Amaro Teggiano, eccellenza italiana

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20 Settembre 2020

Metti un sabato di escursioni e bellezza e metti che al termine ti vada di raccontare quello che hai trovato a Teggiano, comune italiano di circa ottomila abitanti nella Valle di Diano, in provincia di Salerno, a cavallo tra la Campania e la Lucania. Chiamata anticamente Diano, la graziosa Teggiano stupisce il viaggiatore per l’eleganza delle sue architetture urbane e la gradevolezza di tutto ciò che si può trovare in esse. Certo, è sufficiente che voi facciate un giro sulle numerose pagine web che riguardano questo ameno comune per trovarvi la storia delle sue 13 chiese, tutte bellissime. Oppure quella della congiura dei baroni ordita nel 1485 da Antonello Sanseverino principe di Salerno contro re Ferrante d’Aragona e conclusa con un accordo fra le parti. Ed ancora del suo inespugnabile castello, dei suoi notevoli Musei (San Cono, delle Erbe, delle Tradizioni e quello Diocesano), della rievocazione medievale del mese di agosto e di tanto altro. Ma io, invece, voglio parlarvi di un prodotto artigianale locale: lo squisito Amaro Teggiano, che io ho trovato superiore ai più blasonati amari italiani in giro per enoteche e supermercati. Prodotto dalla famiglia Tropiano a partire dagli anni Novanta, è composto da un infuso segreto di erbe aromatiche e officinali del Parco Nazionale del Cilento e realizzato artigianalmente senza l’aggiunta di additivi o conservanti. Oggi la produzione è opera dei figli dell’ideatore, Gaetano Tropiano, i quali portano avanti con passione questa attività. Sul finire del 2013 Vincenza e Anna con l’aiuto di Vincenzo Sorbo nonché con il supporto della famiglia Penna (Mina, Alfonso e Tiziana) hanno rielaborato la ricetta rendendola amabile ed elegante nel gusto. Il figlio Michele, invece, gestisce un bar proprio di fianco all’enoteca della sorella Anna, sul corso principale del paese. È proprio qui che assaggio il mirabile amaro e ne resto affascinata. Così acquisto una bottiglia in formato da tre quarti che è quello che la famiglia Tropiano produce. La scarto, la ripongo sulla mensola del salone di casa, nell’attesa di essere degustato con le amiche. E penso alle tante eccellenze italiane che fanno grande il nostro Paese. E alla fantasia e laboriosità della terra campana. Penso alla bellezza dei nostri borghi ed alle eccellenze che in esse si nascondono. Così: in barba all’omologazione dei consumi nel mondo globalizzato. La bottiglia di Teggiano è di fronte a me mentre scrivo. Prosit.

 

Qui alcune foto del centro storico di Teggiano scattate da me

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CAT: Artigiani, PMI

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