All’Arch Week di Milano, il percorso poliedrico di Vittorio Giorgini

DAL 13 Giugno 2017 AL 24 Giugno 2017
Triennale Di Milano

L’esposizione dedicata a Vittorio Giorgini mette in scena dal 13 al 24 giugno 2017 alla Triennale di Milano, per la prima volta in un percorso organico, documentazione d’archivio, disegni, dipinti, fotografie e modelli, per raccontare la visionaria ricerca dell’architetto, seguendo la costruzione delle due abitazioni realizzate nel Golfo di Baratti: Casa Esagono (1957) e Casa Saldarini (1962), con un focus sulla personale “Ipotesi per un habitat più naturale”, presentata al Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1968. La mostra è parte della Milano Arch Week, diretta da Stefano Boeri.

Baratti, vicino all’acropoli etrusca di Populonia in Toscana, è il luogo in cui si concentra la sperimentazione tecnica e spaziale dell’architetto fiorentino. Arrivato qui per caso nel 1953, durante un’uscita in barca con l’amico editore Alessandro Olschki, quando torna a Firenze racconta alla famiglia di questa meravigliosa scoperta. Durante la conversazione, il padre ricorda di aver acquistato anni prima un terreno di cui aveva perso memoria, proprio in quel tratto di costa.

Da questo momento ha inizio la ricerca di Giorgini, a partire da Casa Esagono, realizzata nel 1957, che diventa la sua residenza estiva fino al 1969, anno del trasferimento negli Stati Uniti.
L’impianto planimetrico dell’abitazione descrive una trama modulare di elementi esagonali in legno, sospesa da terra e integrata con il paesaggio, che ricorda, per analogia, una struttura molecolare o un nido d’api. “Quando ho potuto – racconta l’architetto – ho sempre staccato dal suolo le mie opere; lo ritenevo un segno di rispetto verso il preesistente, permettendo la continuità del terreno senza che venisse interrotto da una nuova costruzione.” Durante l’estate, Casa Esagono diventa il luogo di incontro di Giorgini con alcuni dei protagonisti della vita culturale e artistica dell’epoca. Spesso fino all’alba, si dialogava di arte e architettura con personaggi come Emilio Villa – di cui in mostra presentiamo un manoscritto originale dedicato a Giorgini – Corrado Cagli, Robert Sebastian Matta, Gordon Matta-Clark, André  Bloc,  Isamu  Noguchi,  Aurelio Ceccarelli,  Emilio  Vedova.

Durante una di queste serate, Giorgini propone a Salvatore Saldarini, un industriale della seta di Como, di progettare la sua villa per le vacanze nel terreno adiacente. Così nasce nel 1962 Casa Saldarini, un’architettura sperimentale realizzata con l’innovativa tecnica della struttura a membrana isoelastica, in rete e cemento, preceduta solo da un modello in scala per verificarne la tenuta statica. Progettata senza calcoli strutturali, perché nessun ingegnere volle prendersi la responsabilità di seguirne la costruzione, la Casa è Il primo concreto esempio dello studio della morfologia delle scienze naturali applicato all’architettura. Come ha ricordato lo stesso Giorgini, è stata “una grande avventura, fatta di ansie e di slanci di entusiasmo. Alla fine anch’io mi aggrappai al camino, quasi cavalcandolo come per dire alla casa: ce l’abbiamo fatta!”
Biografia

Nato a Firenze nel 1926, Vittorio Giorgini è stato uno dei protagonisti della cultura fiorentina del secondo dopoguerra. Divenuto noto a livello internazionale con casa Saldarini (1962), morfogenetica casa per vacanze situata sul golfo di Baratti, Giorgini ha proseguito dal 1969 negli Stati Uniti il suo impegno teorico-progettuale, conducendo l’attività di docente nella “School of Architecture” del Pratt Institute di New York. Le sue ricerche nel campo della geometria, della morfologia e delle costruzioni hanno dato vita a progetti di strutture architettoniche e urbane di assoluta avanguardia. Molto importanti e significativi sono stati nella sua vita i rapporti con gli ambienti artistici. Ha stretto  amicizie  e frequentazioni,  tra  gli  altri, con  Emilio  Vedova,  Corrado Cagli, André  Bloc,  Isamu  Noguchi,  Aurelio Ceccarelli,  Richard  Neutra,  Emilio  Villa,  Tano  Okamoto,  Robert Sebastian Matta, Gordon Matta-Clark e Robert Rauschenberg. Attento al dibattito architettonico contemporaneo ha partecipato a numerosi  concorsi  e ha partecipato a  convegni e mostre internazionali, accanto a Kenneth Frampton, Norman Foster, Richard Rogers, Renzo Piano e molti altri.
Le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti del Centre Pompidou di Parigi, del FRAC Centre di Orléans e del Vitra Design Museum. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2010, il fondo archivistico è gestito dall’Associazione “B.A.Co. (Baratti Architettura e Arte Contemporanea) – Archivio Vittorio Giorgini”. È in fieri a Baratti (LI) il progetto per istituzionalizzare a parco d’arte ambientale l’area in cui sorgono le sue due costruzioni più rilevanti, Casa Esagono e Casa Saldarini.
Informazioni sulla mostra

Vittorio Giorgini
La Triennale di Milano
13 – 24 giugno 2017

Mostra a cura di Emilia Giorgi

In occasione di
Milano Arch Week

Consulenza scientifica: Marco Del Francia
Progetto dell’allestimento e grafica: Emanuela Salimei
Logistica e allestimento: Nicola Bellofatto, Fabio Caciagli, Roberto Scateni

Promossa con il supporto di B.A.Co. (Baratti Architettura e Arte COntemporanea) – Archivio Vittorio Giorgini
Partner: FAF – OAF Fondazione e Ordine Architetti Firenze

In collaborazione con:
Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana; A.A.A./ Italia, Associazione nazionale Archivi Architettura contemporanea; Università di Pisa – Dipartimento Civiltà e Forme del Sapere; OAL – Ordine Architetti Livorno

Partner tecnico: La Bottega delle Cornici- Piombino (LI)
Con il contributo di: Tenuta Poggio Rosso

Come raggiungerci

TAG:
CAT: Architettura e urbanistica, Arte

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