Teresa
D'Errico

bio

Sono nata nel 1971 a Foggia, dove vivo e insegno Italiano e Latino in un liceo scientifico. Amo il mondo classico e ho studiato, in particolare, il lessico politico e amministrativo nelle attestazioni epigrafiche romane d’età imperiale (cfr. “Epigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane", IV, Edipuglia). Ho frequentato corsi di perfezionamento [...] in Didattica del Latino e Didattica della Storia. Sono un’appassionata lettrice, curo un blog di recensioni (http://laprofonditadellecose.b logspot.it/) e amministro un blog didattico (http://scuolaebellezza.blogspo t.it/). Vivo con sguardo critico le trasformazioni del mondo scolastico e mi sento rappresentata da questa riflessione di Gianni Rodari: “intendo per «passione» la capacità di resistenza e di rivolta; l’intransigenza nel rifiuto del fariseismo, comunque mascherato; la volontà di azione e di dedizione; il coraggio di «sognare in grande»; la coscienza del dovere che abbiamo, come uomini, di cambiare il mondo in meglio, senza accontentarci dei mediocri cambiamenti di scena che lasciano tutto com’era prima; il coraggio di dire di no quand’è necessario, anche se dire di sì è più comodo, di non «fare come gli altri», anche se per questo bisogna pagare un prezzo”. (Gianni Rodari, “Educazione e passione”)

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Ultimi commenti

Pubblicato il 17/10/2017

in: Vi meritate l’alternanza scuola-lavoro: adesso, pretendetela

Intorno all'alternanza scuola_lavoro ruotano molti interessi economici(anche dei docenti che sperano, del resto giustamente, di arrotondare il loro misero stipendio) e davvero scarsi principi pedagogico_culturali, che lei ha cercato faticosamente di difendere. Sui motivi del NO all'alternanza cfr. http://blogmicromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=23234

Pubblicato il 28/09/2017

in: Qualcosa dobbiamo aver sbagliato

La ringrazio per le sue opportune osservazioni: mi hanno fornito lo spunto per un nuovo articolo che mi propongo di scrivere. Cercherò di rispondere ai suoi legittimi interrogativi e mi sforzerò di dimostrare che la legge 107/2015 ha incentivato – a tutti i livelli – la proliferazione di condotte discutibili già, certamente, radicate a causa [...] di pessime politiche sindacali che sono nate, sì, per tutelare i diritti dei lavoratori ma sono diventate, invece, nei fatti, baluardo di privilegi e abusi. Anche io sono – oltre che insegnante – genitrice di due adolescenti e noto con la sua stessa amarezza quello che ad acuti osservatori non può sfuggire e che spesso il vile corporativismo della classe docente, la pavida inerzia di dirigenti, e le strumentali lungaggini degli uffici scolastici provinciali (ex provveditorati) nascondono.

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Pubblicato il 28/09/2017

in: Qualcosa dobbiamo aver sbagliato

La ringrazio per le sue opportune osservazioni: mi hanno fornito lo spunto per un nuovo articolo che mi propongo di scrivere. Cercherò di rispondere ai suoi legittimi interrogativi e mi sforzerò di dimostrare che la legge 107/2015 ha incentivato – a tutti i livelli – la proliferazione di condotte discutibili già, certamente, radicate a causa [...] di pessime politiche sindacali che sono nate, sì, per tutelare i diritti dei lavoratori ma sono diventate, invece, nei fatti, baluardo di privilegi e abusi. Anche io sono – oltre che insegnante – genitrice di due adolescenti e noto con la sua stessa amarezza quello che ad acuti osservatori non può sfuggire e che spesso il vile corporativismo della classe docente, la pavida inerzia di dirigenti, e le strumentali lungaggini degli uffici scolastici provinciali (ex provveditorati) nascondono.

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Pubblicato il 28/09/2017

in: Qualcosa dobbiamo aver sbagliato

La ringrazio per le sue opportune osservazioni: mi hanno fornito lo spunto per un nuovo articolo che mi propongo di scrivere. Cercherò di rispondere ai suoi legittimi interrogativi e mi sforzerò di dimostrare che la legge 107/2015 ha incentivato – a tutti i livelli – la proliferazione di condotte discutibili già, certamente, radicate a causa [...] di pessime politiche sindacali che sono nate, sì, per tutelare i diritti dei lavoratori ma sono diventate, invece, nei fatti, baluardo di privilegi e abusi. Anche io sono – oltre che insegnante – genitrice di due adolescenti e noto con la sua stessa amarezza quello che ad acuti osservatori non può sfuggire e che spesso il vile corporativismo della classe docente, la pavida inerzia di dirigenti, e le strumentali lungaggini degli uffici scolastici provinciali (ex provveditorati) nascondono.

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