HAENEL E MERLANT, STELLE DEL CINEMA FRANCESE

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9 Maggio 2020

Adèle Haenel e Noémie Merlant sono due splendide attrici francesi che nell’ultimo scorcio del 2019 un pubblico più vasto ha potuto conoscere ed apprezzare attraverso un film che è un gioiello: “Ritratto della giovane in fiamme”, della regista Céline Sciamma, fino a quel momento quasi ignota al grande pubblico, la quale nel recente passato è stata legata sentimentalmente alla Haenel. “Il film l’ho scritto pensando a lei”, ha detto la Sciamma durante una conferenza di presentazione della pellicola, che ha riscosso un successo enorme negli Stati Uniti.

La reclusione forzata di questi due mesi permette di pescare in streaming qualche buon film ed approfondire la quantità di video su Youtube, pagine facebook e ancor di più Instagram e Twitter dedicate a queste due artiste molto amate, dalla Cina alla Francia, con alle spalle un notevole curriculum artistico, di cui qui in Italia pochi sanno.

La Haenel ha già all’attivo una filmografia immensa, tanto teatro, premi ambitissimi e riconoscimenti di sicuro prestigio; la Merlant ha un passato come modella, un matrimonio lampo con un regista, un presente come interprete notevole in ruoli complessi, un animo dolce e gentile e gli occhi più espressivi del cinema mondiale.

La Haenel proviene dalla buona borghesia francese. Il padre è un traduttore austriaco, la madre un’insegnante francese. È cresciuta con i suoi fratelli a Montreuil, ha studiato sociologia ed economia senza avere troppa voglia di fare la dirigente d’azienda. È stata definita “attrice buona per ogni terreno” in quanto ha lavorato nei ruoli più disparati. Ama essere diretta dai registi con i quali lavora ed entrare nella pelle dei personaggi che interpreta. Ha una presenza potente e magnetica, uno sguardo penetrante, una grande passione per la lettura e per la filosofia e si esprime molto bene, anche quando parla di concetti complessi. Parla francese, inglese e tedesco. Bella, colta, raffinata, nelle interviste si presenta con la sua intelligenza brillante e nervosa, da rosa selvaggia, e quasi sempre con l’aspetto dell’antidiva: mangiucchiandosi le unghie, martellando con le dita sotto il mento, mordendosi il labbro inferiore, a volte sedendosi da maschiaccio. Utilizza simpaticamente il suo intercalare: “Voilà”.

La Merlant ha i genitori che fanno entrambi gli agenti immobiliari. Dal canto suo è più posata, e di sicuro l’attitudine al lavoro di modella aiuta molto anche nell’ambiente cinematografico. Gli ammiratori che l’hanno conosciuta di persona la descrivono come una persona di grande garbo, eleganza e gentilezza. La sua carriera sta evolvendo verso il lavoro come regista, in quanto essa ama di più avere il controllo delle varie fasi di produzione del film. I suoi ultimi due film come interprete riguardano rispettivamente la tematica dell’oggettofilia e quella del cambiamento di sesso. Ruoli non facili, nei quali Noémie, con la sua versatilità, è entrata appieno, con la capacità innata di regalare grandi emozioni al suo pubblico.

La Haenel da bambina ha subito attenzioni particolari e morbose dal regista de film “Le diables”, di Christophe Ruggia, il quale dopo una sofferta intervista dell’attrice all’emittente francese Mediapart (“lui dice di avermi scoperto, invece mi ha soprattutto distrutto”) nello scorso novembre, è stato cancellato dalla Society of Film Director. La Haenel è stata la prima attrice di quella statura a scoperchiare una lunga faccenda di maschilismo e sessismo imperante nel cinema e nella società francese.

Qualche settimana dopo, durante la cerimonia di premiazione dei Cèsar (gli ambiti Oscar del cinema francese), quando durante la 45a edizione l’ambito riconoscimento è andato al regista Roman Polanski per il film “L’ufficiale e la spia”, sul famoso caso Dreyfus, Adèle Haenel, elegantissima in un abito blu di pizzo, si è alzata in piedi ed è uscita velocemente dalla sala esclamando due volte: «La honte!» (vergogna!) e aggiungendo ironicamente, all’uscita: «Bravo la pédophilie! Vive la pédophilie!». L’hanno seguita a ruota Céline Sciamma e Noémie Merlant, quest’ultima facendo il gesto cavalleresco di raccoglierle la borsa che le era caduta a terra sull’onda della concitata reazione della Haenel alla notizia, nonché uno stuolo di femministe. Per inciso Polanski, forse temendo rappresaglie di questo tipo, a rinunciato a presenziare la cerimonia. Com’è noto il regista francese è accusato di violenza sessuale su minorenne (una storia di ormai molti lustri fa, e con la vittima che lo ha perdonato), reato per il quale è fuggito in America, e di diversi altri abusi. Adèle Haenel Haenel è diventata il simbolo della protesta del movimento #MeToo nel cinema francese e su Instagram e social vari girano foto della sua presenza alla marcia dell’8 marzo scorso a Parigi, in compagnia della Sciamma, il suo pigmalione.

La Merlant è invece recentemente comparsa in due video su Youtube. Nel primo, durante un colloquio con il suo intervistatore, ha detto di avere contratto il Coronavirus e da lì in rete si è scatenato tutto un movimento di sostegno morale e di vicinanza all’attrice da parte dei suoi numerosi fan. Qualche giorno fa Noémie, con i suoi occhioni dolci, decisi ed espressivi, provata dalla quarantena ma in via di riprendere le forze, è tornata su Youtube parlando con grazia innata al suo pubblico di alcuni film da lei particolarmente apprezzati (per esempio ha fatto i nomi di Anna Magnani e Luchino Visconti). Mostrando una notevole competenza tecnica dell’arte del cinema. Come detto, la Merlant ha da poco girato un film. Il titolo è “Shakira”. È ambientato in una comunità di zingari.

Insomma per le due attrici trentenni è una stagione foriera di grandi risultati e di traguardi che si prospettano interessanti. Noémie si è lanciata come regista. Adèle ha firmato un contratto con la più grossa casa di produzione artistica di Hollywood. Il “Ritratto della giovane in fiamme” sembrerebbe essere stato il loro portafortuna. La storia dell’amore saffico tra la nobildonna (Heloïse/Adèle) e la pittrice (Marianne/Noémie), nella Francia settecentesca anterivoluzionaria, con l’elemento della fiamma che brucia, rimanda al tema dell’amore che inevitabilmente accende e cambia l’esistenza di chi lo prova, anche se inquadrata in schemi rigidi e convenzionali (Heloïse è uscita dal convento per sposare un uomo che non conosce). Mentre l’arte (il ritratto che Marianne fa di Heloise) immortala e fissa per sempre il sentimento che è nato tra le due donne, le quali, seppure con percorsi di vita diversi tra di loro, saranno sempre preziose l’una per l’altra nel proprio cuore. Senza rimpianto, ma con il ricordo che consola e addolcisce qualsiasi lontananza (“Ne regrettez pas, souvenez vous”, dice Marianne ad Heloise). Un aneddoto: dopo il primo bacio che le due donne si scambiano in una grotta in riva al mare (altro grande protagonista di questo bellissimo film), Adèle Haenel ha chiesto a Noémie: “Come ti senti?”. La Merlant ha interpretato sullo schermo ruoli anche molto sessuali, ma, in questo film, benché di sessuale non ci sia nulla, c’è quell’atmosfera di sensualità e tenerezza tipicamente femminile che pervade tutta l’atmosfera, in un crescendo di sguardi, tensione ed emozione che prelude all’amore fisico tra le due donne, sempre e solo accennato. Espresso attraverso baci appassionati tra i più belli non del cinema omoerotico, ma di tutta la storia del cinema. La bellezza e la precisione delle inquadrature, i colori che sembrano usciti da una tavolozza, i dialoghi essenziali ma penetranti (da rimarcare anche la magistrale interpretazione della nostra Valeria Golino), l’eleganza dell’ambientazione, i temi forti ed attuali relativi alla condizione femminile, insomma tutto fa intendere che a dirigere questo lavoro ci sia una regista donna. Il numero 28 che come tutti gli altri elementi ha un suo significato, è il marchio di fabbrica della regista, che a 28 anni ha incontrato la sua Adèle.

E la cosa più bella nel competitivo mondo del cinema è che tra Adèle e Noémie si sia stabilita un’intesa reale, che è cominciata con lo schermo e si è ora trasposta nella vita con un affetto sincero che lega le due attrici.

Diciamo grazie al cinema e all’arte che ci permettono di sognare, cosa di cui abbiamo un estremo bisogno, soprattutto ora.

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CAT: Cinema

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