Un archeologo francese di 38 anni decifra un’antichissima scrittura iraniana

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28 Dicembre 2020

Grazie a questo lavoro, posso ora dire che la scrittura non è apparsa per la prima volta solo in Mesopotamia, ma che due scritti sono apparsi contemporaneamente in due regioni diverse.

François Desset, archeologo
Scienza e futuro

 

E’ stato scritto che la Francia ha il suo nuovo Jean-François Champollion (che decifrò la stele di Rosetta).

François Desset è un archeologo lionese, docente di archeologia all’Università di Teheran e visiting professor presso il Dipartimento di Beni Culturali, Archeologia e Storia dell’Arte, della Musica e del Cinema dell’Università di Padova. A fine novembre Desset è rimasto bloccato a Teheran dalla pandemia di Covid-19, e così ha deciso di mettere a frutto la quarantena per studiare un nuovo corpus di testi elamiti lineari incisi su magnifici vasi d’argento che attualmente si trovano a Londra. È riuscito a decifrarli servendosi di un metodo molto simile a quello utilizzato da François Champollion per i geroglifici egiziani (con i nomi dei Faraoni racchiusi nelle cartouches) oppure da George Friederich Grotefend, che identificò i nomi degli imperatori persiani Dario I e Serse nelle iscrizioni cuneiformi di Persepoli. Desset ha trovato la chiave in alcune espressioni ricorrenti che compaiono sui vasi, detti «gunagi», e da lì è stato in grado di dare un senso ai segni della scrittura elamita.

L’annuncio dell’importante scoperta è arrivato lo scorso 27 novembre.

La scrittura elamita in uso nel regno di Elam, nell’attuale Iran occidentale, è uno dei sistemi di scrittura più antichi del mondo, assieme al proto-cuneiforme in uso nella Mesopotamia e ai geroglifici degli egizi. Il sistema di scrittura fu scoperto per la prima volta nel 1901 da un’équipe di archeologi francesi nel sito di Susa, l’antica capitale del regno in questione, ma nessuno finora era riuscito a decodificarlo.

Desset ha dichiarato: “Scopriamo infatti che intorno al 2300 a.C. esisteva un sistema di scrittura parallelo in Iran e che la sua versione più antica – chiamata la scrittura proto-elamita (3300 a.C. – 2900 a.C. ) – tornava indietro nel tempo come i primi testi cuneiformi mesopotamiani. Perciò oggi posso affermare che la scrittura non è inizialmente apparsa in Mesopotamia e poi in Iran: questi due sistemi, il proto-cuneiforme mesopotamico e il proto-elamita iraniano, sono stati in realtà contemporanei”.

L’Elamita Lineare è una scrittura che si legge da destra a sinistra e dall’alto verso il basso. Da un punto di vista linguistico, l’Elamita è un isolato, cioè sembra non avere parentele con altre lingue come quelle del ceppo indoeuropeo o quelle semitiche. È una lingua estinta da almeno 2000 anni.

La scoperta di Desset arriva dopo quattordici anni di lavoro. Nel 2021 lo studioso francese pubblicherà il risultato delle sue ricerche.

L’archeologo Massimo Vidale dell’Università di Padova ha detto che “la Francia, per questa sua nuova opera di decrittatura, mantiene il suo primato nella comprensione degli antichi sistemi di scrittura perduti”.

Qui l’intervista video a Desset sulla sua scoperta.

 

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CAT: Beni culturali

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