Previsioni del tempo: effetto Serra

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18 Marzo 2019

Sembra che la scelta dell’argumentum praecipuum del prossimo futuro (siano giorni o mesi non saprei dire con precisione) sia effettuata: si tratterà del cambiamento climatico. E’ un problema reale? Certo! E deve esserlo. Contrariamente all’imbecillità di tipo reazionario che presenta caratteristiche ruspanti, intestinali, quasi sempre inattuali e spesso folkloristiche, quella progressista ci tiene infatti ad ostentare scientificità. Il progressista veste oggi in giacca di tweed con toppe ai gomiti laddove il reazionario si abbiglia da coatto. Chi dei due sia più elegante, ovviamente, è questione da consegnare ai posteri ma resta il fatto che gli argomenti del primo sono quasi sempre posati, non di rado supportati accademicamente e mai privi di quella andatura notarile che lascia intravedere sempre le opportune attestazioni istituzionali. Se mai si volesse stilare una classifica tra gli argomenti adatti all’habitus progressista è sicuro dunque che IL CLIMA si candiderebbe al podio. E’ uno di quei temi che attraggono, quasi per forza gravitazionale, l’ago smagnetizzato della bussola fuori uso di quel “popolo di sinistra” che non sa più come passare il tempo (Saviano, Zoro, Crozza, Fazio vanno benissimo ma ogni tanto occorre immergersi nel flusso della vita per non scordarsi i bei tempi). La materia climatica si raccomanda caldamente per via del suo ecumenismo. Non è difficile immaginare concerti internazionali nel corso dei quali Sting, Bono e Lady Gaga schitarrano ecologicamente per conto del riscaldamento globale. Possiamo perfino ipotizzare senza precipitare nella utopia (che può essere cosa pericolosamente estremista) manifestazioni oceaniche con, in prima fila mano nella mano, Angelina Jolie e l’ultimo dei rider, Johnny Deep e il raccoglitore di pomodori. Possiamo figurarci Greta Thunberg al banchetto che distribuisce gratuitamente estratti autografati del libro biografico scritto dalla mamma e già edito in quattro lingue.
Sono immagini che commuoveranno il mondo e nello stesso tempo non costituiranno un investimento in perdita per i media accorsi in massa ma zucchero, si sa, non guasta bevanda. D’altra parte, la questione climatica è utile a far chiarezza su un altro punto fondamentale che è stato meravigliosamente esposto, l’altro ieri in uno stupefacente elzeviro dal faro dei progressisti locali, il signor Michele Serra.
La cosa va sintetizzata in questo modo: non c’è, nella questione climatica, alcun “Potere Cattivo” che ne sia responsabile. Il danno l’abbiamo fatto NOI TUTTI. Anzi il caro Serra, onore al merito, stavolta non ha neppure usato la prima persona plurale e ha preferito la seconda scrivendo in sostanza: VOI TUTTI. Infatti è proprio “IL POPOLO” del pianeta, ha aggiunto, che non ne vuole sapere della questione climatica per la quale al contrario “LE ELITE” (e lui, modestamente, fa parte del novero) si spendono generosamente.
Si capisce dunque quale aureum argumentum sia oggi IL CLIMA per il progressista.

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: clima, Media

Un commento

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  1. massimo-crispi 2 anni fa

    Il vapore creato dal riscaldamento globale serve a non far vedere il vuoto che nasconde…

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