Finanziò il genocidio in Ruanda, Félicien Kabuga catturato dopo 23 anni

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17 maggio 2020

Si era dato alla macchia da circa un quarto di secolo ed era ricercato dalle intelligence di mezzo mondo. Félicien Kabuga, oggi 84 anni, è stato scovato ad Asnières-sur-Seine, a nord-ovest di Parigi, dove viveva da tre sotto falsa identità con la complicità dei suoi figli. Banchiere, nel 1994 era uno degli uomini più ricchi del Ruanda e con le sue sostanze finanziò la strage dei Tutsi, la minoranza sociale e culturale del Paese verso cui si scatenò l’odio razziale delle milizie Hutu Interahamwe. Si tratta di uno dei genocidi più grandi ed efferati della storia africana. In soli cento giorni, dal 6 aprile al 16 luglio 1994, l’esercito regolare e gli interahamwe, le milizie paramilitari, sterminarono oltre 900.000 persone, soprattutto a colpi di machete, asce lance e mazze.

Il Ruanda nel XIX secolo era stato oggetto della spartizione coloniale tra tedeschi, francesi e belgi ed ai Tutsi (il 14% della popolazione contro l’85% degli Hutu) era toccata l’egemonia dell’amministrazione coloniale. A partire dal 1950 il Belgio passa a sostenere gli Hutu invece dei Tutsi e così ha inizio la prima ondata di violenze contro questi ultimi, che, nel frattempo, stavano cercando l’indipendenza dal dominio coloniale.

L’Adolf Heichmann di quel genocidio è stato uno dei fondatori di Radio-Television Libre des Mille Collines (RTLMC), il canale di stampo estremista che incitò all’odio razziale verso la minoranza ruandese. Fu avvistato un’ultima volta in Germania nel 2007 dove era riuscito a sfuggire alla polizia, che però gli aveva prelevato un campione di Dna. Sabato 16 maggio 2020 è stato catturato dalla polizia francese nella sua abitazione, benché Kabuga abbia tentato di difendersi negando la sua identità.

Con le sue enormi risorse, Kabuga acquistò e distribuì i machete che furono utilizzati per lo sterminio dei Tutsi. Non era nato ricco. Figlio di poveri contadini, da giovane faceva il venditore ambulante di sigarette e vestiti usati, ma la sua determinazione e ambizione lo portarono a Kigali, dove aprì qualche negozio e fece fortuna. Fece una rapida fortuna e nel 1993 sua figlia sposò il figlio maggiore del presidente Habyarimana. Individuato come il maggiore responsabile dell’eccidio dei Tutsi, Kabuga nel 1994 fuggì in Svizzera, poi da lì venne espulso e passò a Kinshasa e Nairobi, città dove visse per diversi anni. Era ricercato dal 1997. Sulla sua testa pendeva una taglia da cinque milioni di dollari messa a disposizione dagli Stati Uniti. Ora Kabuga sarà estradato all’Aia, nei Paesi Bassi, dove sarà processato per crimini contro l’umanità.

 

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CAT: Africa

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