Silvia
Bianchi

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Laureata in Fisica Ambientale, mamma tuttofare, curiosa di politica e di tante altre cose

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Ultimi commenti

Pubblicato il 17/01/2017

in: Generare lavoro per tutti: perchè è ancora possibile a partire dalle città

La vera sfida, mi pare, sarà quella di "esportare" le buone pratiche al di fuori dell'ambito urbano. Ciò che tutte le tornate elettorali, nazionali e internazionali, stanno evidenziando è il gap sempre maggiore tra le aree metropolitane, relativamente capaci di reagire alla crisi con innovazioni di metodo in tutti i settori (produttivi e sociali), e le [...] aree rurali sempre più depresse, "lasciate indietro" e per questo "rancorose". Capisco che il compito sia al di fuori del ruolo dell'Autrice, ma penso che seriamente qualcuno dovrà porsi il problema di come contagiare anche la "provincia profonda" con i nuovi modi di "creare lavoro", che avranno bisogno di una declinazione specifica

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Pubblicato il 17/01/2017

in: Caro Renzi, sono un vecchio amico e ti invito a tornare il ribelle che eri

L'ottimismo dell'Autore è davvero apprezzabile ma mi pare, ahimè, eccessivo: come sperare che Renzi, che ha avuto a disposizione tre anni da premier per implementare il famoso "programma della Leopolda 2011", si decida a farlo adesso? Quanto al partito, come illudersi che, dopo tre anni da Segretario, il nostro inizi finalmente ad ascoltare le voci [...] critiche nel suo partito? Su entrambi i fronti, l'intervista a Repubblica lascia trasparire il solito approccio "calcistico" di Renzi: quello per cui "abbiamo perso una partita, ma siamo ancora in cima alla classifica" e, per risolvere i problemi, basta un po' di calciomercato (i sondaggi danno l'ex magistrato pugliese Emiliano in ascesa? Si coopta l'ex magistrato pugliese Carofiglio per contrastarlo. Il ministro Padoan e il responsabile economico Taddei non funzionano dal punto di vista mediatico? Si spara in tv Nannicini a tutte le ore del giorno e della notte... e così via). E' impossibile anche per la persona più capace di autocritica cambiare davvero approccio in un solo mese; figuriamoci per un egocentrico come Renzi, che tra poco tempo sarà di nuovo in campagna elettorale (che sia quella per le primarie di coalizione o per il Congresso). Chi si considera suo estimatore farebbe meglio a "rassegnarsi": se non è cambiato dopo una débâcle come il referendum costituzionale, Renzi non cambierà mai

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Pubblicato il 11/01/2017

in: Renzi è già un dimenticato. La politica ci muore dentro ogni giorno

Renzi, perfetto prodotto della politica democristiana e abilissimo comunicatore, ha fiutato il vento dell'anti-politica e ha spiegato le vele della "rottamazione", che lo hanno condotto alla conquista del potere. Le promesse della Leopolda (la "politica come servizio", il mantenere il contatto con la gente, la distanza da tenere dai poteri forti come Rai, banche, grandi [...] imprese) si sono rivelate puro marketing elettorale: di qui la cocente disillusione di chi, come l'Autore, aveva inizialmente creduto alla buona fede di Renzi. Dopo Renzi, anche il M5S sta passando attraverso le stesse fasi: i rivoluzionari arrivati al governo (di Roma, per il momento) si stanno rivelando intrallazzati ai peggiori poteri "di prima"; gli onesti si arrabattano ormai tra gli avvisi di garanzia come democristiani qualunque e i coerenti non passano giorno senza contraddire i sé stessi del giorno prima... Come fare a recuperare un po' di interesse, se non di entusiasmo, per la politica? Innanzitutto ricordandosi che è lei a decidere il nostro destino, o quantomeno a permettere che qualcun altro lo decida al suo posto, per cui ignorarla sarebbe autolesionista. Poi, rassegnandosi alla fallibilità dei singoli (dovremmo aver appreso da tempo a diffidare dei "cari leader", ma invece...) e puntando nuovamente sui partiti: cioè su organismi collettivi che sappiano agire come tali, raccogliendo e sintetizzando esigenze e punti di vista molteplici, correggendo le sbandate dei leader, formando un ceto dirigente capace e responsabile. Se continueremo a guardare solo gli one-man-show non potremo che finire per annoiarci ed essere rapidamente delusi

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Pubblicato il 07/01/2017

in: Comunicazione scientifica: meglio il Dott. Burioni del Dott. Barabba

Io invece trovo contraddittorio l'atteggiamento di questo medico: da un lato si propone di divulgare le conoscenze scientifiche su un certo argomento, dall'altro rifiuta spazientito di prendere in considerazione gli interlocutori "non scientifici"... il suo insomma è uno schema di divulgazione "dall'alto al basso" e non bidirezionale, per il quale andrebbe bene un programma tv [...] o radiofonico (rigorosamente senza interventi del pubblico), non certo un social network. Oltre che contraddittorio, l'approccio mi sembra sbagliato: un po' perché un vero scienziato non dovrebbe mai rifiutare di confrontarsi con un'obiezione, da chiunque provenga (se è davvero tanto stupida, sarà ancora più semplice smontarla...); un po' perché, ai fin della divulgazione, è incomparabilmente più efficace provare a porsi al livello dell'interlocutore e a trovare la "chiave" per "sbloccare" le sue certezze erronee, basate spesso sull'ignoranza di alcuni presupposti che per lo scienziato sono scontati. Lo sforzo di pazienza di rispondere a un singolo "ignorante" può valere il risultato di chiarire le idee a decine di altri "ignoranti" che leggono, senza esprimersi, i commenti e sono quindi sinceramente interessati a capirne di più

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chi vince e chi perde il 4 dicembre

Silvia Bianchi Pubblicato - 15/Ott/2016

La moda dei "confronti all'americana" tra i sostenitori del sì e del no, insieme alla strategia "all'americana" imposta ai sostenitori del sì dal pagatissimo guru Jim Messina (cioè delegittimare personalmente l'avversario anziché confutare le sue tesi) sta creando nello sfibrato pubblico del teatrino referendario la sensazione che il voto del 4 dicembre sarà una resa [...]

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