I nuovi mostri

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16 Gennaio 2019

L’affaire Battisti è talmente infarcito di nulla da finire, suo malgrado, per essere qualcosa. Si tratta però di capire cosa e non è facile perché, appunto, si è costretti a riflettere sul nulla e su come quel nulla finisca per trasformarsi, nella maniera più impressionante, in ciò che decide.
E’ il gatto che si morde la coda, l’ouroboros che mangia se stesso, un ministro coglione che si mette il giubbino di poliziotto per sembrare un ministro coglione.
Il nulla mediatico fagocita il nulla del caso Battisti e il nulla del caso Battisti si rimangia il nulla mediatico.
Questo nulla autoinghiottente è, oggi, il nostro tutto.
Sul processo e sulla condanna di Battisti ci sono tutti i dubbi che, chi voglia dubitare, desidera (basta un’occhiata alla voce che lo riguarda su Wikipedia, o qui https://www.carmillaonline.com/2009/01/30/il-caso-battisti-tutti-i-dubbi).
Il dubbio però toglierebbe la preda dalle grinfie dei forcaioli di professione privandoli proprio di quel niente che gli è essenziale per imbestiarsi…invece è proprio questo nulla il punctum:
La tranquilla disponibilità al linciaggio di certi mangialasagne domenicali che, tra una foto di compleanno e una di matrimonio, postano frasi come “Bastardo terrorista, bisogna impiccarlo!” “Il solito assassino comunista, buttate via la chiave!” “Ammazzategli i figli e poi ammazzate lui!”.
Il modo in cui questi lavapiatti della tastiera agitano il punto come un forcone: “E’ una belva e va incatenata. Punto!” “Chi fa quello che ha fatto lui non può passarla liscia. Punto!”.
L’ottusa indifferenza con cui decretano esecuzioni sommarie; uno perché “Io sono sempre stato di sinistra, anzi addirittura comunista, e questa gente che si dice comunista va condannata senza se e senza ma”, l’altro per la ragione opposta ma uguale “tutti i comunisti andrebbero passati per le armi”.
Nel nulla ci si incontra e ci si intende a perfezione.
A latrare dietro i battitori mediatici è lo stesso branco che diede la caccia a Lavinia Flavia Cassaro e che, ad ogni occasione, salta fuori dai canili al suono del corno da caccia dei videogiornali.
Anche Battisti è un poveraccio.
Come scrittore pare sia mediocre (io non l’ho letto e mi guardo dal farlo) un pensatore non lo è mai stato, non mostra particolari doti intellettuali e, purtroppo per lui, nemmeno fisiche (o se ne potrebbe fare qualcosa con l’isola dei famosi…). E’ un sessantaquattrenne di bassa statura e media intelligenza; quand’era giovane ha fatto una minchiata che tanti altri (i quali adesso infoltiscono il branco) avrebbero potuto fare e non hanno fatto solo per fortuna o per vigliaccheria. Ne ha subito le conseguenze per tutta la vita. Nessun giornale ne ha preso le difese come fecero il Foglio e altri con Sofri, perché la sua estrazione di classe e le sue caratteristiche non lo richiedono: è il capro espiatorio ideale.
Come tale il suo sacrificio è impastato di nulla e mai, quanto oggi, serve pensare quel nulla.

TAG: Cultura, giornalismo
CAT: costumi sociali, Media

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