Stefano
Golfari

bio

Giornalista professionista dal 2006 Attualmente lavoro per le reti televisive del gruppo Mediapason (TELELOMBARDIA, ANTENNA3, MILANOW) Conduttore televisivo (ICEBERG, ORARIO CONTINUATO, MILANO IN ONDA, NEW NEWS) Libero collaboratore ed editorialista per Affaritaliani.it Videomaker e documentarista Musicista e compositore (TASADAY, BRAIN DISCIPLINE, BNW, 3:2:1) Poeta male letto.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 23/02/2017

in: Camminando liberamente in avanti, mentre tutto scorre all’indietro

Ti ringrazio della risposta, anche perché davvero non capisco come mai in un portale che pubblica cose intense, originali e interessanti (come il tuo spunto) ci sia così poco dibattito scritto sui pezzi pubblicati: è raro vedere commenti. Strano, e brutto come segnale. Chi sta fra i commenti non è meno importante di chi scrive [...] sotto a un titolo, lo è di più.

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Pubblicato il 23/02/2017

in: Quello che non ho (e che vorrei)

Amo questo parlare diretto e piano che a me così non viene mai. Penso, sul punto, che se ti fermi a pensarle alcune risposte le trovi, ci sono. Siamo noi, generalmente intesi, che non sappiamo raccoglierle... perché fa strano.

Pubblicato il 22/02/2017

in: Camminando liberamente in avanti, mentre tutto scorre all’indietro

Mi è piaciuto leggerti. Oso il tu perché sulla rete (non ho detto web) il lei è come "financo". La sensazione è la stessa mia. Sinceramente però non capisco due cose: l'inizio dell'ultima frase ("facciamo come vogliono i signori" vuol dire, lasciamo che accada quel che accade... oppure altro?) e l'odio per gli inglesismi. L'italiano [...] è una lingua entusiasmante, ma non si corrompe per qualche -ing. Anzi, succede che negli Stati Uniti (USA, te lo concedo, è proprio brutto...) andare a scuola di italiano in questi anni è di gran moda. Nel mondo globale e nel futuro che arriva anche anche se ora ci sembra girare a rovescio (oggi hanno scoperto 7 pianeti simili alla terra a 36 anni luce da qui) non è la difesa dell'identità che conta, è la sua riscoperta vera. Abbiamo parlato tanto di Valori ma ce ne siamo scordati il fondamento, e penso che adesso lo spaesamento inizi a pesare... per questo tutto sembra rifuggire verso il passato. E' l'ancora che tira. Ma, per quel che sento e quel che leggo - quando leggo qualcosa di sensato - tornare all'ancora è un'idea troppo facile, e luciferina: l'ancora sta sul fondo, non si respira laggiù. Fermarsi un po' però va bene, serve a pensare. Qualche segreto al pensiero si rivela: la conoscenza vera per Platone è reminiscenza... e questa cosa qui, mi pare, ancora brilla nella notte. Reminiscenza. Futuro nel passato. O "Ritorno al futuro" se Hollywood non ti provoca convulsioni... Con simpatia e sincerità, perché mi piace chi nuota fuori dall'onda... controcorrente.

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Pubblicato il 01/10/2016

in: La ripresa fantasma di un paese che arranca

Molto interessante, utile, e finalmente chiaro sia l'analisi di Minenna, sia il commento di Vincesko. Vi sogno in prima serata RAI con slides e lavagnetta.

Pubblicato il 19/09/2016

in: Ciampi e inciampi

Bella lettura, molto interessante e opportuna. Oltre la disperazione, c'è un filo che la porta fino a noi? My opinion in 10 seconds: l'URSS non c'è più, ma i Nazionalismi sono rinati e ingrassano. L'agiografia del defunto è fastidiosa, vero, se viene da attempati ex-Comunisti. Ma sono le urla del giovane Salvini che mi preoccupano.

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