Stefano
Golfari

bio

Giornalista professionista dal 2006 Attualmente lavoro per le reti televisive del gruppo Mediapason (TELELOMBARDIA, ANTENNA3, MILANOW) Conduttore televisivo (ICEBERG, ORARIO CONTINUATO, MILANO IN ONDA, NEW NEWS) Libero collaboratore ed editorialista per Affaritaliani.it Videomaker e documentarista Musicista e compositore (TASADAY, BRAIN DISCIPLINE, BNW, 3:2:1) Poeta male letto.

BIO

Ultimi commenti

Pubblicato il 27/07/2017

in: Lo Yoga politico di Pisapia

Caro fratello Evoque, sento vibrare la tua energia interiore. Tuttavia ho una diversa centratura su D'Alema che, se non mi allinea tutti i Chakra, ho sempre stimato come maestro di ironia zen e di profonde analisi, anche in senso freudiano, in special modo in politica estera. Ritengo sia stato molto male utilizzato negli ultimi anni, [...] certo a contrappasso di una vita precedente nella quale fu un serpente cobra ma la tensione verso il Nirvana deve spingerci a dimenticare le vanità umane per aprirci alla dimenticanza che è anticamera del vero amore. Amore che non distingue il regno dell'uomo da quello degli animali. Quindi incluso i cobra.

Altro Chiudi
Pubblicato il 26/07/2017

in: Gli italiani sono razzisti?

Non essere razzisti non vuol dire accettare sopprusi o illegalità, tutt'altro: non essere razzisti significa volere e pretendere uguali diritti e uguali doveri per e da tutte le persone non consentendo all' etnia (l'essere italiani, marocchini, austriaci o nigeriani) quella priorità che vorrebbe affermare senza diritto, perché nessuno sceglie dove nascere. Il razzismo che in [...] Italia c'è eccome (c'è in ogni luogo del mondo) è però anche cresciuto a causa della cattiva e confusa organizzazione data alla gestione dell'emergenza sbarchi. Su questo punto, secondo me, l'analisi che sto commentando commette un errore, del resto molto diffuso: considerare sbagliato il Trattato di Dublino che vincola il primo Paese di sbarco ad essere il solo Paese nel quale il migrante può presentare domanda di asilo. Se ci si ragiona un po' a freddo appare evidente che quella decisione è perfettamente logica, perché trasferire - ufficialmente - in altri stati persone senza averle identificate e senza avere chiesto loro la ragione di una richiesta di soccorso in mare sarebbe assurdo, anche in termini amministrativi. Non possiamo spostare l'Italia, fino a che le barche arriveranno qui sarà lo Stato italiano - che lo voglia o no - a dover occuparsi della prima accoglienza e della identificazione dei flussi. Certo, in seconda battuta (o ragionando direttamente sull' Africa, bypassando cioè la partenza verso l'Italia in mare) la distribuzione nei diversi Paesi europei e anche il rimpatrio sono logici e possibili. Ma se si affronta il razzismo anti-immigrati ammettendo che l'Italia potrebbe NON-ESSERE il luogo della prima accoglienza poi è molto difficile contrastare il pensiero di chi riconduce tutto a una volontà etico-politica che chiama "buonista" e la carica di un sentiment anti-italiano. Di questo appunto si nutre la propaganda razzista: "vengono perché li vogliono far venire". No: vengono soccorsi perché dobbiamo farlo noi, e nessun altro può farlo. Se argomentiamo questo, al razzista non rimane che un solo argomento: non soccorrere, lasciarli annegare in mare. Ma questa è una posizione un poco più dura da tenere, e pone il razzista di fronte alle conseguenze non di una scelta altrui ma della sua. Occorre smascherarlo, il razzista, senza concedergli scappatoie. Tanto più che un massacro di dimensioni ancora più colossali di quello che già accade ora a sud delle coste patrie sarebbe, nei fatti, del tutto insostenibile nel consesso civile che - ancora - regge. Stesso discorso per la polemica su Frontex: qualunque governante italiano avrebbe avuto il preciso dovere di mantenere il comando in Italia per una operazione che si svolge in acque italiane e in acque SAR affidate ufficialmente all'Italia (quelle libiche e tunisine) ma il comando prevede logicamente una responsabilità, che è appunto quella di portare in Italia le barche e di occuparsi della prima accoglienza delle persone sbarcate. Cosa diavolo possiamo e dobbiamo fare, dunque e in definitiva: ORGANIZZARCI MEGLIO PER SVOLGERE IL COMPITO CHE E' NOSTRO.

Altro Chiudi
Pubblicato il 26/07/2017

in: Immigrazione: proviamo, per favore, ad essere un po' egoisti?

Hai perfettamente ragione. Sono le domande che mi faccio anch'io: perché? Qualche tempo fa mi capitò di condurre un dibattito televisivo fra Salvini e un esponente PD (si dice il peccato, non il peccatore), a fine trasmissione gli chiesi in forma privata come mai sul tema migranti fosse stato così poco polemico con il segretario [...] della Lega, il quale sul tema stava preparando la grande manifestazione "NO INVASIONE" di Milano. "Per due motivi, mi rispose: il primo è che le posizioni di Salvini non saranno mai maggioranza nel Paese, e quando lui le spara grosse a destra drena voti al Centrodestra: cioè ci fa un favore." E il secondo motivo? Domandai io... "Beh...sai, sinceramente gran parte del nostro elettorato popolare la pensa un po' come la Lega sugli immigrati, attaccarlo duro sarebbe peggio." Come avrai notato la seconda motivazione smentisce la prima, e la prima ha aiutato la seconda ad avverarsi nel tempo. Devo però aggiungere che quelle risposte, allora, mostravano almeno l'esserci di un pensiero, di una tattica mediatica ragionata male ma ragionata. Oggi, secondo me, è pure peggio: non vedo nessun pensiero e nessuna tattica, solo improvvisazione (vedi il libro di Renzi sull'argomento migranti) e la palese resa alla cronaca e alla propaganda altrui. Quello che mi martella in testa - come pare anche a te - è che INVECE dal cul de sac nel quale il Centrosinistra (e anche la Sinistra, per altro verso) si sono infilati su queste cose E' POSSIBILE, e non si farebbe neanche troppa fatica. Ciao.

Altro Chiudi
Pubblicato il 25/07/2017

in: Lo Yoga politico di Pisapia

Sì, meditare il nulla nel grande fiume che porta ai Jalisse. Questo aiuta. Non c'è nulla di grande che si fa in fretta.

CARICAMENTO...