/CONFINI/ intervista a Giorgio Bonecchi Borgazzi, regista

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6 Gennaio 2021

per /CONFINI/ di Vera Pravda

 

Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini?
G.B.B.: Cinema, musica, letteratura, tutte le arti, ma in senso più vasto, direi, tutto quello che ha a che fare con la bellezza… e in particolare amo la natura che è la bellezza al suo grado più alto. L’orizzonte del mare è il campo visivo in cui mi piace perdermi…

 

Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa ‘confine’ nel lavoro che fai?
G.B.B.: Il confine fra realtà e finzione, perché è quello su cui si basano le arti visive, basti pensare alla fotografia e alla recitazione o al cinema che le racchiude tutte, annullandone i confini. D’altronde è nella natura stessa dell’uomo erigere ed abbattere confini. Tutti, nessuno escluso, da quelli fisici a quelli mentali, dalla conquista dello spazio a quelle sociali… Il cinema galleggia fra realtà e finzione, il loro confine è labile come quello che divide la ragione dalla pazzia, la vita reale dai sogni o dalle allucinazioni. Shakespeare scriveva che “anche noi siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni” e anche il cinema…

Giorgio Bonecchi Borgazzi, Sirena ©

E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili?
G.B.B.: Paradossalmente quelli invisibili all’occhio, tutti quelli che hanno a che fare con l’amore.
I confini che lo separano dall’odio, dal sesso, dalla passione amorosa, dall’amicizia… In genere mi piace sostarci ed esplorarli… Così come faccio con il confine più amato fra quelli visibili che è quello fra terra e mare. Sarà per questo che amo l’Egeo e le sue mille isole?! Quello che gli antichi greci chiamavano Arcipelago. Invece un confine che odio è certamente il muro dell’incomprensione fra gli esseri umani. Un muro per lo più invalicabile e indistruttibile.

© Giorgio Bonecchi Borgazzi, Urka Burka

In questi giorni di ‘confino’ come è cambiata la tua percezione dei confini?
G.B.B.: E’ un confino di protezione che per ora è la difesa più efficace contro la pandemia che ci affligge. Diciamo quindi che è un confino imposto a fin di bene, ma terribile da sopportare dato che l’essere umano è un animale sociale. Questo ci ricorda che anche se l’uomo è, per sua natura, atto ad abbattere muri e confini – spesso eretti da lui stesso, invero – non dovrebbe mai rompere l’equilibrio della natura e del mondo. Pena, la sua probabile o possibile estinzione. La terribile verità è che la pandemia ci ha colpiti perché abbiamo sconfinato. Abbiamo provocato l’ira della Dea Madre. La pandemia è un monito con cui la Dea ci consiglia di cambiare il nostro modo di vivere.

© Giorgio Bonecchi Borgazzi, Simona Fiori, Claudio Sciarrone, SIRENA

Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini?
G.B.B.: Vivere rispettando la natura e con essa noi stessi. Troppi esseri umani sono ancora sfruttati. Questo liberismo capitalista è il male assoluto.

© Giorgio Bonecchi Borgazzi, Sirena

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Giorgio Bonecchi Borgazzi ha diretto diversi corti e documentari selezionati e premiati in festival internazionali, fra cui spicca l’Official Selection del Sundance. Regista emergente, ma tuttora sommerso, Giorgio è finora sopravvissuto, realizzando commercials, docufiction e insegnando la scienza del cinema al Politecnico di Milano e in alcune scuole del Nord Italia, ma presto girerà il suo primo film e pubblicherà due graphic novel. Queste tre opere fanno parte di un originale progetto transmediale che s’intitola Sirena.

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/CONFINI/

@Confiniartproject è un instaproject, un’opera d’arte partecipata creata con i contributi visivi inviati durante l’emergenza #coronavirus

È un progetto dell’artista visiva Vera Pravda in collaborazione con Viafarini DOCVA – Documentation Centre for Visual Arts per generare comunità culturali, stratificazione visiva, vicinanze virtuali in questo tempo sospeso.

Chi desidera può partecipare al progetto con uno o più immagini o video sui confini su www.confiniartproject.it o condividendo su instagram foto di libri sui confini con gli hashtags @confiniartproject e #confinibookchallenge

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CAT: Cinema, Fumetti

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