Vittorio Gassman, il grande mattatore e seduttore se ne andava venti anni fa

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29 Giugno 2020

Straordinario, inarrivabile, completo, colto, intelligente, fisicamente dotatissimo. Vittorio Gassman ci lasciava il 29 giugno di venti anni fa per un attacco di cuore. Genovese, classe 1922, nei primi anni ’40 esce dall’Accademia di Arte Drammatica come il suo migliore allievo. Diventa quindi il padrone incontrastato della scena teatrale (interpretando più volte Amleto, Otello, Saul, Tieste e tanti altri), finché nel 1959 sbarca in Rai con la prima di dieci puntate della trasmissione varietà Il Mattatore, che lo stesso anno viene trasformato in film da Dino Risi. In quello spazio multiforme Gassman mette a punto tutto il suo talento versatile di cantante, ballerino, presentatore, showman, attore. Ne viene fuori un nuovo lato di Gassman, tutto da ridere, che lo indirizza verso un nuovo tipo di carriera.

I  punti di forza di Gassman erano la memoria e la voce, aspetti sui quali lavorava accanitamente. Era un lettore accanito e scriveva in maniera superba. Quando la professione lo spinse sempre di più verso il cinema, sarebbe rimasto sempre legato al teatro, anche dopo la sfortunata fondazione di un teatro popolare itinerante, inaugurato con uno sfarzoso Adelchi.

La sua filmografia è sterminata, anche se è noto che il 1962, quello del mitico Sorpasso, inaugurerà un fertilissimo sodalizio col regista Dino Risi.

Il Gassman uomo è noto per le sue doti di generosità, autoironia, disponibilità. Per la sua incapacità nelle cose pratiche come il far di conto e firmare un assegno. E soprattutto per la sua movimentata vita sentimentale (tre mogli, varie compagne e convivenze), che suscitarono scandalo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il suo anticonformismo gli guadagnò anche dei nemici nel mondo dello spettacolo e della cultura.

Ha avuto quattro figli da quattro donne diverse: Paola, la figlia maggiore, attrice di teatro, avuta dalla prima moglie Nora Ricci, un matrimonio in seguito annullato dalla Sacra Rota; Vittoria, oggi medico geriatra a Wesport, avuta dall’attrice Shelley Winters (che prima di lui aveva auto tre mariti); Alessandro, nato dalla relazione con l’attrice francese Juliette Mayniel, dal quale Vittorio si separa quando il piccolo ha tre anni; Jacopo, regista quarantenne con alle spalle studi alla New York University e alla Royal Academy di Londra, nato dalla terza moglie, Diletta D’Andrea, attrice. Jacopo è quello che ha conosciuto il padre più dei suoi fratelli, anche se ha perso il padre a soli 25 anni.

Gli ultimi anni della vita di Vittorio Gassman furono rattristanti dalla cupa depressione nella quale era sprofondato e di cui si vergognava. È sepolto al cimitero del Verano. Sulla sua lapide volle un epitaffio che recita: «Non fu mai impallato».

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CAT: Cinema

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