Esegesi del commentatore medio – 1

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4 maggio 2019

Il mio ultimo pezzo è stato condiviso da più di cento persone.
Considerato che chi l’ha scritto si chiama nessuno la cosa va vista come una manifestazione di solidarietà nei confronti di Lavinia Flavia Cassaro. E’ questo, soprattutto, a farmi piacere: non ho fatto molto ma questo poco l’ho fatto.
Ho ricevuto anche parecchi commenti.
Ne scelgo un paio, indicativi di quel “modus cogitandi” progressista oramai pervasivo e di cui mi piace occuparmi.
Ecco il primo:
“Ma scherzate?? Un insegnante che grida “morite” a gente che fa il proprio lavoro non merita di essere licenziata dal servizio pubblico? Ma come ragionate? E come fate a mettere sullo stesso piano la Diaz con questa vicenda, ed il 1 maggio? L’importanza del ruolo del docente nella formazione dei giovani…il rispetto per le istituzioni…la polizia che compie il suo dovere ecc…”
Chi scrive è un’ottima persona. Le immagini del suo profilo la ritraggono con strisce arcobaleno su cui è scritto: “IO STO CON RIACE”, “SI’ IUS SOLI”, “DALLA PARTE DEI RIFUGIATI”. L’amore per l’umanità la vince su tutto. Si respira filantropia ad ogni rigo. Gli abbracci vi si estendono da un capo all’altro del mondo e un sorriso non si nega a nessuno. Da questa parte del tropico del cancro però se dopo essere stata semiaffogata con l’idrante e chiamata “troia comunista” (nel corso di una manifestazione antifascista…) una donna grida “vaffanculo” a chi gli agita contro il manganello e gli punta la pistola sotto il naso, le si deve togliere il pane dalla bocca. Qui la schizofrenia progressista si presenta allo stato brado, nella sua forma primitiva e, direi quasi, archetipica. La ferocia inusitata nei confronti di chi non si adegua alle prescrizioni ufficiali si concilia con l’amore per i gatti. La vita è bella…i bambini ci guardano…ma, per insegnar loro l’educazione, il ribelle va scannato. Di volta in volta, in funzione delle ricorrenti solidarietà richieste dai media, questo soggetto fa finta di essere qualcosa (newyorkese, londinese, parigino, ebreo, madrileno…) per non mostrare chi è per davvero. Purtroppo però la canaglietta è furba e, in occasioni come questa, fa malgré tout capolino. E’ il double bind classico del progressista medio. La ferocia si alimenta di filantropia, l’indifferenza annoiata nei confronti di chi abita dall’altra parte del marciapiede si nutre dell’afflato umanitario verso i mondi lontani, salta la pozzanghera sotto casa e se ne vola all’equatore. L’esotismo fine ottocento fa il paio con la solidarietà per gli alieni. La Polizia fa sempre il suo dovere, le Istituzioni pure, il Presidente della Repubblica è un galantuomo e i Giudici sono sempre eroi. Lo Stato? E’ quello che è Stato e che sempre Sarà fino alla fine dei tempi. Si tratta solo di amministrarne la brutalità: guardare con simpatia chi, senza lamentarsi, muore di fame e fargli, se occorre, l’elemosina ma essere spietati verso chi si permette sfrontatamente di imprecare mentre crepa.

TAG: Cultura, Facebook, giornalismo, italia, Lavinia Flavia Cassaro, Lavoro, politica
CAT: costumi sociali, Media

Un commento

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  1. salvatore-salzano 4 mesi fa
    Che dire... Hai espresso meravigliosamente, con parole pacate e inesorabili, lo stesso disprezzo che provo anch'io per questi personaggi, che io chiamo, in modo molto meno elegante del tuo, i "benpensanti di mer.." . Bravo!
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