Benevento: dopo Villa dei Papi una città più verde?

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15 Giugno 2021

La riapertura in pompa magna della magnifica Villa dei Papi, con in testa il Sindaco Clemente Mastella e le autorità civili e religiose cittadine, è stata salutata con gioia e ammirazione da tutta la città. Vero gioiello dell’arte in stile neogotico, fu costruita sui resti del convento di Santa Maria della Pace, crollato col terremoto del 1688, per volere dell’arcivescovo di Benevento, Vincenzo Maria Orsini, divenuto poi Papa Benedetto XIII. Il Papa la utilizzava come sua residenza nei periodi di soggiorno in città.

Il Sindaco Mastella, sfatando tutta una consolidata tradizione che voleva la Villa e il suo splendido parco “preclusi al popolino” (espressione che traiamo da una pagina facebook dedicata alle memorie cittadine), ha voluto aprire la struttura a tutti ma proprio a tutti e, presentandosi nelle vesti di colui che dice “lasciate che i pargoli vengano a me”, ha parlato ai tanti bambini presenti e dato il via all’apertura delle giostrine e alle degustazioni di zucchero filato.

Plaudono tutte le parti politiche, anche se c’è chi fa rilevare che c’è chi auspica che la Villa “non costituisca esclusivamente una tappa del “giro turistico” della campagna elettorale organizzato per coprire le innegabili carenze amministrative dell’intera consiliatura”.

Al di là di aspetti tecnici, giostre, parate varie, è qui importante sottolineare un paio di cose.

La prima, è che la Villa riacquisti il suo ruolo propulsore di cultura ed innovazione nel tessuto cittadino, perché gli usi, lodevoli, a cui nel tempo è stata destinata per poi essere abbandonata a se stessa, parlano un po’ di una politica che forse non ha avuto abbastanza nerbo da valorizzare nel tempo una così importante risorsa.

La seconda, è che questo sia il primo passo per rendere Benevento una città più ecologica, più verde, più vivibile. La smania cementificatrice ed i livelli di smog raggiunti, che rendono l’aria irrespirabile soprattutto nei mesi estivi (la città è in una pianura racchiusa da due fiumi) rendono ormai improcrastinabile questa urgenza. La città d’estate si svuota completamente e chi non va al mare fugge nei vicini centri più in collina (come San Giorgio del Sannio) o in montagna (come Montefusco) anche per una semplice pizza. Gli argini dei due fiumi, il Sabato e il Calore, necessita di una poderosa opera di bonifica, visto, tra l’altro, che gli amministratori hanno negli anni passati aperto le sponde del Calore alla movida cittadina, con l’idea di renderla una sorta di “Benevento sui navigli”.

Intorno ai plessi dell’Università mancano quasi del tutto aree verdi e non si è finora concepito di procedere alla piantumazione di alberi per rendere più respirabile la città nel suo complesso.

Gli unici spazi verdi sono la Villa Comunale, il Giardino di Rocca dei Rettori ed ora anche la Villa dei Papi. Adesso si può fare di più.

La foto di copertina è di Arturo Miele. Le foto della cerimonia di apertura sono tratte dalla pagina facebook di Clemente Mastella. La foto storica del 1880 è dello studio Fr.lli Pensa

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CAT: Beni culturali, clima

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