La Certosa di Napoli, capolavoro di incuria

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4 Gennaio 2016

C’è un grande paradosso, al tempo della Buona Scuola e dei neo bonus cultura per diciottenni.Capita infatti che alla Certosa San Martino, capolavoro della Napoli che si affaccia al mondo, il Ministero della Cultura non abbia i soldi per lampadine e giardinieri. Allora, i presepi rimangono senza luce, il Chiostro grande invaso dalle erbacce, il giardino all’italiana sepolto dalle foglie secche e costellato dalle cartacce dei soliti cafoni di ogni epoca e di ogni regione.

Sconsolati, i custodi di questa meraviglia allargano braccia e aggrottano ciglia, perché “le ditte che dovrebbero fare la manutenzione del giardino non sono state pagate dal Ministero” e allora c’è una novità, in costanza di Jobs Act e ripresa dalla crisi: chi non paga non può pretendere impegno, e quindi lavoro.

Certosa San Martino, Napoli, Chiostro Grande. 26 .12.2015

Certosa San Martino, Napoli, Chiostro Grande.
26 .12.2015

Problema di fondi, problema perenne. Alla Certosa il personale è già stato ridotto da cinquanta a quarantuno unità, causa riduzione delle risorse: alcune aree rimangono chiuse, accessibili solo con visite programmate a turno.

Del resto, Napoli non è nuova ad affrontare situazioni di questo tipo, quando la gestione di un sito è affidato alle sapienti mani ministeriali: alla reggia di Capodimonte questo blogger ricorda un solo piano su tre aperto per mancanza di personale, con solo un custode uno a gestire un intero piano. Delusione dopo delusione, visto che già per la seconda volta l’assetato di bellezza si era recato in loco, dopo essersi sentito rispondere che il museo era chiuso, per assenza di personale.

Nella stessa città un pugno di volontari, la tanto invocata società civile, da anni sta ripulendo a mani nude il sottosuolo della città, un vero e proprio mondo sotterraneo scavato nel tufo e intasato da scarti edili di mezzo secolo. Persone che, dopo l’ufficio o il baretto si mettono a scavare, restituendo ai nostri occhi una bellezza inquinata da animi incolti. Questo impegno ha portato alla riapertura del tunnel borbonico e della Napoli sotterranea dei quartieri spagnoli. Allora, a fronte di questo apprezzabile impegno dal basso una domanda sorge spontanea:

Certosa San Martino, Napoli, Turisti in visita alla mostra dei Presepi. 26.12.2015

Certosa San Martino, Napoli, Turisti in visita alla mostra dei Presepi. 26.12.2015

Ministro Franceschini e caro Matteo, dov’è l’inghippo, dov’è l’inganno fra quello che proclamate e quello che questo paese fa per la cultura? E’ quello di un giardino percorso da erbacce lo spettacolo che vogliamo mostrare al mondo? Siamo la generazione Erasmus e dell’i phone, ma non crediate che la torcia del telefono ci serva a illuminare un presepe del Settecento perché voi non comprate le lampadine. Non azzardatevi più. Siamo tutti di passaggio oggi, una generazione precaria e in viaggio e e dal futuro incerto, che non avrà pensione, con in tasca titoli ridotti al rango di figurine, lasciati soli da voi e da quelli prima di voi che erano pure peggio.

Abbiamo solo una domanda, solo una pretesa: non abbandonateci in questo bel presepio a contemplarne le crepe, spengendo la luce. Abbiamo paura del buio.

 

Certosa San Martino, Napoli, Chiostro Grande, 26.12.2015

Certosa San Martino, Napoli, Chiostro Grande, 26.12.2015

 

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TAG: beni culturali, Cultura, dario franceschini, LA buona scuola, Matteo Renzi, napoli, turismo
CAT: Beni comuni, Beni culturali

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