Prof. Zingales purtroppo il “marciume” è più profondo

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29 dicembre 2016

Luigi Zingales ha pubblicato su Il Sole 24 Ore un articolo di cui riporto il link perché merita di essere letto per intero.

Sono alcuni anni che molti imprenditori, tra cui il sottoscritto, partendo dalla constatazione che nei nostri rapporti bancari c’era usura, hanno dovuto condurre, praticamente da soli, una battaglia controcorrente.

In questa vicenda abbiamo scoperto ciò che oggi anche importanti studiosi, come Zingales, affermano. L’unica soddisfazione è stata che, salvo in alcuni Tribunali o sezioni di Tribunali fortemente filobancari, abbiamo avuto importanti vittorie (è di qualche settimana fa la transazione di un amico imprenditore con un’importante Banca Popolare: a chiusura di più cause in corso, ha avuto la restituzione di 750.000 euro per interessi illegittimi su prodotti già conclusi).

Abbiamo trovato solidarietà e sostegno nelle Fondazioni Antiusura (sorte con la legge 108/96) che combattono il fenomeno a 360 gradi, compresa cioè l’usura esercitata dalla criminalità, usura criminale che il credit crunch sta facendo violentemente ingrassare. Abbiamo collaborato con le Fondazioni nel portare alla denuncia degli imprenditori usurati dalla criminalità.

Alcuni di noi hanno ritenuto indispensabile alzare lo sguardo dai problemi aziendali per cercare di capire, con un approccio serio e scientifico, le ragioni (cito Zingales) del “marciume” che intravedevamo.

Ma su questo ho già scritto qui: oggi è importante cogliere le importanti, e totalmente condivisibili, considerazioni espresse da Zingales:

  1. E alla fine […] paga Pantalone. Uno Stato che fatica a trovare i soldi per pagare i suoi debiti con le imprese, per restaurare le scuole pericolanti, per finanziare la ricerca stanzia la bellezza di 20 miliardi per salvare le banche.
  2. Salvare Monte Paschi, il simbolo del clientelismo politico se non massonico.
  3. Per questo è utile mettere l’attuale situazione italiana in un contesto storico
  4. L’opposizione non va fatta all’idea dell’intervento […] ma al modo in cui sembra essere stato congegnato.

Sono altrettanto importanti e condivisibili le proposte pratiche:

  1. L’intervento dello Stato non deve essere un colpo di spugna […] scoprire e punire gli eventuali colpevoli […] è un principio fondamentale dello Stato di diritto.
  2. L’azionista-Stato dovrebbe pubblicare la lista dei primi cento debitori insolventi di Mps,
  3. L’azionista-Stato dovrebbe promuovere una vera e propria commissione di inchiesta interna, che faccia luce sulle cause del dissesto. Per rendere questa inchiesta possibile, lo Stato dovrebbe introdurre immediatamente il reato di “ostacolo alla giustizia” per tutti coloro che distruggono o occultano dati relativi a tutte le banche.
  4. L’azionista-Stato dovrebbe imporre un cambio ai vertici
  5. Non è chiaro […] se i “rimborsati” saranno solo i clienti retail […] o tutti i possessori dei 2,1miliardi di subordinati venduti alla clientela retail. Nel secondo caso i beneficiari sarebbero anche gli hedge fund che hanno comprato negli ultimi mesi. Va bene che siamo a Natale, ma regalare i soldi pubblici agli hedge fund, mi sembra fuori luogo. Se poi si scoprisse che questi hedge fund sono legati in qualche modo al governo, ci sarebbe il rischio di una rivoluzione, a cui mi assocerei io per primo.

Nella generale condivisione dell’articolo devo dire che condivido al 200% le ultime righe. Negli ultimi sette anni, secondo i dati elaborati dal professor Maurizio Fiasco e resi noti dalla Consulta Nazionale Antiusura, oltre 450.000 famiglie italiane hanno subito un’esecuzione immobiliare. Per far capire la mentalità con cui gli hedge fund, o comunque i fondi speculativi mirano a sfruttare l’impoverimento di ampi strati della società italiana (di cui la cessione a sconto dei subordinati è una conseguenza) si può guardare il link, è breve (6 minuti), ma se avete poco tempo bastano gli ultimi 3 minuti

Perché ritengo che si debba scendere più in profondità?

Se non si colpisce (per parafrasare un’affermazione di Saddam Hussein passata alla storia) la madre di tutti i marciumi, gli stessi problemi si ripresenteranno fra qualche anno in una veste diversa, dopo che “Pantalone avrà pagato” e “gli eventuali colpevoli” per il MPS saranno stati scoperti e puniti.

Cerco di spiegarmi con un esempio preso dalla mia professione: nella trasformazione delle aree industriali in aree residenziali la crisi produttiva (il fatto negativo che aveva portato alla chiusura dell’azienda ed alla perdita di posti di lavoro) si trasforma in un fatto positivo, imponendo una bonifica radicale del sito che, talvolta, comporta la rimozione di terreno per molti metri sotto il livello del suolo.

Oggi la crisi, facendo vacillare in tutta la società e nei cervelli di molti intellettuali e professionisti, la forza, l’immagine e la conseguente egemonia della consorteria che negli ultimi 25 anni ha dominato l’Italia, offre l’occasione di una bonifica altrettanto radicale.

Ma deve essere chiaro qual è l’humus costitutivo del marcio da bonificare:

Proverò ad elencare alcuni fattori da bonificare, in aggiunta a quelli magistralmente elencati dal prof. Zingales.

IL MANCATO RISPETTO DELLA LEGGE 108 del 1996

Grazie alla consorteria collusiva gli istituti finanziari (con alcune, significative, eccezioni) non rispettano una legge dello stato, la 108 del 1996. In conversazioni private altissimi dirigenti o sindaci di banche hanno ammesso che la formulazione della legge è nettissima ed esclude ogni interpretazione: La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari […] per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.” è nettissima ed esclude ogni interpretazione. Però gli istituti di credito e le finanziarie hanno sempre preferito utilizzare le interpretazioni di comodo fornite, attraverso le “istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura” da Bankitalia, semplici indicazioni amministrative, a loro molto più favorevoli e, purtroppo, vangelo in alcuni Tribunali che antepongono il dettato amministrativo alla legge. Oltre a generare un contenzioso bancario ormai arrivato a livelli patologici (il ministero non pubblica i dati ma valutazioni giornalistiche parlano di centinaia di migliaia di cause)  il mancato rispetto della legge 108 del 1996 ha importanti conseguenze distorsive su tutto il sistema e ha generato una quota degli NPL. Roberto Marcelli (ASSOCTU), commentando il sostanziale raddoppio dei tassi soglia di usura attuato da Bankitalia nel 2010, scrive: “Nella scarsa trasparenza delle ‘Istruzioni’ e soprattutto delle FAQ di delucidazione, gli intermediari, collocando i fidi revocati nella nuova Categoria degli ‘Scoperti senza affidamento’, possono maggiorare i tassi corrispettivi del 30% ed oltre, nel rispetto della più alta soglia prevista per questa nuova Categoria di credito [……] divenendo in poco tempo una significativa fonte di profitto per gli intermediari. Prima del 2010 gli scoperti senza affidamento erano ricompresi nelle aperture di credito con una soglia, nella fascia di importo più basso, del 17% circa: con le modifiche ai criteri di rilevazione del TEG e lo scorporo in due distinte categorie, la soglia degli ‘Scoperti senza affidamento’ è balzata sino al 29,9%, marcando un divario di oltre il 50% dalla soglia prevista per i conti affidati (19,28%). Anche in questa circostanza le ‘Istruzioni’ offrono una equivoca e opaca copertura e gli intermediari ne vengono cogliendo il lato opportunistico. A FRONTE DI TASSI MAGGIORATI DI UN TERZO, ESTESI A TUTTI I CREDITI REVOCATI O CONCESSI IN SCOPERTO, I BENEFICI CHE DERIVANO AL BILANCIO DELL’INTERMEDIARIO SOPRAVANZANO DI GRAN LUNGA I MODESTI RISCHI DI USURA CHE, PER LA DETERMINATEZZA E TASSATIVITÀ DELLA NORMA PENALE, VENGONO GIUDICATI AL PIÙ LIMITATI ALL’USURA CIVILE”.

Due considerazioni si impongono:

  • quanti di questi “benefici che derivano al bilancio dell’intermediario” negli anni dal 2010 al 2015 sono poi finiti negli NPL? Per esperienza diretta sui c/c questi interessi al 30% annuo, più anatocismo trimestrale o annuale, costituiscono il 30/40% degli NPL stessi e spiegano anche le differenze sugli NPL con altri paesi europei dove la consorteria collusiva, in questo settore, è meno forte.
  • nessuno ha mai fatto notare la contemporaneità (il 2010) fra questa spremitura sui C/C delle PMI e delle famiglie e la contemporanea abolizione degli scenari probabilistici attuata in Consob, facilitando la spremitura dei risparmiatori, ma ci torneremo, magari con l’aiuto di quei tecnici e giornalisti che hanno denunciato la sparizione degli scenari probabilistici.

IL DECRETO LEGGE 231 NON PREVEDE IL REATO DI USURA

Roberto Marcelli, utilizza una formula cauta: “i modesti rischi di usura che, per la determinatezza e tassatività della norma penale, vengono giudicati al più limitati all’usura civile”. Nella realtà abbiamo in questo campo un esempio emblematico del potere della consorteria collusiva: il decreto legislativo 231 ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi da amministratori, manager o dipendenti,prevedendo sanzioni pecuniarie o interdittive. Si ha quindi l’attribuzione di alcuni tipi di reati non più solo alle persone fisiche che hanno commesso l’illecito, ma anche e soprattutto alle persone giuridiche. La banca in quanto persona giuridica, sarebbe astrattamente suscettibile di sanzione ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001. La forza delle lobbies bancarie ha sempre impedito l’inserimento del delitto di usura in tale elencazione. Il 23 maggio 2007 venne insediata una commissione, presieduta dall’attuale procuratore di Milano Francesco Greco, per lo studio e la proposta di riforme del decreto 231. La Commissione Greco, si riunì più volte, da anticipazioni su riviste specializzate sappiamo che studiò e/o propose l’introduzione di una serie di nuovi reati presupposto in grado di corresponsabilizzare l’ente, oltre a una serie di modifiche da apportare a quelli già presenti. Una delle novità riguardava un “nuovo” articolo 25 decies, che avrebbe dovuto prevedere l’introduzione dei reati di usura ed estorsione. La corresponsabilizzazione delle persone giuridiche per queste ipotesi delittuose sarebbe rientrata in un’ottica di contrasto all’attività della criminalità organizzata. Tutto fa pensare che la commissione Greco toccando interessi importanti, venne lasciata morire. E’ una ipotesi, visto che di ufficiale non vi è nulla, ma il risultato è chiaro: verso la fine degli anni ’80 la Cassazione escluse che l’attività bancaria fosse da considerarsi un pubblico servizio e da allora, come afferma lo stesso Francesco Greco, non esistono norme efficaci per reprimere le condotte di male gestio degli amministratori e dei funzionari bancari.

LA NORMATIVA SUI MUTUI SFAVORISCE I CONSUMATORI ITALIANI

In questo grande dibattito sugli NPL c’è una domanda per ora senza risposta. Perché in Italia,  rispetto alla media europea, più mutui e leasing (molto ambiti dai fondi speculativi per il sottostante immobiliare) finiscono negli NPL? Ci sono molte spiegazioni ma una delle più importanti è senz’altro il mancato rispetto delle 108 del 96. In passato ho collaborato con delle aziende immobiliari di altri paesi europei e trovandomi a studiare un mutuo fatto da una banca italiana di proprietà di una banca francese mi è saltata all’occhio una pesantissima differenza contrattuale. La banca in versione italiana pattuiva gli interessi di mora come segue: “ogni somma dovuta per qualsiasi titolo in dipendenza del presente contratto e non pagata produrrà ….l’interesse di mora a carico della parte mutuataria…..”  il tasso di mora (solitamente 3/4 punti in più del tasso di interesse) qui si applica sulla rata che è composta di capitale  più interesse, anzi i primi anni molto più interesse che capitale, determinando così un interesse altissimo e senza dubbio superiore ai tassi di usura.  La stessa banca in Francia pattuiva gli interessi di mora come segue: “….. in caso di mancato pagamento del mutuatario …. la Banca …… aumenterà del 3% il tasso di interesse che il mutuatario dovrà pagare fino alla ripresa del corso normale ….” il tasso di mora si aggiunge al tasso di interesse pattuito, ma si applica, sul solo capitale  della rata. Il debito così cresce di poco ed è recuperabile. Basta una semplice tabella excel, paragonando il debito che si accumula secondo i due differenti sistemi per capire che in pochi mesi in Italia il debito diventa irrecuperabile. Abbiamo poi fatto una ricerca ed abbiamo visto che anche alcune banche in Italia applicano il sistema, non potenzialmente usurario, europeo. Eppure, pur rispettando la legge 108 del 1996, fanno profitti.

 

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TAG: Fiasco Maurizio, Francesco Greco, legge 108 1996, luigi zingales, Roberto Marcelli, usura
CAT: Banche e Assicurazioni, macroeconomia

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