Il Campionato Europeo e la solitudine del Presidente Mattarella

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12 Luglio 2021

Illustrissimo Sig. Presidente Mattarella,

Lei ha ragione da vendere quando dice che «i giocatori azzurri, che hanno meritato di vincere pur giocando con due pesanti handicap: lo stadio e il gol preso a freddo». Questo nostri ragazzi sono stati grandi. Sono campioni, non solo sul campo, ma anche nello stile.

Non voglio di certo soffermarmi sul brutto gesto di rifiutare la medaglia d’argento a fine partita, e sull’uscita indecorosa dei giocatori inglesi prima delle premiazioni, perché su questo è già stato scritto tanto e non mi piace infierire su chi perde la faccia e la dignità in questo modo. Per un goal. Sì: è proprio questione di dignità e di stile. Di mettere in evidenza il carattere di un popolo che in quel momento si rappresenta a livello globale. Ripeto, non voglio attardarmi su questo. Ma voglio, brevemente, soffermarmi sull’importanza dei gesti pubblici che sono sempre stati così importanti nella storia umana. Voglio brevemente sottolineare la cafonaggine dei rappresentanti del Governo inglese, che l’hanno lasciata in solitudine sugli spalti. Non una stretta di mano, non un gesto di accoglienza che, per noi, sarebbe stato la cosa più naturale del mondo.

Dio salvi la Regina, ma la Regina salvi gli inglesi, che hanno perso ancora un’ottima occasione per dimostrarsi un popolo civile. Il Primo Ministro inglese ha ignorato la presenza del nostro Capo di Stato ed è sgattaiolato fuori dallo stadio a partita finita, senza nemmeno stringerle la mano. Neanche il principe William esce bene da questa competizione. Non un sorriso, non una parola per la bellezza della sana competizione, non un gesto di sana ospitalità, non un omaggio alla Sua persona, Presidente.

Non voglio soffermarmi su storie di popoli e civiltà, perché sarebbe fuori luogo e porterebbe a inutili e fuorvianti generalizzazioni, anche perché non tutti gli inglesi si identificano con gli hooligans. Ma voglio sottolineare che i rappresentanti politici del Paese ospitante hanno dimostrato la statura politica che non hanno e che forse non raggiungeranno mai. Come detto, ci sono gesti e simboli che pesano più di mille parole e che, in questo caso, dimostrano lo spregio alle norme della semplice buona educazione, ancora prima che dell’etichetta e della diplomazia. Dimostrano, dopo la Brexit, che non c’è nessuna voglia di collaborare con il resto dell’Europa e tanto meno voglia di inclusione (lo confermano le frasi razziste e le minacce di morte indirizzate dagli inglesi ai tre calciatori di colore che hanno sbagliato i calci di rigore).

Come sono lontani i tempi in cui il Re di Spagna, Juan Carlos, strinse la mano al Presidente Pertini allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, dove, l’11 luglio 1982, si era giocata la finale di Coppa del Mondo Italia-Germania Ovest.

Sig. Presidente, l’ho ammirata per il suo aplomb e per la sua ironia, davvero inarrivabile come quella di tutti i siciliani, per la misura con cui ha espresso il suo entusiasmo e per la sua capacità di motivare ancora di più i componenti della Nazionale. Immagino che la politica sia un campo di osservazione molto privilegiato sulle miserie umane e questo, negli statisti di calibro, si traduce nella capacità di superare quelle miserie e di guardare più lontano.

L’Italia ne esce veramente a testa alta, sotto il profilo sportivo, politico, calcistico e, soprattutto, umano. Come un messaggio positivo di eleganza e di stile.

Grazie, Sig. Presidente, per averci rappresentato in maniera così alta in questa importante competizione sportiva.

E onore alla Nazionale Italiana, che non ha rubato nulla a nessuno e che ha ben meritato la vittoria.

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3 Commenti

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  1. stefano-baccolini 3 settimane fa

    Non giocava la squadra di Juan Carlos che comunque per i suoi trascorsi in Italia tifava per noi

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  2. luciagangale 3 settimane fa

    Mi sembra di averlo scritto chiaramente: “…Juan Carlos, strinse la mano al Presidente Pertini allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, dove, l’11 luglio 1982, si era giocata la finale di Coppa del Mondo Italia-Germania Ovest”.

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  3. luciano-di-camillo 3 settimane fa

    Il duello di due Culture
    L’incontro / scontro Italia Inghilterra, a ben vedere, non dovrebbe esser ricordato soltanto negli eventi Cult dl grande Calcio, bensì, anche come un fatto di Costume. Il Dio Pallone ha preso il posto della antropologia, sociologia, psicologia nell’ottica di rivalutare la leggendaria Cultura Brit che volerla dire in una parola (ma, necessiterebbe un trattato) è stile nelle sue varie declinazioni; l’esito ne è un drastico ridimensionamento. Con una battuta, è andata nel pallone ! Tralasciando il gioco a cui bisogna riconoscere alla squadra il titolo di vice campioni, parimenti è superfluo rammentare le loro cadute di stile a tutti i livelli. Epperò, su un punto vorrei esternare alcune considerazioni e, segnatamente, alla loro superiorità a prescindere. Ovvero, di rispettare il Belpaese di cui hanno anche del sangue (romano) nelle vene (tralasciando il blu) e studino meglio le loro origini come quella della cosmopolita Londra fondata da Caio Hosidio Geta, originario di Histonium, attuale Vasto (Chieti)), artefice principale della definitiva conquista della Britannia che fece tracciare, nei pressi della riva del Tamigi, l’accampamento romano da cui, poi, prese avvio l’urbanizzazione della fortunata località che prenderà nome “Londinium”. Ma questa è un’altra storia. Luciano Di Camillo

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