I film horror? “Rispondono al nostro bisogno di crescere”

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16 aprile 2019

I film dell’orrore stanno vivendo un successo che non sembra destinato a declinare. Serial killer, bambole assassine, demoni, mostri, viaggi spaventosi nella psiche umana: la fantasia dei registi della paura non conosce confini. Come se ciò non fosse sufficiente, ci si mettono anche le case di produzione ad ampliare ogni storia per renderla più redditizia con sequel, prequel e reboot. E gli spettatori apprezzano molto, riempiendo le sale, guardando in streaming e in tv.

Come si spiega questo fenomeno? E inoltre, vedere troppe pellicole dell’orrore non ha conseguenze sulla psiche di alcuni spettatori? Per rispondere a queste domande ci siamo rivolti al dottor Giorgio Droetto, medico e criminologo di lunga esperienza.

Perché i film dell’orrore non conoscono crisi?

“Possiamo considerare il desiderio di vedere film definiti del genere horror come un tentativo di emancipazione della nostra parte infantile\adolescenziale verso l’età adulta. Nel giovane\adolescente questo è sicuramente fisiologico, rappresenta una prova di coraggio con il proprio “io” e la necessità di sentirsi “coraggiosi” e quindi “grandi”. Secondo il prof. Gleen Sparks (Purdue University) l’interesse per queste pellicole rappresenterebbe un antico residuo tribale per il passaggio all’età adulta, non necessariamente legato all’età anagrafica del soggetto. Quanti Peter Pan, adulti mai cresciuti o che nel loro inconscio si rifiutano di crescere, esistono nella nostra società, talora anche rivestendo nella scala sociale posizioni importanti (ahimè)”.

Ma il mondo reale non è già abbastanza horror di suo? Perché dobbiamo cercare la violenza estrema e il raccapriccio anche nei film?

“Lo spettacolo cinematografico o teatrale dell’orrore conferisce l’opportunità di sentirsi grandi e coraggiosi, offrendo però un paracadute protettivo: indipendentemente dal come, prima o poi, lo spettacolo finirà e tutto tornerà nel quotidiano. Rispetto alla realtà, dove la fine di certi incubi non è scontata, qui si è protetti dalla certezza che tutto avrà un termine.

Inoltre, uno spettacolo terrificante può rappresentare una sorta di rito di esorcizzazione dalla realtà e dai suoi incubi, un modo per scacciare o anestetizzare le paure quotidiane. Potremmo definirlo, anche se forse può sembrare discutibile, una vaccinazione agli orrori della vita reale”.

Guardare film horror può avere controindicazioni sulla salute psico-fisica? Per esempio la nascita di fobie specifiche come la coulrofobia, la paura dei pagliacci.

“Se la visione di tali spettacoli, in se stessa, può anche rappresentare un momento di crescita e di sfogo per un soggetto diciamo normale, la visione intensiva o esclusiva può essere configurata in un desiderio morboso, ossessivo, talora malato di una mente fragile, infantile che necessita di stimoli e sensazioni forti e può effettivamente determinare la comparsa di forme di “irrazionale fobia” verso personaggi completamente innocui nella realtà quali i clown, oggetti come bambole, animali come ragni, serpenti, topi”.

TAG: cinema, film, Horror, orrore, paura, storie
CAT: Cinema, Psicologia

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