Fisiognomica da diporto – Send in the clowns

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31 maggio 2019

Mi succede sempre più spesso di pensare che l’unico personaggio autentico che abbia avuto la politica italiana dal dopoguerra ad oggi sia stato Silvio Berlusconi.
Non perché fosse autentico ma perché era autenticamente personaggio.
Non interpretava una macchietta. Lo era.
Paragonato agli altri la differenza è evidente.
Quasi tutti interpretano una parte ma lo fanno nella maniera sbagliata, si interpretano male. Recitano le loro battute come se le avessero mandate a memoria. La loro cafoneria non ha neppure un centesimo dell’aplomb surreale che aveva quella del Cavaliere, né la scioltezza con cui lui riusciva a interpretare se stesso senza dare a vedere sforzo alcuno. Salvini? Recita faticosamente la parte del maschione e tutto ciò che riesce ad ottenere è di sembrare più checca della Albin de “La cage aux folles” (quando si traveste da macho per entrare in sala bigliardo).
Di Maio? Il suo tentativo di fare lo statista è talmente patetico da intenerire.
Berlusconi invece non ha fatto altro, per venti anni, che chiacchierare amabilmente, con incomparabile cialtroneria, con l’italiano medio; nella sua medesima lingua e con i suoi stessi gesti.
Qualcuno si ricorderà l’invito strabiliante che, allora presidente del consiglio, fece in occasione del terremoto: “prenderla come un campeggio e godersi un bel periodo di riposo”. In questo invito, fatto del resto con il cuore in mano e le lacrime agli occhi, vi era qualcosa che trascendeva la gaffe perché il gaffeur, dicendo una cosa, ne vuol dire un’altra mentre Berlusconi diceva sempre precisamente quello che voleva dire.
“Che ci vuol fare…la prenda come un campeggio” è ciò che ti direbbe, in un’occasione simile, il barista sotto casa offrendoti il caffè e aggiungendo “paga la ditta”.
Il fatto che lui, più di ogni altro politico della storia (non solo italiana) sia ricorso al tormentone che poi divenne proverbiale (“Sono stato frainteso”) non fa che confermare quella teatrale autenticità. Essa conteneva il suo blasone: il rifiuto della dimensione tragica dell’esistenza.
Né i suoi detrattori né i suoi sostenitori, avrebbero mai potuto prendere quell’uomo sul serio; nonostante tutto ciò che di terribilmente serio ha fatto e i disastri di cui è stato artefice. Perciò ora che la tragedia della vecchiaia gli sta con il fiato sul collo, come prima o poi succede a tutti, sembra fuori luogo: un passante che per caso si trovi in mezzo a una messa in scena di teatranti di strada, la vittima di una Candid Camera.
Non fa più ridere e non è in grado neppure di imporre rispetto. Nei suoi confronti perfino la pietas fa cilecca perché non si prova pena per una macchietta. Così se ne sta lì, agghindato da attor giovane e, senza più copione, ripete le stesse barzellette di venti anni fa. Una macchietta che non si può disfare del corpo di chi l’ha impersonata per decenni e rovina insieme a lui.

 

TAG: berlusconi, Cultura, giornalismo, salvini
CAT: costumi sociali, Media

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