Fisiognomica da diporto – Matteo Salvini

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7 giugno 2018

“Ci sono misteri che possono essere scrutati solo con una indagine endoscopica.

Gli si mette nel culo il sondino della colonscopia e si esplora fin dove si può.

Non è detto che si arrivi ad una diagnosi esatta, ma è l’unica maniera per provare a formularne una.

Ogni altro metodo si rivela inefficace.”

C. Lathbury

 

Quest’uomo è il machiavellismo ridotto a caricatura.

Non pensando a nulla può sostenere qualsiasi cosa.

Plebeo ed elitista nello stesso tempo, gattona tra i concetti, dice il niente che sa e non sa il niente che dice.

Una nullità edificata sulla mediocrità di chi lo ha preceduto.

Farfuglia slogan che crede di pensare e non ha mai pensato perché sono stati farfugliati migliaia di volte da migliaia di altri decerebrati senza mai portarsi dietro l’ombra di un pensiero.

E’ stato al governo per anni e se la prende con quelli che hanno governato, da più di venti anni fa parte della casta e urla contro la casta, ha detto di Berlusconi tutto il male possibile e ci si è alleato, sosteneva che Giggino è un inetto e ci governa insieme

Sembra che cambi idea con la stessa facilità con cui si cambia la camicia ma non è vero perché, non avendo idee, non ha neppure bisogno di cambiarle.

E’ dunque sinceramente bugiardo.

L’unica cosa autentica che può essergli riconosciuta è la sconfinata ambizione che gli consente di diventare peggiore ogni giorno che passa.

Possiede un filo diretto con tutti i bar d’Italia e ne distilla le chiacchiere mattutine con precisione stupefacente.

Piace al cummenda che inzuppa il cornetto dentro al cappuccino e al portaborse che glielo paga: del primo sintetizza l’arroganza verso chi è più povero e del secondo il servilismo verso chi è più ricco.

I luoghi comuni più triviali sono il suo cibo quotidiano.

Riesce a masticarlo pur essendo del tutto privo di dentatura intellettuale ma, per farlo, lo riduce in sbobba e se lo mangia al cucchiaio.

E si capisce che quella broscia, che già faceva schifo prima, dopo il suo trattamento diventa spaventosa.

Ci condurrebbe fino ai territori inesplorati del mistero umano se non ci imbattessimo subito nel baratro della sua ridicolaggine e non vi precipitassimo dentro.

Eppure quel ridicolo, si trasforma, per noi, in grottesco nella misura in cui siamo costretti a subirlo.

Perché questa Italia in cui i razzisti si stravaccano sulle poltrone degli studi televisivi e da lì ci manganellano (per ora) di minchiate, questa Italia in cui le facce mentono meno delle parole, quest’Italia di minchioni, dove non si riesce più neppure ad intuire la differenza tra un mot d’esprit e una flatulenza, di canaglie annidate nelle università, negli ospedali, negli uffici pubblici, negli studi e negli stadi, quest’Italia dove persino i padroni sono servili, quest’Italia disperata che si spancia dalle risate per non dissolversi in un rutto, sguaiata e ipocrita, che va a messa la domenica e sputa sugli emigranti, ruba ai poveri per dare ai ricchi, quest’Italia dove giornalisti prezzolati decidono conto terzi cosa deve pensare la gente…questa Italia qui…è perfettamente rappresentata da quel disgustoso stregatto.

Ed è da lui, e da chi lo manovra, che dipende il nostro prossimo futuro.

TAG: Cultura, giornalismo, matteo salvini
CAT: costumi sociali, Media

2 Commenti

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  1. vincesko 5 mesi fa
    Ritratto (quasi) esaustivo. Tre cose vale forse la pena di aggiungere; la prima, che oltre ai bar ha un filo diretto con i suoi "amici" di Facebook, le cui critiche severe lo hanno convinto alla fine a fare il governo con M5S; la seconda, che (a differenza di Berlusconi, lui sì bugiardo sincero, poiché - come diceva Montanelli - era il primo a credere alle sue menzogne) Salvini è un bugiardo sciente, in funzione del ritorno elettorale; la terza, che ho letto che i senatori (nel senso di anziani preminenti) della Lega Nord lo considerano una scheggia impazzita, il che rende il tutto, se possibile, ancora più preoccupante.
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  2. evoque 5 mesi fa
    Chissà che cosa pensano le cancellerie di questo governo e di questo Paese. Si sa che l'Italia non ha mai goduto di grande considerazione a causa di cialtroneria e inaffidabilità congenite e il decennio berlusconiano non ha certamente aiutato, anzi, ha certificato tutti i cliché sull'Italietta. Ma oggi sapere che un giovanotto, sempre vestito da prima Comunione, è diventato ministro del lavoro con un curriculum deserto di esperienze lavorative, fa fare una figuraccia a un intero Paese: Sapere poi che il ministro dell'interno sa solo parlare con slogan, di ruspe, rom, clandestini, beh, idem come sopra. E ciliegina sulla torta di panna montata: il presidente del consiglio nel ruolo della segretaria con anche un curriculum taroccato. Al'estero si stupiranno, ma non più di tanto.Ma la nostra marginalizzazione sarà inevitabile. E noi sappiamo che questa è la perfetta immagine dell'Italia attuale. Non è una caricatura, purtroppo. Ma la nostra marginalzi
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