Pallonate – 05

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3 luglio 2018

Eupalla, dunque, per il momento è viva, lotta insieme a noi e si mostra più ragionevole del solito. In primis ci ha definitivamente liberati da una squadra composta da azzoppatori di professione, banderilleros, mescolatori di paella, qualche nostalgico del Cuerpo di Policia Armada franchista e un giocatore grandioso che si chiama Iniesta ma che, oramai in via di pensionamento, s’era rotto, bontà sua, la minchia di portarsi sul groppone il circo equestre.

Poi ha evitato in extremis la maledizione di una vittoria del Giappone sul Belgio (e, per soprammercato anche l’handicap, per quest’ultimo, di doversi giocare un quarto di finale con i supplementari sulle gambe…).

Ci terrei a precisare di nutrire grande stima per la capacità guerriera dei giapponesi ma con tutta la simpatia, ieri, purtroppo, non si poteva sperare in un risultato migliore.

La spiegazione è semplice e basta dare un’occhiata allo svolgimento del mondiale per comprenderla.

La Seleção, questo portento del marketing mediatico per cui ogni telecronista si crede in dovere di tirare (letteralmente) in ballo eroi e semidei come in un’operetta di Offenbach, ad oggi ha fatto quanto segue.

1) Ha vinto due a zero con una squadretta delle sue parti (Costarica) e con un’altra (Serbia) nella quale dei bietoloni inebetiti tiravano pallonate a come capita

2) Ha pareggiato con l’unica squadra che, nella sua mediocrità, è scesa in campo per non perdere (Svizzera).

3) Agli ottavi ha incontrato una povera vittima (Messico) predestinate al dio Huitzilopochtli tramite ingozzamento di sostanze stupefacenti. Dopo i parossismi del primo tempo (dovuti all’assunzione delle sostanze di cui sopra) la vittima si è distesa supina sull’altare e s’è fatta sgozzare in preda a sopore post-estatico.

Queste le gesta leggendarie della squadra che fa sdilinquire ogni telecronista, di più non s’è visto, anche se c’è chi inneggia ai miracolosi portenti della bossa nova (Che numerooo!!!). Se il Giappone avesse vinto sarebbe stata la seconda vittima sacrificale regalando ai sambisti l’accesso alla semifinale: tra cembali e grancasse.

Eupalla non lo ha permesso. Rendiamo grazie e accontentiamoci. Col Belgio (se Hazard, Mertens e Lukaku si vengono, e ci vengono, incontro) la difesa del Brasile, che finora s’è nutrita di fichi sfatti, avrà almeno da masticare un torroncino. Restano ahimè ancora in gioco i franciosi; né sembra improbabile che Francia o Brasile arrivino in semifinale e se il Belgio si fa impolpettare e Cavani dimentica di essere Cavani potrebbe darsi perfino una semifinale tra loro.

E’ proprio degli dei divertirsi coi nostri travagli!

In tal caso, col cuore in pezzi, pregherò Eupalla affinché interceda per “Les Bleus”. Perfino i loro ancheggiamenti esistenzialisti sono preferibili a un altro svenimento fasullo della madame Bovary carioca. E se, questo laido salsero, arrivasse in finale…allora, punteremo tutto sull’altra squadra, quale che sia.

Poi, se è destino, scenderemo nel gorgo. Muti.

TAG: Cultura
CAT: calcio, costumi sociali

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