Cittadini modello

29 Agosto 2017

Il cittadino modello fa raccolta differenziata, non consuma olio di palma, fa notare ai fumatori che non si fuma, agli imbrattatori che non si imbratta e può, occasionalmente, assumere atteggiamenti meno concilianti. Sarà allora il vegano che malmena il pescatore e ne prende a sberle il figlio per creargli una coscienza ambientalista. O il benestante riflessivo che, in attesa di aiutare il migrante a casa sua, lo ributta a mare (per razzismo? No, per fargli un favore).

Questo cittadino non lesina rimproveri alla “Casta”: spesso vota Beppe Grillo (per chi ha votato in passato? Non se lo ricorda…). È un putiferio di forconismo privo della consapevolezza in grado di trasformarlo in critica dell’esistente; e cioè in qualcosa di diverso da un trasalimento inconsulto che scuote il corpo del dormiente senza alterarne i sogni. Sembra un risveglio e non lo è. Chi ne è scosso si muove come uno zombie. Pare vivo ma colpisce a caso ciò che cade nel suo raggio d’azione.

Facciamo un esempio impopolare (voglio mettermi subito dalla parte del torto). Un disoccupato appicca un incendio al bosco per percepire poi, contribuendo a spegnerlo, la paga prevista per i volontari (dieci euro all’ora). Lo zombie invoca l’ergastolo e la pena di morte. Il presidente della Grande Lega Arborea, ovviamente, reclama “pene esemplari” e la testa del colpevole su un piatto d’argento. Lui tra i boschi alpestri ci va in vacanza con tutta la famiglia, in resort con piscina. Ha mai avuto la necessità di decidere tra un albero bruciato e un figlio da crescere? No? Buon per lui.

Ma io vorrei fargli una domanda. Mettiamo che fosse lui il disoccupato, con una moglie e un paio di figli. Mettiamo che dovesse pagare le bollette, l’affitto, dare da mangiare a tutta la famiglia. Mettiamo che si trovasse a scegliere tra incendiare un bosco o finire sotto un ponte. Che farebbe lui in quella situazione: li brucerebbe o no quegli alberi?

Io, per me, non ho una risposta…ma, certo, io non sono un cittadino modello. Lui invece, che lo è, una risposta se l’è data e la stessa risposta se la danno migliaia di altri cittadini modello. C’è forse qualcosa di sbagliato nel praticare forme virtuose di cittadinanza? Assolutamente no. Ogni giorno infatti è preso in castagna un colpevole e dato in pasto, con tutti i conforti della legalità, alla virtù civica. Bocconcini che ne solleticano l’appetito e la incanagliscono sempre di più.

E mentre appronta il rogo a chi timbra il cartellino fuori orario (per stipendi da fame) il cittadino modello chiede l’autografo a chi guadagna milioni per giocare a pallone o dire stronzate in tv. Anzi ne vota pure, assai volentieri, qualcuno. Percepire una relazione tra le due cose, si capisce, è ormai sospetto.

Chi ruba mezz’ora al cottimo, dunque, va messo alla gogna ma che un altro incassi milioni mentre a milioni stringono la cinghia non è vergogna perché “questo è un paese libero” e “la ricchezza non è una colpa”. Giusto.

Solo la povertà lo è.

TAG: politica
CAT: costumi sociali, Media

7 Commenti

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

  1. latomm 3 anni fa

    Che idea un articolo del genere. Sogliandolo della critica agli zombi, su cui non c’è niente da dire, resta una strana somiglianza con la ben nota “comprenione per chi non paga le tasse”.

    Rispondi 0 0
  2. umbertob 3 anni fa

    Dall’evasione fiscale di necessità all’abusivismo di necessità ora siamo arrivati agli incendi dolosi di necessità. Massì gli articoli del codice penale son inutili orpelli scritti solo per i ricchi. Torneranno quindi anche gli espropri proletari? E se le occupano la casa (sempre per necessità si intende) lei ce l’ha una risposta oppure lascia fare in attesa di averla?

    Rispondi 0 0
  3. ugo-rosa 3 anni fa

    Vai coi commenti dei cittadini modello: avanti il prossimo :-)

    Rispondi 0 0
  4. marco-baudino 3 anni fa

    Avanti nessun altro. Merita il silenzio e l’oblio, su quanto ha scritto.

    Rispondi 0 0
  5. ugo-rosa 3 anni fa

    Avanti nessuno…tranne lei che è talmente modello da superare perfino i veti che si mette da solo. Insomma si capisce subito di che pasta è fatto (“tutti zitti che parlo io”). Complimenti per la trasmissione :-)

    Rispondi 0 0
  6. maumod 3 anni fa

    È una condizione privata nei primi anni 70. Lo chiamavamo “perbenismo” e ci faceva schifo. Oggi ho ancora meno da difendere di ieri, il fine giustifica i mezzi nn mi piace proprio perché ogni giorno devo trovare soluzioni lecite per vivere. Saluti.

    Rispondi 0 0
  7. umbertob 3 anni fa

    “Ci” faceva schifo? E chi erano codesti schifati? Chi non sopporta le opinioni altrui? Indubbiamente per i faziosi è tutto schifoso tranne le proprie opinioni

    Rispondi 0 0
CARICAMENTO...