La società che non parla più di amore e uno spot che ricorda: «Dite di si!»

:
3 Maggio 2021

Il periodo è teso e angosciante e lo sappiamo bene. Abbiamo passato gli ultimi anni stressati dagli estenuanti ed inconcludenti dibattimenti dei politici in tv. Poi è arrivato il Coronavirus e l’unica emergenza sociale è diventata la lotta contro il virus che non accenna ad andarsene.

Finalmente, arriva uno spot che parla di amore. In maniera distensiva e ironica.

“Dites Oui” è il titolo della clip di 1.26 in cui le donne rivendicano il diritto di fare l’amore con chi vogliono, come vogliono, quando vogliono, “senza che la religione le reprima, le insulti, le giudichi”. Lo spot è opera del regista Ted Etienne e partecipa al Mobile Film Festival, un concorso internazionale che premia video di un minuto girati con uno smartphone.

Il messaggio è: «Une femme doit avoir la liberté de son corps quel que soit ses envies, son âge ou ses convictions!» (Una donna deve avere la libertà del suo corpo qualunque siano i suoi desideri, la sua età o le sue convinzioni!).

Inevitabilmente è arrivata una pioggia di commenti sui social e lo spot risulta essere subito divisivo tra l’opinione pubblica. Accanto a quelli che plaudono all’iniziativa e ne colgono il lato ironico e liberatorio, ve ne sono altri che guardano con sospetto questo tipo di trovate che, secondo loro, andrebbero verso una ulteriore oggettificazione della donna.

A nostro sommesso parere, è uno dei pochi messaggi sulla piazza in questo momento che colma un vuoto nella comunicazione. Pensateci: non si parla più di amore.

È un dato di fatto. La società è percorsa da angosce, paure, violenza, rabbia, odio. Il lessico, dal 2020, è diventato monotematico, impregnato com’è di termini e anglicismi relativi alla pandemia (su questa colonizzazione linguistica segnalo un interessante articolo qui: https://occhiodilucie.com/vocabulaire-pandemique-italien/).

I social, manco a dirlo, ne sono pieni. Il caso di Liliana Segre ricoperta di insulti e minacciata di morte per una foto scattatale mentre prende la sua dose di vaccino fa scuola. Ma è solo un caso tra centinaia, tant’è vero che prende finalmente consistenza la necessità di una legislazione appropriata contro i crimini relativi alle minacce e all’odio in rete.

Certo, non si tratta di sentimenti nuovi all’interno della società. Oggi i social amplificano e mettono in piazza gli abissi del cuore umano, mentre una volta questa era materia di studio per romanzieri e pensatori. I filosofi stoici nell’antichità o un filosofo seicentesco ma di perenne attualità come Benedetto Spinoza, ad esempio, hanno riflettuto a lungo su questo tema, evidenziando come siano perniciose emozioni come la rabbia e l’odio all’interno della vita pubblica. E Platone proponeva un percorso di perfezionamento attraverso il quale giungere dall’amore terreno alla bellezza ideale attraverso la conoscenza filosofica.

Altri tempi, voi direte. Forse. Ma è certo che in una comunicazione quale quella odierna, così aggressiva e manipolata, abbiamo bisogno anche di staccare la spina e concederci un momento di leggerezza come questo. Per parlare d’amore, in un mondo attraversato da conflitti e lacerazioni, mai in pace con se stesso e dove l’uomo si affanna a cercare una libertà che non riesce mai a conquistare veramente.

TAG:
CAT: Cinema, costumi sociali

Nessun commento

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

CARICAMENTO...