Duilio
Aldani
BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 12/07/2017

in: Quando sbagliano i magistrati

Come si chiamano coloro che, qualunque cosa facciano, risultano intoccabili? SI CHIAMANO "CASTA" !! I magistrati sono la vera prima casta in Italia. A distanza sono seguiti dai giornalisti che possono dire di te tutto ciò che vogliono in prima pagina, salvo poi un banale ed insignificante obbligo di smentita a pag. 42 della loro carta stampata. Solo [...] terzi, ma a grande distanza, seguono i politici, che di ca...ate ne fanno molte, certamente, ma vengono subito bacchettati (giustamente se hanno sbagliato, ma troppo spesso pretestuosamente). Insomma, la verità è una sola: i magistrati sono una CASTA e non si può continuare così, ne va del bene di tutta la nazione e di tutti noi !!!

Altro Chiudi
Pubblicato il 08/07/2017

in: Noi, poveri sfigati (ma lieti) pro-life

"A volte è più utile il silenzio e la preghiera". E, seguendo il tuo consiglio, traccio, prego e ti dico che concordo pienamente con te. Per le Corti e per troppi altri, i miracoli sono irragionevoli.

Pubblicato il 01/07/2017

in: Charlie, i cattolici e la scienza

Enrico, nel leggere il tuo testo mi disturba l'utilizzo acido di una tua incapacità di sopportare un giudizio diverso dal tuo. Non è così che si fa un dibattito! Non mi illudo che tu mi ascolti ed è per questo che, per te ma soprattutto per gli altri che leggeranno il tuo testo, mi limito [...] ad aggiungere un sereno parere che mi sento di condividere: si tratta di quanto scrive Adriano Pessina, ordinario di Filosofia Morale e Direttore del Centro di Ateneo di Bioetica della Cattolica di Milano e membro ordinario della Pontificia Accademia per la vita. «Charlie non è un caso giuridico su cui sperimentare nuove interpretazioni delle carte dei diritti e la tenuta delle competenze scientifiche: è un bambino che prima di tutto deve essere custodito nella sua fragilità e in ogni caso, fosse davvero bene sospendere i trattamenti, ha diritto a un accompagnamento alla morte che coinvolga anche i suoi genitori». In poche righe - come scrive Lorenzo Maria Alvaro - sono riassunti i tre punti sostanziali che definiscono la vicenda. Il primo è l’impossibilità di demandare alla giurisprudenza questo tipo di decisioni. L’onere della decisione e della responsabilità devono essere a carico dei clinici. Non può essere la legge a decidere se Charlie, o chiunque altro, debba vivere o morire. Il secondo è il rapporto medico-paziente. È del tutto evidente come in questo caso sia totalmente saltato e, anzi, sia arrivato ad un vero e proprio conflitto. Il terzo, e ultimo, che è bene distinguere tra incurabile e inguaribile. Charlie è inguaribile, ma questo non significa che sia incurabile. Le cure palliative e l’accompagnamento alla morte fanno parte integrante di ciò che intendiamo con cura.

Altro Chiudi
Pubblicato il 01/07/2017

in: L'eutanasia di Stato che ha ucciso Charlie è inumana

"La vicenda dell’omicidio ... , perché di ciò si tratta, è un atto di inaudita violenza ..." così esordisci, caro Alessandro. Ma chissà perché, poi, fai i tuoi distinguo. Invece è semplice, molto semplice: l'omicidio sia esso di Eluana, di Fabo, di Charlie, e di ogni essere umano (quindi anche di quelli condannati a [...] morte) è un atto di inaudita violenza, senza se e senza ma. Poi ciascuno può fare ciò che vuole, ma questa è la verità.

Altro Chiudi
CARICAMENTO...