Biden/Trump, tra vecchi e nuovi colpi di scena e acute analisi politiche

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9 Febbraio 2021

Nel giugno dello scorso anno, il giornalista e storico Thomas Frank, parlando delle elezioni americane, a proposito di John Biden scriveva queste parole sulle pagine de Le Monde Diplomatique:

«Il suo partito si sta preparando per un’elezione che non sarà altro che un referendum a favore o contro l’odiata figura di Mr. Trump». Aggiungendo: «E quindi dovremo scegliere tra due uomini bianchi, anziani e conservatori, noti per il loro rapporto elastico con la verità, accusati di violenza sessuale, e estranei alla speranza di una riforma democratica. Ancora una volta, il vecchio ordine è stato provvidenzialmente ripristinato. Eppure, ripeto: lo stato di opinione in America è tale che con un leader ben scelto sarebbero potuto accadere cose straordinarie. Invece, il nostro orizzonte è limitato al signor Biden, un affabile veterano di Washington coinvolto in molti dei disastri che hanno segnato gli ultimi tre decenni: accordi commerciali contrari agli interessi dei dipendenti, la guerra in Iraq, legislazione crudele sui fallimenti, incarcerazione di massa, un attacco senza precedenti alle libertà individuali chiamato Patriot Act … Si vantava persino che, all’inizio della sua carriera politica, favoriva i segregazionisti. Le sue possibilità di vincere sono buone, ovviamente. Nonostante il suo background, Mr. Biden è un politico tradizionale, familiare e apprezzato, mentre Mr. Trump, inghiottito dal suo narcisismo patologico, trasuda risentimento e trova costantemente nuovi modi per farsi spregevole. Inoltre, è difficile capire come qualcuno possa gestire una crisi sanitaria ed economica con la calamità dell’attuale presidente e sperare che gli elettori lo invitino a ripetere la sua performance».

L’idea di Frank, come si legge nel sottotitolo del lungo articolo in questione, è che Biden aspiri solo a “tornare agli anni di Obama”.

Intanto, l’impeachment per l’ex presidente Donald Trump, grande assente di queste settimane, si è ufficialmente aperto e Donald ha già fatto sapere che non si lascerà interrogare dal Senato, perché, ribadisce, il procedimento è incostituzionale. Biden si sta chiedendo se questo processo non sia un boomerang che gli si ritorcerà contro, nel senso di ricompattare ulteriormente il partito repubblicano. Inoltre aspetta anche che Congresso adotti velocemente misure urgenti contro la pandemia e per la ripresa economica.

La rivista “insolente e intelligente” Nantes Révoltée, a ridosso delle elezioni presidenziali ha dedicato a Biden un ritratto che lo descrive come un vecchio politico della destra del Partito Democratico che ha votato la guerra Iraq e ha sostenuto i bombardamenti in Libia, ha altresì votato il “patriot act” – legge liberticida dopo l’11 settembre -, si è opposto alla sicurezza sociale e ha sostenuto i tagli al bilancio sanitario. Ha anche votato una legge che facilita la vendita e l’acquisto di armi da fuoco. Pro-pena di morte, ha fatto costruire altre prigioni e redatto un disegno di legge responsabile della detenzione di massa. Si è opposto alla protezione dei migranti, all’uso di fondi federali per pagare l’aborto e al matrimonio omosessuale. Biden, scrive la testata, è accusato di violenza sessuale e di molti comportamenti fuori luogo. In poche parole, Biden appartiene alla stessa famiglia politica di Macron o Sarkozy: un’élite neoliberista, sicura, imperialista.

Per quanto riguarda la Vicepresidente Kamala Harris, donna meticcia presentata ovunque come la nuova eroina della vita politica, il giornale francese spiega che essa nel 2004 si è opposta all’allentamento delle pene minime, mentre nel 2016 era sostenuta dalle reti di polizia alle elezioni senatoriali. Il movimento Black Live Matters le rimprovera di aver perpetuato l’impunità giudiziaria per la polizia. Si è anche opposta alla depenalizzazione della cannabis.

Insomma, chiosa Nantes Révoltée, le elezioni americane sono paragonabili alla vittoria di Macron contro Le Pen.

Intanto, Biden in queste ore mantiene il profilo basso e lascia decantare la situazione, senza irrigidirsi in radicali prese di posizione che potrebbero esacerbare lo scontro con Donald Trump e ritorcerglisi contro. Nei prossimi giorni staremo a vedere l’esito del processo ed i risultati dei primi atti di governo di Biden. E a deliziarci con le analisi politiche della stampa estera sull’argomento, per la quale vale sempre la pena di spendere qualche ora del proprio tempo.

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CAT: America

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