CONFINI: intervista a Martina Yehudit Loreggian, studente rabbina

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5 Luglio 2020

per /CONFINI/

di Vera Pravda

 

 

Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini?

M.L.: Sono stata per anni prima software developer e poi project manager per una grande multinazionale giapponese.

Ora frequento il collegio rabbinico Leo Baeck a Londra e il rabbinato è diventato la mia professione.

 

 

Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa ‘confine’ nel lavoro che fai?

M.L.: Essere ebrei è già una di per sé una situazione di confine. L’ebraismo è una religione, o meglio una complessa identità, che vive al confine fra il particolarismo dello stile di vita, legato alle responsabilità religiose, e un universalismo etico molto spiccato. Ogni giorno noi ebrei cerchiamo di mantenere viva la nostra identità particolare e allo stesso cerchiamo di portare al mondo i nostri di valori. Non solo, soprattutto in quanto ebrei moderni cerchiamo anche di prendere dalle culture che ci circondano il meglio che hanno da offrirci.

L’ebraismo percepisce le situazioni di confine e trasformazione esistenziale come arricchenti, ma anche come momenti pericolosi nella vita degli individui. Pericolosi perché tutte le situazioni liminali ci rendono esposti e fragili. La ritualità ci aiuta a contenere il pericolo, a indirizzare la fragilità e a trarre il meglio da queste situazioni.

Non da ultimo, lavoro molto con le persone che vogliono, per le più disparate ragioni, convertirsi all’ebraismo. Loro in particolare vivono una situazione di confine, fra la vecchia identità, che non può e non deve essere cancellata, E la nuova identità da acquisire pienamente, che va curata e seguita con particolare attenzione e sensibilità.

 

 

E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili?

M.L.: Sicuramente la mia nuova condizione di studente

. La mia vecchia professionalità non c’è più, anche se a volte torna ancora utile.

Essere studente rabbina vuol dire lavorare spesso come rabbino, ma allo stesso tempo non poter fare alcune cose e non avere ancora tutte le competenze necessarie. Le persone ti vedono come né carne né pesce, spesso non sanno cosa possono aspettarsi da te o quali possano essere i tuoi compiti. Questo rende il periodo degli studi molto difficile, anche se molto stimolante.

Un altro confine molto presente nella mia vita è quello relativo al mio orientamento sessuale. Sono lesbica e, nonostante la nostra società abbia fatto passi da gigante, essere omosessuali vuol dire ancora oggi vivere ai confini. E’ una condizione che però mi ha insegnato molto. Esercitare quello che molti di noi chiamano sguardo obliquo sulle cose del mondo permette di vedere cose che altri a volte non vedono. E di diventare buoni ascoltatori.

 

 

In questi giorni di ‘confino’ come è cambiata la tua percezione dei confini?

M.L.: Ho visto i confini fra le persone dilatarsi molto. Aumentare le distanze e la diffidenza reciproca. Ho visto anche alcuni confini cadere, persone dimostrasi grande solidarietà. La natura abbattere i confini e riconquistare nuovi spazi.

 

 

Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini?

M.L.: Molti hanno auspicato che saremmo usciti migliori da questa esperienza. Come spesso accade, c’è chi saprà farne tesoro e ne uscirà avendo imparato delle cose nuove e chi invece sarà travolto da una nuova ondata di rancore e rabbia.

Credo che un confine che nel tempo si rivelerà stabile ha a che fare col nastro rapporto con la natura. Il pianeta ci sta inviando segnali chiari: o limitiamo il nostro impatto sul mondo o questo ci confinerà ribellandosi al nostro sfruttamento eccessivo. Come sempre guidare un processo è meglio che subirlo. Speriamo di farne tesoro!

 


Martina Yehudit Loreggian è nata a Milano nel 1973. È laureata in Filosofia con una tesi in Logica. Ha lavorato per anni per una grande multinazionale, fino a quando ha deciso di mollare tutto e seguire l’aspirazione di fare la rabbina. Dal settembre 2019 frequenta il Leo Baeck College di Londra e lavora come studente rabbina per le comunità ebraiche progressive italiane, prima di tutto per Lev Chadash Milano, che è da sempre la sua comunità. Amante della natura, ha una passione sfrenata per gli animali.

 

 



 

/CONFINI/

@Confiniartproject è un instaproject creato con i video inviati dalle persone durante l’emergenza #coronavirus

È un progetto di Vera Pravda in collaborazione con @viafarini_org per generare comunità culturali, stratificazione visiva, vicinanze virtuali in questo tempo sospeso.

Chi desidera può partecipare al progetto con uno o più video di 15 sec. su www.confiniartproject.it o condividendo su instagram foto di libri sui confini con gli hashtags @confiniartproject e #confinibookchallenge

In affiancamento alla pagina Instagram, riportiamo qui highlights e approfondimenti.

 



 

Questo il video di @Confiniartproject scelto da Martina Yehudit Loreggian: ‘Ho scelto questo video perché ritengo ben rappresenti come dovrebbero essere i confini: mobili e permeabili.’

 

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Orecchie d’Asino | @orecchie_dasino

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OD’A è un duo artistico composto da Ornella De Carlo (Taranto, 1991), laureata in Arti Visive, e Federica Porro (Como, 1994), laureata in Letteratura Moderna.

www.orecchiedasino57.wixsite.com

 

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Da Orecchie D'Asino | @orecchie_dasino * La distanza in linea d’aria è la distanza minima tra due punti, che non tiene conto né del percorso, né di eventuali ostacoli o deviazioni. Nel video la distanza è rappresentata da un nastro segnaletico, una linea del tempo tratteggiata, che attraverso l’oscillazione, combatte la tendenza di rifugiarsi verso delle forme: l’essenza di una consapevole incertezza di misura. * #confini #borders #covid19 #quarantine #instaproject #fragilità #storie #resilienza #speranza #instavideo #igstory #limiti #artproject #distanza #nastro #oscillazione #incertezza #iorestoacasa #laculturanonsiferma #resistenzaculturale #culturamica #community #share #larteresiste #lagentilezzaticontagia #lagentilezzanonsiferma … @confiniartproject è un progetto di @verapravdaishere in collaborazione con @viafarini_org per generare #comunitàculturali #stratificazionevisiva #vicinanzevirtuali in questo tempo sospeso. … highlights di #confiniartproject su @GliStatiGenerali / www.glistatigenerali.com … Puoi partecipare al progetto con uno o più video verticali di 15 sec. ✨ link in bio

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