Grillo cerca nuove alleanze nel Parlamento europeo

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8 gennaio 2017

Il regime parlamentare è fatto di intese, di transizioni reciproche. Queste intese si stipulano fra uomini, nelle forme comuni a tutti gli affari. Un partito che ha coscienza di sé, della propria fierezza, non teme i contatti, né li rifiuta. Tutto è puro ai puri.  Ma il successo, anche delle intese, presuppone pur sempre, assai più che l’abilità dei negoziatori, la reale forza del Partito. – Filippo Turati, Le vie maestre del socialismo (a cura di R. Mondolfo, Cappelli, Bologna, 1921,  p.139).

È singolare che un riformista come Turati citasse alla fine di questa frase un ammonimento che era di Paolo di Tarso, l’omnia munda mundis della lettera a Tito, 1,15. Sappia chi è puro, o che attesta continuamente in sé la purezza, contrapposta alla sporcizia altrui che il passo successivo è comprare ciò che si è disprezzato. La storia dei puri, dei purissimi, dimostra che molti tra coloro che attestavano purezza, non appena giunti al potere, furono i primi a corrompersi. Anzi strillare a pieni polmoni la propria purezza è spesso segno di desiderio represso, di ansia di corruzione.

E tuttavia è proprio nelle alleanze che una componente politica (moVimento o partito che sia) misura la propria essenza e la propria sfera d’azione. Il campo politico è come una scacchiera dove la forza dei singoli pezzi dipende non solo dalla qualità intrinseca (una regina “vale” di più di una torre) ma dal posizionamento, e ove non è raro scorgere che un semplice pedone può tenere in ostaggio una situazione quali-quantitativa, di forza e di posizionamento, di un intero  settore della scacchiera.

Pertanto che Grillo e i suoi seguaci  si interroghino sulle proprie strategie di schieramento nel Parlamento europeo significa che al di là del solipsismo politico (niente alleanze, governeremo con il 51 %, ecc.) c’è il mondo della realtà e della “bassa politica”. Le politiche di  alleanze ti interrogano e ti qualificano: 1) Chi sei? Qual è la tua essenza politica?; 2) Noscitur a sociis, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

Dopo il  nuovo codice di comportamento del Movimento 5 Stelle recentemente varato dal suo Garante, le dure repliche della storia paiono indurre  il MoVimento a misurarsi con la realtà. Ci sarà poi il momento in cui si dovrà sciogliere l’enigma della formazione della leadership interna (al di là delle favole dell’uno-che-vale-uno) e poi forse dell’accettazione del fatto che la politica è una professione, il che non vuol dire necessariamente una carriera: un luogo in cui si esercita con serietà una attività intellettuale ove vengono bilanciati i valori con gli interessi,  commisurati i mezzi ai fini e in cui l’apparato (una strutturazione, una solidificazione del movimento in istituzione) è necessario al movimento tanto quanto  gli slogan e la pulsione di volersi semplicemente sostituire alla classe dirigente attuale, liquidata come casta.

Accadrà tutto ciò? Dubito a breve. Ma la realtà è ostinata.

TAG: beppe grillo, Filippo Turati, movimento 5 stelle, strategie politiche
CAT: Partiti e politici

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