzi-Boschi, sinistra riformista, vittorio sermonti
CAT: Parlamento, Partiti e politici

10 Commenti

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  1. massimo-matteoli 11 mesi fa
    Un altro che vota si nonostante non gli piaccia la riforma.Mi sembrerebbe più' normale votare no ad un testo confuso se non pericoloso. A chi ha paura del salto nel buio ricordo che solo il modello istituzionale renziano può consentire ad un demagogo capo di una minoranza di vincere le elezioni, controllare governo e Parlamento, azzerare le Regioni che provassero a resistere. Io non voglio aspettare il Trump italiano e domandarmi come SIS potuto accadere, preferisco subito votare No
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  2. alfio.squillaci 11 mesi fa
    Abolire le regioni. Hai avuto il coraggio di dirlo. Grande!
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  3. mario-bosso 11 mesi fa
    Ho sentito autorevoli esponenti del PD renziano dire: "La Costituzione si può cambiare perché il pericolo di un ritorno del fascismo non c'è più!" Beh io voto NO proprio perché ho timore che ritorni il fascismo!
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  4. vincesko 11 mesi fa
    1. La deforma costituzionale è in gran parte un obbrobrio, prima di tutto linguistico. La prosa è efficacia, basta confrontare i due testi vecchio e nuovo per appurarlo facilmente http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/AC0500N.Pdf. 2. Quelli del sì accusano quelli del NO di conservatorismo. Ma da gente che ignora il significato deteriore di "conservatore" (cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/conservatore/) è sorprendente aspettarsi che affermi il contrario. 3. La ragione per sostenere che l’attuale Parlamento non avrebbe dovuto revisionare la Costituzione è che la revisione costituzionale attuata – con una maggioranza diversa - è stata giocoforza per vari aspetti opposta a quella delineata nel programma elettorale vincente (“Italia bene comune”, maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato http://archive.partitodemocratico.it/speciale/cartadintenti/home.htm). 4. In più, l’attuale Parlamento è stato eletto con una legge incostituzionale; la Corte Cost. ha ritenuto – illogicamente - di salvare la legislatura, ma il Parlamento avrebbe fatto meglio ad astenersi dal toccare la Costituzione. 5. In più, ancora, l’iniziativa della revisione è stata del Governo, che - Calamandrei a parte -, ha tradito, facendo questo, il mandato elettorale; presieduto da un PdC neppure candidato e che per giunta ha proceduto con modalità “di parte”, molto divisive, ripetendo l’errore fatto in precedenza quando si è modificato la Costituzione a colpi di maggioranza; e varando misure e con una maggioranza parlamentare opposte alla coalizione ed al programma elettorale vittorioso, tradendo così per 2 volte il suo elettorato. 6. Sul merito della revisione, la riforma/deforma Renzi-Boschi ha alcune cose buone (ad esempio, a mio avviso, la modifica del Titolo V, che, però, sarebbe dovuta essere più radicale e contemplare una riduzione del numero delle Regioni, cosa difficilissima ma necessaria, soprattutto al Sud), ma tantissime sbagliate, cfr. l’analisi puntuale dell’Avv. Besostri, colui che ha iniziato l’iter che ha portato alla sentenza sull’incostituzionalità del “Porcellum”, COSTITUZIONE ITALIANA: RIFORMA O DEFORMA? (Puntata 01) https://www.youtube.com/watch?v=1IFUdUBu5e8, COSTITUZIONE ITALIANA: RIFORMA O DEFORMA? (Puntata 02) https://www.youtube.com/watch?v=ZZcWnv7f_lY, COSTITUZIONE ITALIANA: RIFORMA O DEFORMA? (Puntata 03) https://www.youtube.com/watch?v=5SZvn87ROJA. 7. Il popolo, come massa, è fatto da sempre in gran parte di disinformati, utili idioti manipolabili, facili prede di pifferai magici (cfr. il carteggio tra Einstein e Freud in “Perché la guerra?”). Era compito degli intellettuali di sinistra educarlo, elevarlo, dargli coscienza critica. Da 20 anni, gli intellettuali di sinistra si sono omologati agli agit-prop di destra. I VIP del sì, con l’alibi del cambiamento, sembrano diventati anche loro dei vecchi conservatori. E supportano la deforma costituzionale di un contaballe seriale e traditore. La questione è prepolitica, attiene all’etica. Dispiace. Sarebbe stato meglio il silenzio da parte loro.
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  5. vincesko 11 mesi fa
    Citazione: “A forza di ripetere la panzana del “Premier non eletto””. E’ una panzana dire che è una panzana.
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  6. vincesko 11 mesi fa
    Referendum, meglio tenerci la Costituzione che abbiamo http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2852288.html oppure http://vincesko.blogspot.com/2016/11/referendum-meglio-tenerci-la.html
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  7. giorgio-cannella 11 mesi fa
    Ecco i miei due contributi sul referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 senza accenni alla politica e senza toni aggressivi. Buona lettura. http://giorgiocannella.com/index.php/2016/06/03/referendum-costituzionale-italiano-ottobre-2016/ http://giorgiocannella.com/index.php/2016/10/29/referendum-4-dicembre-2016-parte-seconda/
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  8. sugo 11 mesi fa
    Grazie Fede, anche se io la vedo un po' come il sig. Matteoli
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  9. lisap 11 mesi fa
    Socialismo e liberalismo sono ossimori. Ci sono persone che votano sì anche a destra, per una questione di coerenza dal momento che la battaglia per l'abolizione del bicameralismo perfetto era anche nostra. Non ho mai votato contro qualcuno, come avveniva anche ai tempi del Berlusconismo, non mi abbasserò mai ai livelli dell'antipolitica dell'antiberlusconismo che oggi è diventato antirenzismo. Prendo atto, da persona democratica, che nel 2013, benché per pochissimi voti, la sinistra ha (non)vinto le elezioni e il suo mandato finirà nel 2018. Non mi piacciono quelli che votano no nel tentativo di far cadere un governo, perché gli strumenti democratici sono ben altri. Tra l'altro vorrei capire cosa si aspettano questi geni dal momento che la destra è agonizzante, forse preferirebbero la deriva grillina, ma io ci terrei che il mio paese non diventasse il Venezuela europeo. Renzi non mi piace, è uno spendaccione al pari di tutti i suoi predecessori, di liberale non ha nulla, il suo governo è una farsa anche nei confronti di Israele. E questa superiorità morale, letta anche in questo articolo, è rivoltante oltre che ipocrita. L'immigrazione è un vero problema, solo gli imbecilli fanno finta che non lo sia. E non c'entra il razzismo, c'entra il degrado in cui sguazzano ormai tutte le città italiane. Ma a voi di sinistra, dai vostri begli attici e salottini, che interessa? Tanto è il popolino, quello bue, quello "miserabile", che ne paga le conseguenze. Eppure i destrorsi, anche loro, credono che votando no finisca questa invasione che ci costa 4.7 miliardi l'anno mentre gli italiani fanno la fame (file alla CARITAS da vergogna), mentre invece Grillo e il branco di capre farebbe molto peggio di Renzi. L'Italia è una paese FINITO.
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  10. alessandra-ftp 11 mesi fa
    ma che scritto é ? sei un po ´arrogante..cosa centrano i costituenti con le autonomie? il punto non é cosa avrebbero fatto loro, ció che é certo e che non avrebbero mai fatto questo..cosí sleale, cosí mal fatto ..non é infatti come sai una modifica del titolo v volta a superare le problematiche che si erano crate..ma c´é ben altro..ok questo lo tagli ,chissá perché..recarsi a roma due volte al mese..anche qui non credo tu non sia intelligente, hai tagliato..vanno a fare cosa? chi? in quale struttura? come organizzata? con quale mandato? .hai detto che la riforma non c´entra con i risparmi e bla bla..ma allora ci prendono in giro? la riforma é fatta male ma sarebbe potuta essere fatta molto meglio, si ,ma solo nel mondo dei sogni? e volete governare? se pensi, che una buona riforma sia una roba solo dei sogni..non ispiria molta fiducia...potevate copiare bundsrat no.se non sei capace...oppure mettere mano alle cose piú importanti..fine cambio di casacca durante legislazione, clientelismo, lobbysmo, titolo V....piuttosto che chiedere voti ai cuffariani ,clientelari tipo de luca (a giá ma tanto quelli son del sud chissenefrega no? bel salto all indietro), oppure promesse di privatizzazione sanitá e..alle assicurazioni unipol ...se pensi che una buona legge sia un sogno..ma ti rendi conto?..quindi l ANPI non é democratica perché pensa che prenderetutto magari con il 15%dei voti non é democratico...barca ha detto una stupidata..voti renzi per mancanza di alternatva? e come ci siamo arrivati secondo te? probabilmente hai trovato un posticino puo´essere? sai ..votare per un programma e poi diventare tra i primi paesi boicottatori riconversione energetica ,solo per fare un es.. e attacco alla costiuzione, per giunta fatta con i piedi....non capisco perché le persone non dovrebbero essere arrabiate..puoi spiegarcelo?riguardo lo sfascimo fa strano..un po´incoerente visto ,che la missione sembra essere proprio quella e dichiaratamente...é veramente molto difficileinvece capire barca..forse paura eeeh ma...capisco il tuo voler trovare la goccia positiva nel bicchiere della riforma..non é che é proprio il bicchiere ad essere rotto...e da chi?con i tanti pro e contro secondo me sa di falso..come fa a non cambiare nulla? spiegalo perché é intressante..e cosa l hanno fatta a fare allora? mah e parli di disfunzione cognitiva ? quindi tutti ce l hanno con renzi ,non perché ha fatto una cattiva legge assieme a molte altre ma per, personalissimi interessi..? interessante tesi. tu dai dei boriosi ,faziosi.. e che altro? e poi dici di tutti quelli, che votano no ,che sono... cosa? anche i costituzionalisti ?..caspita..incredibile ma rileggiti perche la boria , la rabbia sembra ti appartenga e anche volgare..ma orami gli italiani sono abituati agli insulti pd..non é una novitá ogni giorno di piú .. é certo, gli autorevoli costituzionalisti sono rimasti senza referente politico, aaahh ecco é per quello..strano perché se invece avessero detto si, lo avrebbero avuto ,come te. un ultima cosa é incomprensibile il clima da guerra civile...chis´´a come é venuto fuori..chi io? io no é stato lui , no lui ,no lui..si hai ragione ...anche questo fatto del dubbio é veramente calzante..specialmente non capire , i canguri, le epurazioni, i ricatti, (bastone e carota di antica memoria) o che so una riforma, che concentra il potere, non é una chiacchiera é proprio cosí. che bisogno c´é di non limitare decreti...tanto il potere é concentrato nelle mani di uno implicitamente , con parlamento obbligato alle leggi governative, con premio di maggioranza illegale , preso anche con solo il 15% dei voti, e rimarra tale per il paese comunque vada..con organi di garanzia..senato e bla bla bla cose che sappiamo tutti , peró udite i decreti saranno limitati..guarda mi sto sbellicando dalle risate...secondo me il si ha ottime probabilitá di vincere ..tra clientelismo..regioni a statuto speciale, che se ne fregano visto che, a loro la riforma va bene, basta non venga applicata loro..come biasimarli? .dai che ce la fate a far vincere, l italia? no , il pd? no, buon governo? no, politiche.....no a si .renzi...wow . ma uno che si fa la costituzione da solo.. la personalizza e poi ti mervigli molti sono contro renzi eci credo la fatta lui....anzi napolitano ,anzi boschi, anzi renzi.... boh!
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