Crociati da crociera

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3 Gennaio 2018

Il sistema mediatico non possiede strategia ma solo tattica. Nessun disegno soggiace ai colossali singulti della gelatinosa ameba planetaria che non ha altro progetto al di fuori di un ulteriore, grandioso, conato. Questa pulsione lo muove in una direzione o nell’altra. Nei suoi sommovimenti ciclopici agisce con istinto cieco ma infallibile e sceglie, di volta in volta, gli alimenti in grado di nutrirlo nella maniera più efficace. E’ così che vengono fagocitati eventi, libri, film, spaventose catastrofi e fatti di cronaca irrilevanti, bombe e moscerini. Personaggi insignificanti, perfetti idioti, acquisiscono per la durata di un singhiozzo, la statura di titani del pensiero per essere subito inghiottiti e digeriti da quella massa viscosa. Il triste, ma per niente straordinario, periodo di terrore che stiamo vivendo vede l’emergere dell’intellettuale da battaglia: quello che con piglio guerriero dice “Basta!”, (proprio come fa il cretino medio…) ma citando Nietzsche e vuole che, mentre lui tiene cattedra a pagamento, gli altri menino le mani, ammazzino e si facciano ammazzare gratuitamente. E’ una maschera vecchia come il cucco ma, ogni volta, presentata come nuova. Talvolta si tratta di prodotti locali, talaltra d’importazione ma, poiché il momento ci vuole rivolti ad oriente, in questo frangente è particolarmente gradito l’intellettuale dal nome esotico. Zanaz è uno di questi. Ha pubblicato un libro, “Sfida laica all’islam”, che porta un delizioso sottotitolo: “La religione contro la vita”.

l’Islam è chiamato “fascismo verde”, definizione che giustifica e puntella (da sinistra?) i titoli di cui proprio la gazzetteria fascista ci ha gratificati dopo gli attentati di Parigi (“Bastardi islamici”). Il libro beneficia della prefazione di un altro intellettuale di riferimento mediatico, Michel Onfray, uomo che sa scegliersi il parrucchiere e che suona il mandolino per quelli che sono andati “oltre” la destra e la sinistra. Un produttore di luoghi comuni tirati a lucido (“il rassentiment di una sinistra che non vuole fare diventare ricchi i poveri bensì poveri i ricchi”…figuriamoci…altri Cavalieri, qui da noi, hanno scritto di meglio senza aver mai letto Nietzsche…) una catena di montaggio di stupidaggini rimesse a nuovo per il cretino in ritardo che se l’era perse in prima visione e di tambureggianti minchiate dionisiache.

In due non farebbero un coglione ma, con l’aria che tira, quel poco sembra una guallara. Zanaz ha anche il pregio di chiamarsi Hamid e di essere algerino e questo, per il sistema mediatico è, allo stato dell’arte, un valore aggiunto. Per il resto, ai fini della convulsione mediatica, la stupidità è un vantaggio perchè nessuno convince gli stupidi quanto un altro stupido e, d’altraparte, nessuno quanto uno stupido è convinto delle stupidaggini che dice. La stupidità è credibile ed in questo consiste la sua forza. Che simili idiozie rigirino il coltello nella piaga di una ingiustizia epocale è irrilevante: conta solo il fremito di questa gelatina mediatica che invade il pianeta e non possiede volontà né coscienza.

TAG: Cultura, islam
CAT: costumi sociali, Media

Un commento

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  1. pasquale-hamel 3 anni fa

    Il libro è di qualche anno fa. Si tratta di un libro sofferto scritto da chi ha sperimentato sulla propria pelle gli effetti dell’intolleranza propria di certi regimi islamici. Zanaz, contrariamente a quanto scrive il nostro articolista non ha tratto vantaggi da questa sua “spietata analisi” di credo che si manifesta come antimoderno e totalizzante. Zanaz, anche se in qualche caso appare esasperato, apre gli occhi su cos’è l’Islam al di là del solito politically correct

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