Lettera a un’amica su Greta Thunberg e i vecchi che rubano il futuro ai giovani

:
27 Settembre 2019

Cara fb,

sei indignata per gli sberleffi che certi figuri, di nota e riconosciuta levatura, riservano a Greta Thunberg. Posso condividere il tuo fastidio per il tono e la provenienza di quegli insulti ma questo non fa di me un sostenitore della giovane svedese. Cerca di capirmi, la ragazza mi è estremamente simpatica, per più di una ragione. Accusami pure di paternalismo, però sono un essere umano e sono vecchio: i suoi sedici anni, la sua grinta, la sua fragilità. Tutto contribuisce a mettere in movimento il mio istinto paterno e a rendermela simpatica…ma questo, ahimè, non è sufficiente. Il motivo della mia resistenza è, prima di tutto, linguistico. Deriva da ciò che ho sempre sostenuto riguardo all’uso del pronome personale “Noi” allegato alla frase – pronunciata o sottintesa – “WE are all in the same boat”. Ritengo infatti questo modo di esprimersi non il segno della reazione alla barbarie ma, al contrario, il sintomo peggiore della barbarie stessa. Quello che mostra come essa abbia ormai raggiunto lo stadio terminale e si appresti a trionfare. Purtroppo sia del pronome che della frase la truppa thunberghiana fa l’uso assordante dei cimbali di guerra e, se permetti, resto del parere che non si possa fare di due falsità una bandiera. Se lo si fa, si sta combattendo di sicuro la guerra sbagliata. Questo pianeta è di pochi. Io – o quel “noi” rigorosamente in minuscolo in cui magari potrei approssimativamente riconoscermi – non siamo tra quei pochi. Si dà il caso tuttavia che proprio quei pochi lo abbiano ridotto nello stato in cui è. Non “I VECCHI” che avrebbero “rubato i sogni” a “I GIOVANI” ma quei “POCHI”, indifferentemente giovani e vecchi. Riconoscere questo, riconoscerlo davvero, significa conseguirne che solo quando il pianeta non apparterrà più a quei pochi (giovani o vecchi che siano) e diventerà davvero “nostro” (giovani o vecchi che siamo) esso sarà salvo. Significa comprendere che non vi è salvezza possibile fino a che esso rimarrà nelle loro grinfie. Perché solo riducendo il pianeta in questo stato quei pochi, giovani e vecchi, possono mantenere i loro privilegi. Sono ovvietà? Assolutamente sì! Che tuttavia non vengono neppure prese in considerazione come tali. Perché se lo fossero, e se si ammettesse che salvare il pianeta significa salvarlo “DA” e non “CON” quei pochi, allora dubito, mia cara, che assisteresti a queste magnifiche campagne “etiche” condotte da quei medesimi giornali e da quegli stessi giornalisti che oggi dedicano le prime pagine e le testate a spiegarci che “siamo tutti nella stessa barca” mentre hanno relegato in quinta pagina per decenni, e continuano a farlo con uno sbadiglio, le statistiche che ogni giorno ci spiegano com’è distribuita la ricchezza in Italia e nel mondo.

E sai perché?

Semplicemente perché “LORO” non sono “NOI”…e per “loro”, aggiungerebbe il marchese del Grillo, “noi” non siamo un cazzo, salvo quando diventiamo utili a salvare il pianeta. Perché resti di loro proprietà.

Saluti planetari

ur

TAG: Cultura, Facebook, giornalismo, Greta Thunberg, innovazione, italia, politica
CAT: costumi sociali, Media

5 Commenti

Devi fare per commentare, è semplice e veloce.

  1. xxnews 1 anno fa

    penso anche io la stessa cosa ..: ovvero che quei pochi SPORCHI E LADRI DELLA VITA SUL PIANETA SE NE FREGHINO PERCHE’ sono immensamente ricchi e più interessati a godersi i loro privilegi sino a quando campano …. SPERO CHE I LORO FIGLI LI impicchino al lampadario di casa

    Rispondi 1 0
  2. xxnews 1 anno fa

    c’era qualche paio di secoli fà un tizio che DICHIARO’ ” APRE MUA LE DELUGE ”
    intanto pare che sia MORTO MALE , certamente sono MORTI MALE I SUOI SUCCESSORI
    eppure allora il pianeta NON ERA ALLE SOGLIE DEL DISASTRO

    Rispondi 1 0
  3. xxnews 1 anno fa

    c’era qualche paio di secoli fà un tizio che DICHIARO’ ” APRE MUA LE DELUGE ”
    intanto pare che sia MORTO MALE , certamente sono MORTI MALE I SUOI SUCCESSORI
    eppure allora il pianeta NON ERA ALLE SOGLIE DEL DISASTRO

    Rispondi 0 0
  4. lina-arena 1 anno fa

    Apprezzo e condivido il commento. Lamento solo un vuoto e precisamente la mancata menzione di quanti, non appartenenti ai “LORO”, hanno non solo gridato e denunciato la distruzione della terra , ma hanno anche suggerito i rimedi per evitare le distruzione. Ed invero, non basta che Greta lamenti la perdita dei suoi sogni. I suggeritori non le hanno suggerito i rimedi da adottare per eliminare il danno. Da anni ed anni , ad esempio, denunciamo, in molti ma poco noti e non frequentatori dell’ONU, che non basta pretendere il Verde nelle città-. Si pretende con l’adozione dei Piani regolatori che sono lo strumento per avere il Verde nelle città.Ebbene , non ci sono città o paesi che hanno i Piani regolatori , adottati a termini di legge e cioè con la previsione degli stardard urbanistici che sono fondamentali perchè un piano risponda alle esigenze degli insediati. Questa è l’omissione ed è grave. Sia per Greta che per i gretini.

    Rispondi 0 1
  5. alding 12 mesi fa

    Che brutta la Greta! e che faccia da incazzata! Una così non costruisce di sicuro niente di buono!

    Rispondi 0 0
CARICAMENTO...