Fatti di meritocrazia derivata (Aspirante Giornalista)

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7 Aprile 2015

Ovvero: legami di famiglia o legami di passera?

 

Diceva Sciascia, in una frase giustamente famosa che molti pensano di Agnelli, che l’umanità si divide in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) piglianculo e i quaquaraquà.

Ora, accade che queste persone debbano pur lavorare.

Di fronte alla sede del suo giornale preferito, Luca Nencini si chiede a quale di queste categorie appartiene: ha una camicia elegante ma stretta di spalle, un maglione con cui sa già che dentro avrà caldo, una borsa di cuoio regalo della laurea appena presa. Occhiali sì occhiali no? Occhiali sì, per apparire più serio agli occhi del caporedattore.

Sale le scale, poco alla volta. Ripensa alle parole del padre.

Ai colloqui di lavoro si arriva anzitutto per raccomandazione…qui contano i legami di famiglia, o i legami di passera….oppure per presentazione.

E qui cosa conta papà?

I legami di famiglia. E i legami di passera.

Luca non ha legami di famiglia. A quel colloquio è arrivato con gli altri: indiretti e un po’ casuali però, non abbastanza per farne una raccomandazione.

Non importa: è lì, a due rampe dal sogno.

E il merito? Non si arriva per merito?

Sei un fisico, tu?

No.

Un ingegnere?

No.

E allora perché dovrebbero prendere te al posto di un altro? Chi ti conosce appena uscito dall’università?

Ma io ho sempre scritto. E pure bene. Scrivo su quattro giornali on line!

Certo, se sei meritevole è meglio…però se vuoi entrare in un posto serio contano comunque i legami di famiglia. O i legami…

Ho capito, non dirlo (papà quando parla di donne esagera sempre).

Entra. La lancetta delle emozioni è fissa sull’entusiasmo. E’ il giornale dei suoi idoli. Più quelli di prima che quelli di adesso, ma non importa. Non è la redazione principale, meglio. Più possibilità di imparare.

Il caporedattore è un uomo normale, di mezza età: brutta camicia, niente cravatta. Accento decisamente sul dialettale. Formazione da cronachista di nera, lui sì che ha fatto la gavetta. Lui sì che ha mangiato il duro pane del “cavallo caduto in una buca, indagano i vigili” e “oggi il processo per lo scippo alla suora”.

Beve caffè al ginseng.

Uno anche per il ragazzo, ti piace vero?

Veramente no, ma offrimi anche succo di carruba, e lo berrò pur di piacerti.

Luca racconta la sua storia. Il caporedattore annuisce.

Finalmente una bella occasione. Il primo colloquio, con il direttore di un giornale del bergamasco, aveva seguito il canovaccio di un clichè in piena regola:

Scrivi di sport. Trova qualcosa di piccante collegato allo sport: che so, la moglie del giocatore X si è fatta trovare a letto con il giocatore Y. Sport e cinema sono il jolly, come quando si ordina la pizza da asporto perché nessuno vuole mettersi ai fornelli. A questi unisci la triade soldi-sangue-sesso e avrai la notizia che vende.

 

Ci sono Giornalisti. E giornalisti.

 

Dura tutto poco. Perchè Luca è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la sua vita di aspirante giornalista ai tempi della crisi e della legge Fornero.

Sai perché il nostro gruppo è l’unico in attivo?

Me lo dica lei.

Perché applica una politica di contenimento delle spese. La legge Fornero impone di pagare gli stage. Bene, bravi. Ma noi non pagheremo mai uno stagista, perché farlo quando possiamo sfruttare gratis quelli che vengono a fare il tirocinio con l’università o quelli delle scuole di giornalismo che pagano fior di quattrini !?

Già, le scuole di giornalismo. Luca ne sta cercando una seria. Chiede consiglio al caporedattore.

Lascia perdere. Quelle sono fabbriche di disoccupati. Troppa domanda, poca offerta. Iscriviti di nuovo all’università e vieni a fare il tirocinio qua da noi. Poi fai la rinuncia agli studi.

Iscriversi di nuovo all’università, questa poi.

Eppure, eppure.

Non è più come una volta, dice malinconico il caporedattore. Prima si bussava al direttore e, se gli piacevi, si cominciava a far pratica. Come tutte le cose. Noi ci siamo conosciuti e pure piaciuti, ma non posso darti una possibilità.

Luca Nencini è di nuovo fuori, in strada. La città che prima credeva familiare ora gli appare sconosciuta. Ostile.

Continua a non avere contatti di famiglia, come Max che adesso lavora nello stesso gruppo che gli ha appena sbattuto la porta in faccia. Gli altri non sono bastati, a differenza di Nicola.

Però è bravo, ci proverà lo stesso.

Con un rischio: quello che, venuto meno il sogno, non resti che masturbarsi con la realtà (cit.)

 

 

 

 

 

TAG: aziende e giovani, giornalismo, giornalisti, giovani VS vecchi, Meritocrazia
CAT: costumi sociali, Media

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