Magico solstizio d’inverno a Newgrange (Irlanda) e a Briaglia (Italia)

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21 Dicembre 2020

A NEWGRANGE

Il 21 dicembre di ogni anno si ripete il solstizio d’inverno. Il giorno più esoterico dell’anno. A Newgrange, vicino a Dublino, in Irlanda, il solstizio d’inverno non è, però, solo questo. È uno spettacolo quasi mistico, un’esperienza spirituale speciale. A Newgrange si trova una spettacolare tomba a corridoio risalente a più di 5000 anni fa. Dunque è più antica delle piramidi di Giza in Egitto e di Stonehenge in Gran Bretagna. È un Sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Fu sommessamente rinvenuta negli anni Sessanta dal professor M.J. O’Kelly e sua moglie Claire. M. J. O’Kelly, in quel fatidico 21 dicembre 1967 ebbe modo di assistere alla più spettacolare alba che sia dato di vedere sulla faccia della terra. Se ne stava in piedi nel luogo sacro interno della tomba a corridoio di Newgrange, quando un raggio di luce invernale entrato dall’ingresso principale inondò la camera di un mistico bagliore dorato. In 5000 anni quello fu il primo solstizio d’inverno effettivamente visto da testimoni a Newgrange.

Ad oggi non si sa neppure quale fosse la funzione di Newgrange. Una tomba? Un tempio? Nessuno lo sa e la verità è avvolta dal mistero. Forse lo sarà per sempre. Una volta entrati nella tomba a corridoio, il visitatore si trova a camminare tra antichissimi e misteriosi monoliti con incisioni a spirale e graffiti che risalgono al 1800, e cioè prima che Newgrange divenisse patrimonio tutelato dallo Stato. Dopo essersi chinati sotto travi di legno, si sbuca in una fredda camera a forma di croce, come un igloo di pietra sotto una collina. È in questo punto che avviene la magia all’alba del solstizio d’inverno. La costruzione suscita un ammirato stupore, perché è meraviglioso scoprire che gli antichi irlandesi avessero delle conoscenze astronomiche e ingegneristiche così approfondite e fossero in grado di concepire e realizzare un’opera di questa spettacolare, dove il sole batte sempre nello stesso punto il 21 settembre di ogni anno.

A BRIAGLIA

In Italia c’è un piccolo comune della provincia di Cuneo dove lo stesso miracolo si ripete dal 4000 anni. Il paese si chiama Briaglia, conta appena 300 abitanti ed è a ridosso del confine francese. È in zona collinare con vista mozzafiato sulle Alpi. La sua particolarità (non riportata da Wikipedia, che dedica a questa località pochissime righe) è che i raggi di sole del solstizio d’inverno colpiscono l’antro del sito preistorico della Casnea, in fondo a un cunicolo sacro ai Celti. Il fenomeno è stato ribattezzato Sol Invictus. Il Sole che vince. In questo particolare e sofferto 2020, tuttavia, al fenomeno non si può assistere in diretta. E così il rito del sole che nasce finisce in diretta streaming. Il video verrà trasmesso sulla pagina Facebook di Landandé.

La scoperta dell’ipogeo che custodisce sepolture megalitiche si deve a studiosi e uomini di buona volontà.  Ettore Janigro D’Aquino, studioso del mondo antico, negli Anni ‘70 qui condusse diverse campagne di scavi, nella convinzione che tutta la collina di Briaglia fosse un cimitero sacro. Dal 2010 il Comitato Landadè ha rilanciato il sito caro ai Celti. Lo ha fatto attraverso una formula turistica che abbina la suggestione del sole d’inverno con una camminata di dicembre lungo i sentieri della Langa: 41 km costellati di laghetti, cappelle affrescate dai pittori del Gotico e vigneti. Al centro si trova la misteriosa Casnea, forse un dolmen scelto dai celti liguri, anche se le prove storiche di questo non ci sono ancora. Fatto sta che tutto il paese di Briaglia è disseminato di pietre sacre e menhir, riemersi poco alla volta ed oggi custoditi nella Confraternita del paese. Vicono alla Cesnea si trova un pozzo. Il sito era dunque un luogo di sepoltura, accompagnato dai riti dei Celti, i quali credevano che l’acqua servisse a purificare il corpo del defunto prima del grande viaggio. Nella prima stanza si deponevano oggetti e armi del defunto. Le pareti della cavità sono affrescati in ocra, il colore usato nell’antichità per ricoprire i morti.

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CAT: Architettura e urbanistica, Paesaggio

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