CONFINI: intervista a Laura Agnoletto, Milano Montagna

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18 Luglio 2020

per /CONFINI/

di Vera Pravda

 

 

Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini?

L.A.: I campi per me più affini sono stati stravolti da poco, diciamo che con Greta Thumberg e mio figlio Tommaso ho dovuto/voluto aprire gli occhi e ora i miei confini sono molto cambiati. Ho capito che la nostra bella cultura classica e poi la nostra religione ci ha imbevuto di antropocentrismo e quindi anche di maschilismo e disprezzo per tutto ciò che non è l’uomo, in particolare maschio. Ora sto cercando di recuperare un rapporto più diretto con la natura, e di combattere nel mio piccolo per riportare un pò di equilibrio nella mia vita e non solo ampliando molto i miei confini.

 

 

Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa ‘confine’ nel lavoro che fai?

L.A.: Nel mio lavoro di art director di Milano Montagna il concetto di confine è molto importante, al punto che un anno volevamo darlo come tema di un’edizione del festival. Spesso i confini tra i paesi sono proprio sui crinali delle montagne è lì sono avvenute molte importanti imprese, i confini sono anche spesso dei limiti che gli sportivi si pongono per poi superarli, i confini sono anche quelli che i migranti climatici passano perché nei loro paesi di origine non ci sono più le condizioni per sopravvivere. Ora i confini sono anche quelli tra una sedia e un’altra in un auditorium per il distanziamento sociale, e così proprio a causa di questi nuovi confini non si potranno più fare molte attività e anche il festival Milano Montagna è sospeso.

 

 

E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili?

L.A.: I confini che sento forte sono quelli che 2 dei miei 3 figli maschi mi obbligano a non oltrepassare, in realtà io ci provo, ogni tanto riesco ad oltrepassare quel confine dell’ interiorità, ma poi vengo ricacciata all’interno del mio confine. Spesso nelle relazioni amicali sento che devo stare entro certi confini e ora dopo il covid a 57 anni non ci sto più tanto in questi confini.

 

 

In questi giorni di ‘confino’ come è cambiata la tua percezione dei confini?

L.A.: Mi sento al balcone… mi manca moltissimo il non potere abbracciare le persone e non sapere se questo confine dovrà essere per sempre oppure no, in generale questi limiti mi hanno liberato da tanti confini che mi ero creata io.

 

 

Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini?

L.A.: Per certi versi essere confinata in casa e avere più tempo mi ha messo in relazione anche se virtuale, con persone che “sentivo” vicine, ma con cui non avevo ancora approfondito l’amicizia.

 

 

Laura Agnoletto è designer e direttrice artistica di eventi culturali. Progetta per importanti aziende tra le quali Memphis, Nemo, Fontana Arte, Pallucco, Swatch, Martini Luce e Kundalini. Realizza numerosi allestimenti per negozi, collaborando anche con Fiorucci. Co-fondatrice insieme ad Alessandro Mendini nel 2011 dell’associazione culturale Misiad – Milano si auto produce Design, di cui è art director dal 2013. Dal 2012 al 2016 ha fatto parte del comitato scientifico del Brand Milano. Nel 2014 ha dato vita al Milano Montagna Festival di cui è cofondatrice e art director e nel 2019 con il Comune di Milano ha dato vita a Milano Montagna Week di cui è art director.

 

 



 

/CONFINI/

@Confiniartproject è un instaproject creato con i video inviati dalle persone durante l’emergenza #coronavirus

È un progetto di Vera Pravda in collaborazione con @viafarini_org per generare comunità culturali, stratificazione visiva, vicinanze virtuali in questo tempo sospeso.

Chi desidera può partecipare al progetto con uno o più video di 15 sec. su www.confiniartproject.it o condividendo su instagram foto di libri sui confini con gli hashtags @confiniartproject e #confinibookchallenge

In affiancamento alla pagina Instagram, riportiamo qui highlights e approfondimenti.

 


Questo il video di @Confiniartproject scelto da Laura Agnoletto: ‘Mi sento molto vicina a questo video perché l’acqua è il mio elemento naturale, e mentre Leopardi scrive “il naufragar mi è dolce in questo mare” per me il navigar mi è dolce in queste acque…. Mi sento come quella barchetta circondata dalla natura e intrepida si lascia portare dalla corrente.’

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Stella Stefani | @stella_stefani

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Ulisse è partito portando con sé la memoria come uno stimolo per superare i confini e trovare quello che cerca.

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“Dopo i miei studi in Teologia in Grecia volevo estendere le mie esperienze visive e continuare ad imparare.  Credo di aver iniziato a concepire la frase “setacciatore del mondo” dal momento in cui sono arrivata in Italia. Lasciando un attimo la scrittura, ho voluto sperimentare e provare a esprimermi con mezzi diversi e così supero i miei confini e cerco di crearne nuovi, per poi superarli ancora.” (Stella Stefani)

 

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