Dove vai in vacanza?

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29 giugno 2019

La visione del mondo del progressista è di tipo turistico. Si sposta, armi e bagagli, da un argomento all’altro in base all’avvenenza dei depliant forniti dai tour operator ai quali, di volta in volta, si rivolge e si affida. Perciò fa incetta di mete senza averne alcuna che abbia un senso e prende in visione tutto il visionabile senza vedere niente. Una specie di frenesia turistica lo conduce a qualsiasi deambulazione che gli venga proposta a buon prezzo: dalla raccolta di firme per la prevenzione della moria dei castori alla marcia di solidarietà per gli armadilli, dalla difesa del cachet della LIttizzetto alla mobilitazione per il diritto alla maternità di Elton John. Queste passeggiate nei boschi narrativi lo fanno stare al fresco e lo tengono a distanza di sicurezza dalle spiacevolezze della vita quotidiana, in cui un vecchio pensionato alla fame viene vessato in un ospizio per poveri e un disoccupato si spara. Preferisce la rappresentazione tridimensionale di una recita planetaria con protagonisti di prim’ordine dai nomi vagamente esotici (Greta…Carola…Asia…) e trame avvincenti. In genere propende per i viaggi organizzati ma talvolta non disdegna il fai da te con i relativi, quasi fatali, inconvenienti. E’ quello che è accaduto, nel loro piccolo, a quei progressisti avventurosi che, imbarcatisi nel viaggio con un comico al comando e non si sa bene quali aspettative, hanno finito per ritrovarsi a fare gli inservienti di bordo a un equipaggio di canaglie. Da cinque stelle alla sentina. Un classico. Sono divertentissime, a questo proposito, le dichiarazioni di quei progressisti d’assalto che adesso reclamano il rimborso, il quale naturalmente arriverà e ridurrà tutto, per loro, a uno spiacevole week end da dimenticare. A pagare saranno quel pensionato e quel disoccupato di prima che, per di più, dovranno assumersi, e già lo fanno, anche il carico quotidiano con cui ormai si qualifica la loro rabbia impotente: barbarie, cafonaggine, rozzezza, ignoranza ecc.
Qualcuno, del resto, già organizza viaggi di studio e di piacere tra gli ultimi della terra. E’ notizia di ieri che la baraccopoli di Mumbai ha superato, come meta turistica, il Taj Mahal. E lì infatti, e non altrove, che si può veder pulsare la calda vita, così come la si vede pulsare sui barconi che affondano nel mediterraneo e, nell’uno e nell’altro caso, si può (beninteso a piacimento) fare l’elemosina che aggrada. Un toccasana per la coscienza. Il turismo progressista perciò ormai non conosce più frontiere.
p.s.
…tra i visitatori dello slum, naturalmente, spiccano proprio quei pensionati d’oro che, non appena si paventa la possibilità di togliere qualche centinaio di euro alle loro migliaia, offrendo la possibilità a qualcun altro di sopravvivere, s’indignano oltre ogni dire e incaricano caterve di avvocati per ricorsi che, puntualmente, vinceranno.
Perché, si sa, la legge è uguale per tutti e protegge tutti: anche i turisti minchioni.
Anzi, soprattutto loro.

TAG: Carola Rakete, Cultura, Facebook, giornalismo, Greta Thunberg, immigrazione, politica
CAT: costumi sociali, Media

2 Commenti

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  1. federico.gnech 4 mesi fa
    Come va la cistifellea, Architetto Rosa?
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  2. ugo-rosa 4 mesi fa
    …la mia (facendo corna) benone! E' quella del progressista che, al momento, con Calenda e Damiano al capezzale e Salvini che viaggia verso il quaranta per cento mi sembra necrotica...si potrebbe tentare solo una colecistectomia ma mi sento in dovere di dirglielo: la prognosi rimane infausta :-)
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