Il cinema italiano che 40 anni fa parlava di tematiche trans

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14 Luglio 2021

Sono esattamente 40 anni dall’uscita di una pellicola dalla comicità irresistibile, firmata dal regista Pasquale Festa Campanile: Nessuno è perfetto, con Renato Pozzetto, Ornella Muti e Lina Volonghi.

In questa fase della storia parlamentare, caratterizzata da un acceso dibattito interno circa l’approvazione o meno del DDL Zan, le motivazioni esposte dagli opposti schieramenti si sprecano.

Non è mia intenzione entrare nel merito delle rispettive analisi, visti i tanti autorevoli commentatori sulla piazza e l’ossessione per lo status che si lega a certe idee, ma bensì evidenziare che l’Italia non è mai stata così provinciale come la si vuole dipingere rispetto a certe tematiche. Ed il cinema ne è una prova evidente.

Un tema di grande delicatezza viene trattato con ironia dal regista ed interpretato dagli attori in maniera superlativa. Ornella Muti è bellissima e professionale, Pozzetto tenero e comicissimo, la Volonghi immensa, con la sua voce inimitabile ed il suo carisma scenico.

Non credo che nel nostro cinema ci sia stato un esperimento di questa portata rispetto a certe tematiche. Una leggerezza di questo tipo, nell’affrontare una tematica complessa come questa.

Per la trama del film vi rimando a questo link. Di seguito, il trailer della pellicola.

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CAT: Cinema

2 Commenti

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  1. andrea-lenzi 3 settimane fa

    La leggerezza è sempre apprezzabile, ma la discriminazione è sempre là, e la causa principale è la cattodemenza biblica che avvolge il Parlamento, che, pur di non legittimare i “gay”, per 20 anni ha impedito si facesse una legge sulle unioni di fatto, danneggiando anche le coppie etero, e poi, costretto dalla EU ha fatto una legge monca, impedendo ad un membro della coppia di poter adottare i figli dell’altro partner (anche se fatti naturalmente, come piace sapere ai cattodementi)

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  2. andrea-lenzi 3 settimane fa

    digressione lessicale: Il termine “ironia” è usato spesso in modo improprio.
    “Ironia” (dal greco eiron: colui che domanda già sapendo la risposta) è solamente il dire, o scrivere, il contrario della realtà;
    può sfociare nell’umorismo, ma non è detto, come ad esempio in “sei puntuale come sempre” detto ad un ritardatario.

    Il termine “ironia” attualmente viene usato in modo scorretto, come sinonimo di:
    – “umorismo / leggerezza”, come nella frase: “prendere la vita con ironia”, che invece dovrebbe essere: “prendere la vita con leggerezza”, o come in “tizio è autorironico”.
    – “paradosso”, come nella frase: “l’ironia della sorte”, la forma corretta della quale dovrebbe essere “il paradosso della sorte”.

    Questo appiattimento della lingua è disfunzionale, poiché una parola ne sostituisce due e l’ascoltatore dovrà ricavare il significato esatto dal contesto, invece che dal vocabolo

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