Il “Fattore Futuro” di McDonald’s: quanto può incidere in Italia?

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3 Marzo 2015

«Fattore Futuro è il progetto di McDonald’s Italia nato con l’obiettivo di accompagnare e aiutare i giovani agricoltori nello sviluppo delle loro aziende. Il progetto ha ricevuto il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali». È con queste parole che si apre il dossier di candidatura 2015 del progetto Fattore Futuro del colosso statunitense, un progetto che ha il fine di instaurare un rapporto lavorativo con le aziende agricole italiane (come fornitori di materie prime).
McDonald’s afferma che nel 2014 circa l’80% dei prodotti utilizzati all’interno dei loro 510 ristorati sparsi per tutto lo stivale erano provenienti da aziende agroalimentari italiane. Più precisamente:

Nel 2014 McDonald’s in Italia ha acquistato i seguenti quantitativi delle sue principali materie prime agricole

Nel 2014 McDonald’s in Italia ha acquistato i seguenti quantitativi delle sue principali materie prime agricole

La grande collaborazione con queste aziende ha reso McDonald’s un «partner importante del mondo agricolo italiano, con il quale ha ormai instaurato delle relazioni solide e di lungo corso». Relazioni che si estenderanno anche all’Expo di Milano dove la stessa McDonald’s parteciperà – come si legge sul Corriere della Sera – con un ristorante da 300 posti, 400 metri quadrati più 200 di terrazza

I vantaggi per i 20 imprenditori che verranno presi da McDonald’s saranno svariati: «non solo la certezza di un contratto pluriennale (precisamente tre anni), ma anche l’opportunità di venire in contatto con una realtà che opera su scala internazionale cercando di creare rapporti di filiera duraturi. Agli agricoltori selezionati, infatti, verrà data la possibilità di approfondire la conoscenza delle filiere, entrando in contatto con esperti e certificatori per comprendere al meglio le dinamiche dell’industria alimentare rispetto a temi quali la qualità e la sicurezza alimentare» (entrando nelle fila dei fornitori insieme a marchi come Bonduelle e Parmareggio).

I requisiti richiesti ai candidati sono diversi. Coloro che si presenteranno (oltre a dover essere operanti all’interno di 7 diverse filiere: carne bovina, carne avicola, pane, insalata, patata, frutta, latte), verranno valutati su due criteri:

  • Aderenza ai requisiti tecnici dei prodotti;
  • Presentazione di un progetto di innovazione e sostenibilità per la propria azienda.

Di seguito le tre condizioni principali per presentare una candidatura:

  • Possono presentare la propria candidatura a partecipare all’iniziativa i giovani titolari di aziende agricole, che svolgono attività di impresa sul territorio italiano, di età inferiore ai quarant’anni al momento della presentazione della domanda; per le società agricole si fa espresso riferimento ai requisiti individuati dall’art. 2 della legge 441/98.
  • I candidati devono produrre, o avere in progetto di sviluppare la propria attività principalmente attorno alla coltura di grano di forza, patata industriale, insalate e/o frutta destinate alla trasformazione in IV gamma, all’allevamento di bovini da carne o da latte, carne avicola (pollo).
  • È necessaria la compilazione del dossier in tutte le sue parti, in particolar modo la descrizione di un progetto sintetico di innovazione e/o sostenibilità da implementare presso la propria azienda agricola.

Analizzando i dati raccolti dall’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) presenti nel loro documento riguardo i giovani e il ricambio generazionale nell’agricoltura italiana, possiamo limitare la raccolta di dati agli standard richiesti da McDonald’s, ossia agli imprenditori nel settore agricolo under 40 (il valore con cui vengono definiti giovani gli imprenditori all’interno dell’analisi INEA è <35, valore di riferimento che utilizzeremo nell’articolo qualora non siano presenti dati strettamente legati al <40).

Le ricerche svolte dalle Camere di Commercio affermano che le imprese giovanili attive sono pari a circa il 10,6% del totale delle imprese, dove però si registrano – dal punto di vista agricolo – dati poco incoraggianti:

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Il grado di anzianità nelle aziende agricole è abbastanza alto in tutta Europa (con circa 30 conduttori di aziende su 100 che hanno almeno 65 anni). Il dato si ritrova a superare di poco il 53% se all’interno del conteggio si inseriscono i conduttori con eta uguale e maggiore di 55.
Non è incoraggiante neanche livello di “giovani conduttori di aziende agricole”,: i dati segnano che il 5% dei conduttori ha un’età inferiore ai 35 anni, il che pone l’Italia, nella classifica europea, dietro all’8,7% della Francia e al 10% di svariati paesi nordici, ma in posizione nettamente migliore di molti altri Paesi mediterranei come Spagna e Grecia.
Prendendo come riferimento gli ultimi Censimenti dell’agricoltura (datati 2000 e 2010) la situazione viene confermata dai numeri presenti: dal confronto – e dalla differenza – di quest’ultimi si evince come in Italia il numero di giovani agricoltori ha subito una variazione negativa pari al 40%, passando, in cifre, da 257,182 a 161,716. A questa è da associare la riduzione dell’intero settore agricolo del 34,4% delle aziende nonché la perdita di giovani  conduttori d’aziende, compresi nel range 30-39 anni, di circa -38,3 punti percentuali.

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Come si evince dal grafico, nello spicchio <40, si è registrata la più forte contrazione nell’arco decennale tra tutte le classi d’eta dei capi azienda.

Ciò nonostante, sembra trasparire un pizzico di speranza: le aziende condotte da giovani realizzano, in meda, una produzione lorda vendibile più elevata (sfiorando i 162 mila euro contro i circa 140 mila dei colleghi più anziani).

Riguardo la distribuzione geografica, i giovani a capo di imprese che vanno più forti si concentrano nell’Italia meridionale (principalmente Calabria, Campania, Sicilia, dove si tassi giovanili complessivi raggiungono picchi di 14-15%):

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Questi valori vanno però accompagnati da quelli riguardanti le dimensione medie delle aziende nel settore agricolo che, nell’intervallo decennale dei Censimenti, hanno registrato importanti modifiche e riorganizzazione, dove sono diminuite (in numero) le aziende, ma quelle rimaste sono aumentate in SAU (termine che sta per Superfici Agricole Utilizzate).

L’iniziativa di McDonald’s, nonostante lodevole, rischia di ottenere magri risultati a causa dell’onda d’urto negativa causata da requisiti fin troppo ristretti richiesti ai candidati. Estendendo la possibilità di partecipazione anche a quella grande fetta di imprenditori agricoli compresi tra 40-54 anni (non propriamente giovani, mo parecchio distanti dallo “zoccolo duro” dell’imprenditoria agricola del >65 anni d’età)si potrebbero aprire ad una importante fetta di possibili candidati (circa il 22%) caratterizzati da attività più solide e disponenti di una superficie agricola utilizzabile maggiore del 27%.

TAG: agricoltura, Fattore Futuro, McDonald's, pmi
CAT: Agricoltura

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