Gli amici immaginari di Donald Trump

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25 Aprile 2017

Lo scorso giovedì il premier Paolo Gentiloni ha incontrato a Washington il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Che per quest’ultimo il fact-checking sia un esercizio futile lo sapevamo, ma almeno i suoi spin doctor dovrebbero essere attenti a certe cose. Invece, ha fatto notare il giornalista David Badash, il presidente americano ha aggiunto un’altra gaffe a una lista piuttosto lunga.

Leggendo un discorso scritto, Trump ha citato il suo “grande amico” Luciano Pavarotti. (Ricordiamo che il celebre tenore è morto nel 2007.)

È interessante tornare indietro alla scorsa estate, quando Trump correva per la Casa Bianca. Durante le sue campagne usava spesso la famosa aria della Turandot di Puccini, “Nessun dorma”, cantata da Pavarotti. Quando lo seppe, la famiglia del tenore inviò una lettera con la richiesta di non usare più quella musica. Nella lettera si diceva chiaramente che la visione del mondo offerta dal candidato Trump era assolutamente incompatibile con i valori espressi dalla carriera artistica di Pavarotti.

Andrew Joyce, citando un articolo del Guardian, scrive che ci sono altre ragioni per mettere in dubbio l’amicizia tra Pavarotti e Trump. Nel 2002 Pavarotti si esibì in uno dei casinò di Atlantic City gestiti da Donald Trump. Pare che quest’ultimo fu così insoddisfatto della performance del tenore italiano che chiese la restituzione del cachet per l’evento.

A quanto pare, basta poco per essere “grandi amici” di Trump.

TAG: Amici, amicizia, Gentiloni, Pavarotti, Trump
CAT: America, Geopolitica

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