Stato di natura

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21 febbraio 2017

La scelta di un uomo e una donna di sposarsi tra loro ha qualcosa di bizzarro. Sorprende che due esseri umani, non avendo in comune neppure quel minimo di affinità cromosomica garantita dal sesso, decidano di convivere rinunciando alla loro libertà e autonomia naturali. Non mi meravigliano, perciò, gli esiti criminogeni cui tutto questo conduce. A sorprendermi, semmai, è la relativa rarità della strage familiare. Anche in termini riproduttivi, peraltro, la cosa è manifestamente folle. Una donna sana, considerando l’allattamento, non può venire ingravidata in media più di una volta ogni due anni. Se non lo consideriamo, la frequenza può leggermente aumentare ma non di molto. In ogni caso, nel corso della sua vita fertile, essa potrà partorire, nel più favorevole dei casi, non più di una ventina di cuccioli. Un uomo sano, al contrario, può ingravidare un centinaio di femmine l’anno e, nel corso della vita, generare centinaia di cuccioli. In base a questo semplicissimo dato biologico è evidente che, al fine di produrre prole, è di gran lunga più vantaggioso che un uomo si accoppi con il maggior numero di donne piuttosto che con una sola. Ciò ha altre conseguenze: 1) che la maggior parte dei maschi sono superflui ai fini riproduttivi, dal momento che basta un solo maschio a ingravidare decine di femmine e 2) che la monoginia è una forma di accoppiamento innaturale e il matrimonio, come praticato in occidente, è scarsamente redditizio ai fini riproduttivi. In termini puramente “naturalistici” dovremmo allora dedurre: 1) la possibile eliminazione del novanta per cento della popolazione maschile (con benefici, peraltro, straordinari proprio per la “natura” del pianeta) e 2) l’adozione del matrimonio poliginico in quanto meglio adeguato alle esigenze naturali di quanto lo sia il nostro. Sbalorditiva è dunque la protervia ignorante e truffaldina con cui questo meccanismo incredibilmente artificioso che definiamo “matrimonio monogamico” sia spacciato per il suo contrario. L’altro giorno, per dire, accendo la tv e sento un tale, sovrappeso e con tanto di barba (credo si chiamasse Adinolfi) pronunciare senza neppure un fremito di vergogna quanto segue:“Io non sono per la famiglia tradizionale, sono per la famiglia NATURALE. Quella che ha come scopo la procreazione dei bambini, i quali nascono sempre dall’incontro di un uomo e di una donna”. Merleau-Ponty scrisse molti anni fa che “c’è natura ovunque ci sia una vita che ha un senso e tuttavia non c’è pensiero”. Purtroppo non previde che la stessa assenza di pensiero si sarebbe proiettata anche sugli umanoidi imbecilli che della natura si ergono oggi a paladini. E Primo Levi che diceva che la natura è conservatrice, per cui portiamo nel coccige quanto resta della coda scomparsa, avrebbe dovuto aggiungere, per precauzione, che, qui nel paese dei balocchi, si tratta più che altro, di far si che la coda non riprenda il sopravvento, trasformandoci in asini.

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2 Commenti

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  1. alding 3 mesi fa
    Ugo, un consiglio: evita di bere smodatamente e di fumare quelle brutte cose che girano in questi anni, prima di scrivere; farà bene a te e ... anche a noi.
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  2. ugo-rosa 3 mesi fa
    Duilio Aldani, due consigli: 1) Lascia perdere il “noi” che ancora non sei papa. 2) Non leggere quello che scrivo: mi faresti un grande piacere. Intuisco infatti che sei della stessa pasta di Asinolfi e che, di conseguenza, leggere è per te del tutto inutile.
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