Federico
Gnech

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Sono nato nel 1978 ad Agordo (BL), a poche centinaia di metri dalla sede di Luxottica. Vivo da molti anni a Venezia, attratto dai corsi di lingue orientali o forse soltanto dalla città. Ho fatto parte del no profit culturale e lavorato all’organizzazione di eventi grandi e piccoli, uscendone malconcio, ma imparando qualcosa su «come [...] funzionano le cose in Italia». Malato di politica, a sinistra senza dogmi, osservo, partecipo e, quando non posso farne a meno, scrivo.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 15/05/2017

in: Che cosa non va nelle parole di Debora Serracchiani?

«Neppure un cenno sull’impazienza ormonale e asociale dell’iracheno e nemmeno sull’orrenda esperienza della sua vittima». Ma questa incombenza, gentile Cincinnato, la lasciamo a voi che certamente commentate ogni singolo episodio tra le migliaia di violenze sessuali denunciate ogni anno in Italia. A voi e a certi programmi TV del pomeriggio. Lo volete capire che non stiamo [...] parlando del "fatto criminoso" in sé, del quale peraltro sappiamo poco (vi invito a leggere il resoconto apparso sul Piccolo di Trieste e magari evitare Libero)? Ammettiamo pure che già si sia concluso un processo e che lo stupratore sia stato giustamente espulso. Non. Stiamo. Parlando. Di. Questo.

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Pubblicato il 15/05/2017

in: Che cosa non va nelle parole di Debora Serracchiani?

Carissimo Alfio, io vorrei poter difendere la Serracchiani dall'accusa di razzismo, ma sono troppo impegnato a difendere me da chi mi accusa di aver perso lucidità. Il punto è che io e te al bar possiamo eccedere (con l'alcool come con le parole), mentre un eletto dovrebbe sforzarsi di riflettere prima di intervenire su questioni [...] tanto delicate. Provo a riassumere di nuovo le mie critiche: 1.Da giorni sento parlare di "patto di accoglienza", ma non esiste alcun patto di accoglienza. Per l'ennesima volta: trattasi di OBBLIGO costituzionale e di diritto internazionale. Capisco, il senso comune, eccetera. Ma un politico deve distinguere - e far distinguere al suo elettore - la differenza tra senso comune e diritto. Tra morale e legge. 2.Era necessario, da amministratore, dire la propria, proprio in questo caso? NO, a meno di non voler raccogliere qualche voto. Col risultato di aver dato, al contrario delle proprie aspettative, un'altra occasione di strumentalizzazione per la destra, e un'altro motivo di distanza da parte dei più ragionevoli alla sinistra del PD. In generale, mi spiace che tante persone che stimo - generalmente più mature di me, credo non solo in senso anagrafico - non avvertano il minimo disagio di fronte al giochetto squallido fatto dal PD in questi ultimi mesi. Giusto ieri il mio segretario confermava a Cerasa i suoi sospetti sulle ONG. Bene, per quanto mi riguarda, il confine del voto utile è stato raggiunto.

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Pubblicato il 12/05/2017

in: La violenza commessa da un profugo? Per Serracchiani è più grave

Vero, il razzismo non c'entra. C'entra l'accostamento retorico - inaccettabile per una persona di sinistra - tra criminalità e migranti. Mi spiace che non sia chiara la strategia elettorale di Debora Serracchiani, la cui popolarità in Friuli Venezia Giulia è in picchiata. (Ah, tutta la deriva demagogica del PD in tema sicurezza e immigrazione nasce [...] proprio dagli amministratori locali, per loro natura molto vicini alla pancia del Paese).

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