/CONFINI/ intervista a Luca Tramontin, allenatore e analista sportivo

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5 Marzo 2021

per /CONFINI/ di Vera Pravda

 

Raccontaci di te: quali sono i campi che, per esperienza di vita o lavorativa ti sono più affini?

L.T.: Sport e sistemi lavorativi di squadra, rock, luoghi comuni, percezione del corpo.

 

Parlami del concetto di confine nella tua attività. Cosa significa ‘confine’ nel lavoro che fai?

L.T.: Il confine è la pazienza, l’unico problema è la sopportazione del “Pre”. Lavoro ad una serie internazionale e ho la nausea da spiegazione, finché non sarà in onda sarò sotto test di sopportazione. Poi cambierà tutto, quanti, ma quanti dovranno umiliarsi, ritrattare, etc. Non sarò buonista né buono quando (tra poche settimane) partirà la prima sigla negli schermi.

Il confine è un interruttore ON/OFF, risulti dispersivo e “ciancioso” un secondo prima, magnificente e trionfale un secondo dopo il big-bang, ovvero la messa in onda.

Idem per/con “Expand Hit”, il metodo per sbloccare singoli e aziende. Tutti vogliono power point e rassicurazioni. Ecco, il confine è questo, l’irritazione di dover spiegare e rassicurare, d’altronde è “roba” inedita, io e la mia squadra siamo fortissimi nel fare, ma “confinati” nel promuovere. O addirittura allergici. Quando poi riceviamo la grazia di poter passare al pratico tutti dicono “ooohhh non credevo”.

Confine nazionale… la povertà mentale di politici, imprenditori e genitori, a volte gelosi, più spesso paurosi. Sono un fan di Daniel Kahneman e lo cito: “Preferiscono un fallimento in un campo sicuro ad un risultato con un metodo nuovo”. Aggiungo: si preparano meticolosamente al vittimismo seguente al fiasco, questo porta insicurezza, pandemie e violenze domestiche. Sembra che le scuse per fallire siano vitali e rassicuranti.

 

E nella vita privata quali sono i confini che senti maggiormente visibili?

L.T.: Grossomodo gli stessi del lavoro: i “non mi convince” del prima e gli “oooohhhh non credevo” del dopo. In fondo è l’unico problema serio della mia vita che per il resto è un continuo di bellezze, divertimenti e scoperte, ogni giorno devo trascurare qualcosa di bellissimo a favore di qualcos’altro che vale ancora di più.

 

Luca Tramontin sul palco con Robin Le Mesurier, storico chitarrista di Rod Stewart e Johnny Hallyday mentre eseguono Honky Tonk Women dei Rolling Stones, ph. Pino Fama ©

 

In questi giorni di ‘confino’ come è cambiata la tua percezione dei confini?

L.T.: Dispiaciuto e preoccupato da cittadino cosciente, ho avuto un’ulteriore impennata lavorativa, umana e anche fisico-atletica, tre aspetti che già andavano bene prima. La nostra serie Tv (SPORT CRIME) è stata montata, musicata, editata e post prodotta durante il lockdown pesante. Abbiamo accelerato le riprese prima (passando per matti che facevano di fretta) e impostato un sistema di condivisione basato sulle parole chiave che ci permettesse di lavorare 10, anche 14 ore al giorno, di pagare persone che sarebbero state ferme e disoccupate. Sul piano personale ho usufruito di rapporti personali privilegiati, dell’investimento sul verbo divertirsi, sul non-confine tra lavoro e interessi personali. Il dispiacere dalle news, e la bellezza della cerchia umana e lavorativa che mi sono costruito intorno.

Ricorderò questa fase con questa doppia valenza. E il sapersi allenare: provo pena per chi ha iniziato a fare le flessioncine impiegatizie durante il lockdown, magari infiammandosi la spalluccia perché sul video dicevano così e così. Senza aver mai curato il gusto, il culto dell’allenamento serio, del recupero muscolare, del benessere viscerale, e lo dico da malato di Crohn che – grazie a questo sistema deriso dall’italiano-bene – sta meglio dei non malati.

 

Luca Tramontin in una pausa nell’allenamento di rugball del FC Lugano Calcio ©

 

Come pensi che cambieranno le nostre vite dopo questa esperienza? Quali saranno i nostri nuovi confini?

L.T.: Molti confini salteranno, sono tra gli ingenuoni che la vedono in positivo: le aziende possono sprecare sul loro “sicuro” (detto alla Kahneman, si traduce con fallimentare e conosciuto) ancora per poco: gradualmente stanno slittando verso l’utile, e qui cito il mio altro faro culturale, Jeremy Bentham quello del principio di utilità.

Prima della pandemia lo spreco aziendale era giustificato e quasi coccolato, adesso è ora di rivolgersi a chi fa presto e soprattutto fa davvero. Tremendo che si debba passare per una pandemia per avere un rinnovamento del mondo del lavoro e dei rapporti umani.

Prima le famigliole potevano nascondere sotto il tappeto delle “giornate piene” il problema della non accettazione dei corpi, la reclusione ha fatto da enzima evidenziante, con danni gravi ma (spero di non essere frainteso) anche utili.

 

Luca Tramontin con il compianto porcellino d’india Kriv per una rivista di animali ©

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Luca Tramontin, allenatore, analista sportivo, docente.

Unico atleta affetto da talidomide a raggiungere la serie A di rugby, ha allenato squadre maschili, femminili e di disabili, inventando e codificando una formula specifica (Orules) di rugby di contatto estendibile anche a disabilità gravi.

Analista degli sport di squadra, collabora con varie squadre per la veicolazione delle tecniche da uno sport all’altro.

Esperto di comunicazione e docente di psicologia e sociologia dello sport (Ca’ Foscari, IUSVE, LAC, LUDES Lugano), è specializzato nell’uso del contatto nelle strutture aziendali, scolastiche e sociali.

Protagonista nella parte di se stesso della serie tv internazionale SPORT CRIME.

Parla correntemente italiano, inglese, spagnolo, serbo-croato e francese.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Tramontin

 

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/CONFINI/

@Confiniartproject è un instaproject, un’opera d’arte partecipata creata con i contributi visivi inviati durante l’emergenza #coronavirus .

È un progetto dell’artista visiva Vera Pravda in collaborazione con Viafarini DOCVA – Documentation Centre for Visual Arts per generare comunità culturali, stratificazione visiva, vicinanze virtuali in questo tempo sospeso.

Chi desidera può partecipare al progetto con uno o più immagini o video sui confini su www.confiniartproject.it o condividendo su instagram foto di libri sui confini con gli hashtags @confiniartproject e #confinibookchallenge

In affiancamento alla pagina Instagram, riportiamo qui highlights e approfondimenti.

 

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TAG: arte contemporanea, cinema, confini, ConfiniArtProject, intervista, Luca Tramontin, rugby, Vera Pravda
CAT: Cinema, rugby

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